Calici piangenti

Delia Cosereanu
15/12/2010

Nel 55% delle aziende per la crisi niente brindisi natalizio.

Calici piangenti

Addobbi natalizi, qualche bottiglia di spumante, tintinnio di bicchieri ed eventualmente dei dolci. Basta veramente poco per creare una rilassante atmosfera di Natale, persino in ufficio. Il luogo dove abitualmente si lavora, spesso a ritmi serrati, con picchi di tensione non indifferenti, si può trasformare per poche ore in un ambiente allegro e conviviale.
Eppure, il 2010 si concluderà all’insegna dell’austerità nelle aziende italiane. Secondo una ricerca condotta intervistando quasi 200 manager italiani dalla società di ricerca di personale qualificato Robert Half, il 55% delle imprese italiane non organizzerà alcun evento aziendale di chiusura d’anno, mentre nel 29% dei casi è probabile che questo avvenga e solo nel 16% l’evento è sostanzialmente certo.
Insomma, le imprese faranno un po’ come il padre del celebre pugile americano Jake La Motta che ha raccontato nella sua biografia: «Eravamo così poveri che a Natale il mio vecchio usciva di casa, sparava un colpo di pistola in aria, poi rientrava in casa e diceva: spiacente ma Babbo Natale si è suicidato».

Nel 2010 un aumento del 14% dei party di Natale rispetto al 2009

Nel 2009 la stessa società ha effettuato una ricerca simile, limitandosi a chiedere allo stesso campione rappresentativo di manager se, secondo loro, le aziende organizzeranno una festa di Natale per i propri dipendenti. I risultati sono stati ancora più deludenti che nel 2010: solo il 31% aveva detto di sì. La situazione è migliorata dunque, ma i dati parlano ancora di crisi.
Secondo Erica Perez, direttore associato della società Robert Half, è proprio la povertà il motivo principale per cui le aziende hanno rinunciato alle feste natalizie per i dipendenti. «In un periodo in cui il mercato è ancora instabile, quando si parla spesso di riduzione di personale, i datori di lavoro difficilmente investono in eventi di questo genere».
Eppure i party di Natale sembrano avere effetti miracolosi sui lavoratori. Dalla stessa indagine emerge infatti che tutti concordano sui numerosi vantaggi di questi eventi che rompono la routine del lavoro: favoriscono i rapporti tra colleghi (30%), sono un’occasione per gratificare le persone (25%) e per incontrare il management a tu per tu (15%), migliorano il morale in azienda (19%), consentono di scaricare le tensioni accumulate sul lavoro (9%). Soltanto il 2% degli intervistati li ritiene, al contrario, inutili.
Inoltre, il 74% del campione pensa che l’eventuale cancellazione dell’evento natalizio aziendale genererebbe situazioni di scontento nella popolazione aziendale. «La fine dell’anno è un momento di bilanci e quindi qualsiasi gesto di attenzione verso i collaboratori ha una valenza positiva, in termini di motivazione e attaccamento all’azienda, anche se i modi per farlo possono essere diversi», ha aggiunto Erika Perez.
«È comprensibile che certi tipi di eventi possano essere ridimensionati per ragioni di costi, occorre però ricordare che proprio nei periodi di crisi le persone hanno maggior bisogno di sentirsi considerate, apprezzate e gratificate per il loro impegno».