Redazione

Perché rischiamo l'apartheid climatica coi ricchi che sfuggono alla crisi

Perché rischiamo l’apartheid climatica coi ricchi che sfuggono alla crisi

A dirlo è il rapporto di Philip Alston, relatore speciale dell’Onu sull’estrema povertà. Secondo Alston il surriscaldamento mette a rischio anche la democrazia e lo stato di diritto.

25 Giugno 2019 16.52

Like me!

Il pianeta rischia un «apartheid climatico», in cui i ricchi hanno i mezzi per sfuggire alla fame «mentre il resto del mondo è lasciato a soffrire». È l’allarme di Philip Alston, relatore speciale dell’Onu sull’estrema povertà. Il funzionario ha presentato il 24 giugno un rapporto al Consiglio dei diritti umani dell’Onu, di cui danno notizia sia la Bbc che il Guardian. L’esperto ha criticato le misure adottate dagli organismi delle Nazioni Unite come «palesemente inadeguate» e che non salveranno la Terra dal «disastro imminente». Ma anche il lavoro di tutti quelli che si occupano di diritti umani e che però non mettono al centro il problema della crisi climatica e delle sue conseguenze.

Incendio a Montecito California, dicembre 2017. (Foto di David McNew/Getty Images)

120 MILIONI DI POVERI IN PIÙ ENTRO IL 2030

La presentazione del report è in realtà attesa a Ginevra per venerdì 28 giugno. Alston ha dichiarato che il cambiamento climatico potrebbe cancellare «i progressi nello sviluppo compiuti negli ultimi cinquant’anni sul fronte della salute e della riduzione della povertà». Il funzionario ha avvertito che il climate change «potrebbe condurre oltre 120 milioni di persone in più in povertà entro il 2030».

A RISCHIO ANCHE LA DEMOCRAZIA E LO STATO DI DIRITTO

Inoltre, ha riferito il Guardian, secondo Alston l’impatto del riscaldamento globale non minaccia solo «i diritti fondamentali di vita, acqua e cibo e alloggio» ma anche «la democrazia e lo stato di diritto».

IL 75% DEI COSTI SUI PAESI IN VIA DI SVILUPPO

I costi, spiega sempre il documento secondo quanto riportato dal quotidiano britannico, ricadranno per il 75% sulle spalle dei Paesi in via di sviluppo che paradossalmente sono anche quelli meno responsabili dell’innalzamento delle emissioni inquinanti di biossido di carbonio. «Livelli di privazione ancora più elevati per alcuni gruppi», insieme a una «crescente disuguaglianza» conseguenza della crisi ambientale rischiano per l’esperto di innescare nuove reazioni «nazionaliste, xenofobe e razziste». Per questo secondo Alston «mantenere un approccio equilibrato ai diritti civili e politici sarà estremamente complesso».

Gli incendi dell’inverno 2017 in California hanno interessato tutta l’area da Carpinteria a Santa Barbara per un totale di 365 miglia di territorio e hanno distrutto 800 edifici. (Foto di David McNew/Getty Images)

I RICCHI PAGHERANNO PER FUGGIRE ALL’IMPATTO DEL SURRISCALDAMENTO

L’esempio citato dal giornale britannico è quello dell‘uragano Sandy del 2012, quando con la città devastata, il quartiere generale di Goldman Sachs ha continuato a funzionare, protetto da misure di sicurezza e grazie a forniture elettriche autonome. Lo scenario possibile, riassume il Guardian riferendo le parole del funzionario, è quello di un’apartheid «in cui i ricchi pagano per sfuggire al surriscaldamento, alla fame e ai conflitti mentre il resto del mondo è lasciato a soffrire».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *