Camere, nessun accordo sulle presidenze: primi scrutini a vuoto

Camere, nessun accordo sulle presidenze: primi scrutini a vuoto

23 Marzo 2018 08.35
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La prima votazione per l'elezione di Camera e Senato si è conclusa, come previsto, con una fumata nera. Uno scenario più che prevedibile visto l'esito dell'ultima riunione dei capigruppo nella tarda serata del 22 marzo: nessuna convergenza è stata raggiunta attorno al nome di Paolo Romani per Palazzo Madama, col Movimento 5 stelle fermo sul suo niet e per nulla intenzionato a sedersi al tavolo con Silvio Berlusconi. Un muro contro muro che si è ripetuto anche all'indomani.

L'AFFONDO DI NAPOLITANO. La XVIII legislatura si è aperta con l'affondo del presidente emerito Giorgio Napolitano nei confronti dei dem. I comportamenti elettorali, ha detto Napolitano nell'Aula di Palazzo Madama,«hanno mostrato quanto poco avesse convinto l'auto-esaltazione dei risultati ottenuti negli ultimi anni da governi e da partiti di maggioranza». «Ha contato molto», ha aggiunto, «il fatto che i cittadini abbiano sentito i partiti tradizionali lontani e chiusi rispetto alle sofferte vicende personali di tanti e a diffusi sentimenti di insicurezza e di allarme».

Il liveblogging:

21:34 – BERNINI: «INDISPONIBILE AD ESSERE CANDIDATO DI ALTRI». «È del tutto evidente che sono indisponibile ad essere il candidato di altri senza il sostegno del presidente Berlusconi e del mio partito». Lo scrive Anna Maria Bernini su twitter.

21:19 – FI, CERTA LA RINUNCIA DI BERNINI. Fonti di Forza Italia ritengono «certa già nelle prossime ore la rinuncia da parte della senatrice Bernini alla candidatura alla presidenza del Senato fatta da altri partiti come atto ostile nei confronti di Fi e non concordata in alcun modo con la coalizione».

21:13 – BERLUSCONI A BERNINI: «STIMA IMMUTATA MA NON SUBISCO DIKTAT». Nessun dubbio sulla stima che Silvio Berlusconi nutre nei confronti di Anna Maria Bernini e l'ex premier lo avrebbe ribadito anche nell'incontro con la senatrice a palazzo Grazioli a cui però avrebbe detto di non poter sostenere la sua corsa: Non possiamo accettare candidature scelte da altri ma non posso accettare diktat. Bernini, sempre a quanto raccontano fonti di Forza Italia, avrebbe offerto al Cavaliere la disponibilità a ritirarsi.

20:48 – DI MAIO: «Sì A BERNINI O PROFILO SIMILE». «Per la presidenza del Senato siamo disponibili a sostenere Anna Maria Bernini o un profilo simile». Lo afferma il capo politico del M5S Luigi Di Maio».

20:22 – BERNINI A PALAZZO GRAZIOLI DA BERLUSCONI. Anna Maria Bernini è a palazzo Grazioli per incontrare Silvio Berlusconi dopo che il suo nome è stato quello votato dalla Lega alla seconda votazione a palazzo Madama in dissenso da Forza Italia.

20:03 – TERZA FUMATA NERA ALLA CAMERA. Fumata nera nell'Aula della Camera alla seconda votazione per eleggere il presidente. Nessuno ha raggiunto il quorum dei due terzi dei votanti, contando anche le schede bianche, richiesto dal regolamento al secondo ed al terzo scrutinio. Servirà una nuova votazione, la quarta. Per far scattare l'elezione da questa nuova votazione sarà sufficiente la maggioranza assoluta dei voti, contando anche le schede bianche. Il quorum richiesto era di 403 voti. Le bianche sono state 569, 4 le nulle, 18 i voti dispersi. Hanno ricevuto voti: Stumpo (7), Ermini (3), Menga (3).

19:58 – MELONI: «APPELLO ALL'UNITA'». «Rivolgo l'ultimo appello alle forze politiche del centrodestra perchè questo delicato passaggio sulle presidenze delle Camere non si risolva in un 'liberi tutti'. Facciamo tutti un passo indietro perché se ne possa fare uno in avanti. Disponibile ad un nuovo incontro di vertice tra i partiti del centrodestra nella speranza che ci sia ancora un margine per ricomporre. Se questo non dovesse accadere Fdi riunirà i suoi organi per prender le sue decisioni». Lo afferma la leader di Fdi Giorgia Meloni.

