Il calendario dell’Esercito celebra l’Italia «prima e dopo l’8 settembre 1943»: polemiche da Avs e Anpi

Redazione
18/01/2024

Il riferimento è alla data dell'armistizio, quindi anche al periodo antecedente, quello del fascismo. Pagliarulo, presidente dell'Associazione nazionale partigiani italiani: «C'è una minoranza filofascista che vuole riscrivere la storia d'Italia. È inaccettabile».

Il calendario dell’Esercito celebra l’Italia «prima e dopo l’8 settembre 1943»: polemiche da Avs e Anpi

Il calendario 2024 dell’Esercito italiano sta facendo discutere e c’è chi ne chiede ufficialmente il ritiro. Tutta colpa del titolo, voluto e promosso dalla sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti. Sulla copertina si legge: «Per l’Italia sempre… prima e dopo l’8 settembre 1943». A sollevare il caso è stato il quotidiano Repubblica, che ha ricordato che si tratta della data dell’armistizio. Quindi il riferimento è al periodo precedente, quello del fascismo, e a quello successivo, della democrazia. Una scelta considerata inaccettabile tanto dalle opposizioni quanto dall’Anpi, che parlano di riabilitazione del fascismo e di chi vuole «riscrivere la storia d’Italia».

L’Anpi all’attacco: «Ritirate il calendario»

Interpellato dall’Ansa, il presidente dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo ha chiesto «che venga ritirato il calendario dell’Esercito 2024, anche se ormai purtroppo è già in circolazione». E ha aggiunto: «Prendiamo atto che c’è una minoranza filofascista che vuole riscrivere la storia d’Italia. È inaccettabile. Si tratta di un atto che nasconde una doppia operazione politica. Da una parte si vuole rappresentare una continuità istituzionale quando invece c’è stata una rottura radicale tra il regime fascista e la repubblica antifascista. Ovviamente nessuno dimentica i soldati, anzi. Nessuno dimentica che sono stati mandati allo sbaraglio anche l’8 settembre quando il re è andato a Brindisi. Una cosa però sono i soldati e una cosa è l’istituzione dell’Esercito. Non dobbiamo dimenticare i generali criminali di guerra mai processati, o se processati, mai condannati o se condannati mai andati in galera. Da un altro lato si mette sullo stesso piano il nuovo esercito italiano con l’esercito di Salò».

Il calendario dell'Esercito celebra l'Italia «prima e dopo l'8 settembre 1943»: polemiche da Avs e Anpi
Gianfranco Pagliarulo (ANSA).

La descrizione del calendario

Ma a far discutere è stata anche la descrizione del calendario stesso, promosso anche nelle scuole superiori. Nel testo si parte dalla seconda guerra mondiale e viene spiegato che «attraverso la rievocazione di quei tragici eventi si è voluto rendere omaggio agli uomini che a quei fatti parteciparono con l’assoluta consapevolezza di servire la Patria, sia prima sia dopo l’8 settembre 1943, onorando il giuramento prestato. Sono stati pertanto selezionati alcuni ufficiali, sottufficiali e soldati, insigniti della Medaglia d’Oro al Valor Militare per atti eroici compiuti dopo l’armistizio e che si sono particolarmente distinti anche nel periodo precedente».

Avs: «Amnesia sulle responsabilità del fascismo»

Anche il vicecapogruppo alla Camera di Alleanza Verdi Sinistra italiana, Marco Grimaldi, ha criticato il calendario. Ha dichiarato che il riferimento al prima e al dopo «si pone nel solco della riabilitazione dei “ragazzi di Salò” e dell’amnesia sulle responsabilità italianissime del fascismo. L’intento di uniformare il periodo storico della dittatura fascista appare evidente e arbitrario. Non si può certo ignorare che venti di revisionismo soffiano attorno alle più alte cariche dello Stato e si riverberano a ogni livello. Non è accettabile che la storia venga utilizzata a questi fini». Avs presenterà un’interrogazione parlamentare.

Il calendario dell'Esercito celebra l'Italia «prima e dopo l'8 settembre 1943»: polemiche da Avs e Anpi
Marco Grimaldi (Imagoeconomica).