Cambridge Analytica, Zuckerberg: «Io responsabile dell’accaduto»

Redazione
21/03/2018

«Sono responsabile di quello che è successo»: con un post sulla sua pagina personale, Mark Zuckerberg rompe il silenzio sullo...

Cambridge Analytica, Zuckerberg: «Io responsabile dell’accaduto»

«Sono responsabile di quello che è successo»: con un post sulla sua pagina personale, Mark Zuckerberg rompe il silenzio sullo scandalo dei dati personali raccolti su Facebook. «Abbiamo fatto degli errori, c'è ancora molto da fare», ha scritto il fondatore del social media, «abbiamo la responsabilità di proteggere le vostre informazionie i vostri dati, e se non riusciamo a farlo non meritiamo di essere al vostro servizio». Poi, intervistato dalla Cnn, ha aggiunto: «Chiedo scusa e sono disponibile a testimoniare davanti al Congresso americano».

«CI ASSICUREREMO CHE NON ACCADA PIÙ». Zuckerberg ha spiegato che sta lavorando «per capire esattamente cosa è successo e assicurarsi che non accada mai più. La buona notizia è che molte misure per prevenire tutto questo sono state già prese anni fa».

I want to share an update on the Cambridge Analytica situation — including the steps we've already taken and our next…

Geplaatst door Mark Zuckerberg op woensdag 21 maart 2018

«Ho fondato Facebook e in definitiva io sono il responsabile per quello che succede sulla nostra piattaforma», ha dichiarato Zuckerberg, che assicura sulla serietà con cui a Menlo Park stanno provando a sistemare le cose: un fatto come quello di Cambridge Anaytica, promette, «non accadrà mai più». Zuckerberg ha fatto quindi un elenco delle prossime mosse, a partire da un'indagine approfondita su tutte le app che hanno accesso ai dati di Facebook, soprattutto su quelle operative sulla piattaforma prima del 2014.

«SARANNO RICHIESTI MENO DATI». «Bandiremo gli sviluppatori che non saranno d'accordo con le nostre regole», ha spiegato, assicurando che il loro numero sarà comunque ristretto per evitare ulteriori abusi sul fronte della privacy. A tal proposito Zuckerberg ha garantito che il numero di dati personali che bisognerà dare per accedere a una app sarà ridotto al nome, la foto e l'indirizzo email: niente di più. Inoltre ci sarà la possibilità per gli utenti di controllare tutte le app che hanno sottoscritto e di revocare ad ognuna di loro il permesso di usare i propri dati.

IL PERICOLO DI MANIPOLAZIONI ELETTORALI. Il fondatore di Facebook, infine, si è detto sicuro che si voglia ancora una volta sfruttare la piattaforma per influenzare le elezioni. E ha lanciato l'allarme in vista del voto di metà mandato negli Stati Uniti, con cui gli americani sono chiamati a rinnovare gran parte del Congresso: «Sono certo che qualcuno sta cercando di usare Facebook per influenzare le elezioni di mid-term», ha detto nel corso di un'intervista alla Cnn, «sono certo che c'è una seconda edizione dello sforzo della Russia nel 2016, ci stanno lavorando. E sono certo che ci sono nuove tattiche che dobbiamo essere sicuri di individuare e fronteggiare».

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