Quando Calenda il Sol

Nunzia Vobis
31/03/2018

La solitudine di Carlo, iscrittosi al Pd e già messo ai margini. La Casta away di Fico. Il May day di Theresa. E l'ira di Achille (Occhetto). Il meglio del peggio della settimana.

Quando Calenda il Sol

F(U)ORI ROMANI. Il centrodestra scarica Paolo Romani, fortemente voluto da Silvio Berlusconi per la presidenza dell'Aula di Palazzo Madama. Dopo il veto dei 5Stelle sul candidato forzista, condannato per peculato, anche la Lega di Salvini fa dietrofront. Berlusconi, costretto a capitolare, riesce comunque a portare sullo scranno più alto del Senato la senatrice Casellati, grazie anche ai voti dei 5Stelle.

L'IRA DI ACHILLE. L'Unione Sarda chiede ad Achille Occhetto cosa ne pensi del futuro della sinistra italiana. Lui risponde con piglio tranchant, ma senza nascondere la rabbia: «Beh semplice, non ha futuro. La sinistra italiana deve rifarsi un'identità».

QUANDO CALENDA IL SOL. Iscritto e ignorato: il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, iscrittosi al Pd all'indomani della débacle elettorale, è stato già 'scaricato' dai vertici: «Mi sono iscritto, ho fatto due riunioni in sezione e ho presenziato alla direzione. Fine» ha spiegato nel corso di un'intervista al Corriere, aggiungendo anche che il reggente, Maurizio Martina, non l'ha mai cercato.

NUNZIA VOBIS. Volano gli stracci in Forza Italia. Nunzia De Girolamo, commentando il tracollo di Forza Italia alle elezioni, lo dice senza peli sulla lingua: «Con Romani e Brunetta, per anni, Forza Italia ha fatto tante scelte sbagliate».

ASILO AL POLITICO. La maggioranza dei tedeschi è contraria all'estradizione di Puigdemont, il leader catalano arrestato sulla base del mandato di cattura europeo emesso dalla Spagna. A rivelarlo è un sondaggio commissionato dalla Welt, secondo il quale il 51% del campione è contrario alla consegna di Puidgemont a Madrid, il 35% favorevole ed è ancora indeciso il il restante 14%.

IL BISBETICO DOMATO. Kim Jong-un veste gli abiti della diplomazia e incontra in Cina il presidente Xi Jinping, nonostante tra i due, negli ultimi tempi, non corresse buon sangue vista l’adesione di Pechino alle sanzioni Onu contro i piani nucleari di Pyongyang. L'incontro tra i due presidenti, comunque, pare sia stato molto cordiale.

BIANCO, ROSSO E…VERDINI. «Il governo si fa solo con i compromessi» pontifica Denis Verdini, l'ideatore e difensore fino all’ultimo del Patto del Nazareno, indicando la strada ai 5Stelle e alla Lega: «Troveranno l’accordo su una figura terza» assicura nel corso di un’intervista a Circo Massimo, il programma di Massimo Giannini su Radio Capital.

CASTA AWAY. Le foto di Roberto Fico a bordo di un bus dell'Atac mentre si reca alla Camera dei Deputati hanno fatto discutere. Il fotografo dell'Ansa, autore degli scatti, ha spiegato: «Lo aspettavo alla stazione, aspettavo che scendesse dal treno. Inizialmente credo che volesse prendere un taxi», afferma ai microfoni di un Giorno da Pecora su Radio Uno. Poi aggiunge: «Per i taxi c'era fila. Lui mi ha visto anche prima che salisse sull'autobus, l'ho accompagnato dalla stazione all'autobus».

REGIONE E PENTIMENTO. Si rompe l'intesa tra LeU e Zingaretti nel Lazio: Liberi e Uguali, infatti, non trovando l'accordo al suo interno sull'assessore ai lavori pubblici da proporre, ha chiesto al governatore di scegliere. Ma lui si è chiamato fuori…

NIHIL SINE ME. Nervi tesi tra Salvini e Di Maio su un possibile accordo di governo: «Da solo dove vai? Ti mancano 90 voti, a noi solo 50» sbotta il leader della Lega. Secca la replica del pentastellato: «E tu, vuoi quelli di Renzi?».

MAY DAY, MAY DAY. Un tour de force di 12 ore per visitare in giornata tutte le nazioni del Regno: Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord. È l'iniziativa intrapresa dalla premier Theresa May a un anno esatto dalla data di conclusione dei negoziati con cui la Brexit diventerà realtà, per predicare ottimismo e unità interna.

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