Camera, inammissibile tagliare il vitalizio

02 Agosto 2011 17.20
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Scontro nell’Aula di Montecitorio tra il presidente Gianfranco Fini e il deputato dell’Italia dei Valori, Antonio Borghesi. In discussione l’ammissibilità di un ordine del giorno, proposto dallo stesso Borghesi, sull’abolizione del vitalizio ai parlamentari. O meglio, come ha spiegato il deputato, per la sua sostituzione con una erogazione dell’Inps, l’Istituto nazionale previdenza sociale, commisurata ai contributi versati. 
QUESTIONE DI PRINCIPI. Fini, al contrario, ha parlato di una «soppressione di un diritto quesito per gli ex parlamentari» che «sarebbe in contrasto con i principi generali dell’ordinamento, trattandosi di posizioni ormai consolidate».
Ancora, pur senza volersi esprimere sul merito della proposta, Fini ha aggiunto che «l’ordine del giorno interviene impropriamente in una materia, quale quella delle competenze degli enti pubblici previdenziali, che non può che essere regolata da una legge ordinaria dello Stato».

Borghesi: «Fini ha cambiato le regole a gioco iniziato»

Immediata, e dura, la replica di Borghesi. «Il 21 settembre dello scorso anno, un ordine del giorno esattamente uguale a quello che è stato qui da me depositato sui vitalizi è stato ammesso, è stato discusso, è stato votato da questa Assemblea», ha osservato il deputato Idv. «Devo arguire che è cambiato qualcosa da settembre ad oggi. Il fatto che il Presidente decida queste nuove regole dopo che gli ordini del giorno sono stati depositati mi lascia altamente perplesso, perché è come intervenire a gamba tesa quando il gioco è già iniziato».
L’analogo tentativo di eliminare il vitalizio per i parlamentari da parte di Borghesi era stato bocciato dall’Aula con 498 ‘no’ e soli 22 ‘sì’ a settembre 2010. 
«LA CASTA SI NASCONDE». Le argomentazioni di Fini non hanno convinto nemmeno il capogruppo alla Camera Massimo Donadi, che ha tuonato: «Altro che metodo! L’ordine del giorno di Italia dei Valori sui vitalizi è stato respinto per tutt’altra ragione, ovvero la paura di dover sostenere le critiche dell’opinione pubblica nel bocciarlo, o, peggio ancora, il rischio di doverlo votare proprio per non essere travolti dalla critiche». Donadi ha anche sottolineato come «la Casta, ancora una volta, preferisce nascondere la testa sotto la sabbia, pur di  non mettere mano ai propri privilegi». 
VIA IL VITALIZIO DAL 2013. In ogni caso, a quanto si apprende dalla relazione del deputato Questore, Antonio Mazzocchi, «l’Ufficio di presidenza di Montecitorio ha deliberato la sostituzione dell’attuale istituto del vitalizio, a decorrere dalla prossima legislatura, con un nuovo sistema previdenziale, analogo a quello previsto per la generalità dei lavoratori». 
NO AI RISPARMI SULLE AUTO BLU. L’Ufficio di presidenza ha anche bocciato un ordine del giorno, sempre proposto dall’Italia dei Valori, che mirava a limitare l’utilizzo delle auto blu al presidente della Camera e al segretario generale della Camera.

 

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