19:06 – M5S NON PONE VETI SU BERNINI. Da parte del M5s è probabile che non ci sia alcun veto alla candidatura di Anna Maria Bernini. Lo si apprende da diverse fonti parlamentari dei 5 stelle, anche se dai vertici del movimento non è giunta ancora alcuna indicazione ufficiale. «È un problema di metodo, Romani era indagato», spiega un esponente M5s tra i più vicini ai vertici che in questi minuti sono riuniti per decidere la linea.

19:00 – LA RUSSA: «TUTTO IL CENTRODESTRA HA DATO MANDATO A SALVINI». «Giorgia Meloni sta cercando disperatamente unito tutto il centrodestra anche di fronte a forze centrifughe che cercano di sparigliare. M5s ha rifiutato un logico incontro tra tutti i leader interessati, ma la chiusura non è dispiaciuta a qualcuno di Fi che cercava il casus belli. Ora Salvini ha gettato il sasso nello stagno. Berlusconi deve ricordare che tutto centrodestra ha dato mandato a Salvini di trovare un candidato, e con Bernini Fi avrebbe comunque la seconda carica dello stato», ha spiegato La Russa.

18:52 – RENZI: «TOCCA A LORO. DISCUSSIONE CHIUSA». «Tocca a loro, punto. Tocca a loro, basta. Lo dico dal 5 di marzo». Lo ribadisce Matteo Renzi, parlando con i cronisti alla Camera della elezione dei presidenti. «Per me la discussione è chiusa, poi vediamo», ha aggiunto. A chi gli chiede della strategia del Pd, risponde: «Maurizio Martina è il segretario. Leggo anche che non ci son più renziani, anche se non lo penso… per me prima prima finisce meglio è, anche politicamente».

18:49 – BERLUSCONI: «I VOTI DELLA LEGA A BERNINI ROMPONO LA COALIZIONE». Per l'ex cavaliere la scelta della Lega di appoggiare l'elezioni di Berini rompe la coalizione di centrodestra smascherando un progetto di governo tra Lega e M5s.

18:44 – SALVINI: «BERNINI PER EVITARE ABBRACCIO PD-M5S». «L'unico modo per evitare l'abbraccio PD-5Stelle per eleggere il Presidente del Senato è scegliere un candidato del centrodestra che abbia il maggior gradimento possibile», ha sottolineato Matteo Salvini in una nota. «La scelta della Lega, che ha rinunciato ad ogni presidenza e ha indicato la senatrice Bernini di Forza Italia», ha aggiunto, «rappresenta un coraggioso e generoso aiuto alla coalizione per evitare brutti scherzi ed uscire dallo stallo, e un segnale all'Italia perché il Parlamento cominci a lavorare il prima possibile».

18:30 – AL SENATO 57 VOTI PER ANNA MARIA BERNINI. La senatrice di Forza Italia Anna Maria Bernini ha ottenuto 57 preferenze nella seconda votazione alla presidenza del Senato. Il leader della Lega, Matteo Salvini, aveva annunciato, subito dopo la seconda chiama, che il Carroccio aveva votato per lei. Poi sono state conteggiate tre schede nulle, una per Giorgio Napolitano, una per Roberto Calderoli e due per Emma Bonino.

18:24 – SALVINI: «SU BERNINI AVVISATO SOLO BERLUSCONI». «Ho avvisato della nostra scelta di Bernini solo Silvio Berlusconi: non ho avuto alcun contatto, non c'è stato alcun vertice con i 5 Stelle". Lo afferma Matteo Salvini lasciando il Senato. "Della notizia – ha proseguito il leader della Lega – Berlusconi ha preso atto". A chi gli chiedeva se sulla Bernini ci fosse una convergenza con M5S, se Di Maio fosse 'il mandante', Salvini ha risposto: "ma quale mandante, noi puntiamo a uscire dal pantano".

18:23 – DOPO L'ANNUNCIO DI SALVINI CONVOCATO VERTICE IN FI. Dopo l'annuncio del leader della Lega Matteo Salvini di votare a Palazzo Madama Anna Maria Bernini come candidato alla presidenza, Silvio Berlusconi ha deciso di convocare a palazzo Grazioli lo stato maggiore del partito per fare il punto della situazione. La notizia che la Lega avesse deciso di votare l'esponente di Fi, a quanto si apprende, ha lasciato senza parole gli azzurri che al Senato hanno capito solo dentro l'emiciclo che il Carroccio aveva deciso di votare la Bernini.

18:22 – SECONDA FUMATA NERA. Ancora una fumata nera, la seconda, per la votazione del presidente di Palazzo Madama. Questa volta oltre alle schede bianche, sempre numerose, ce ne sono state molte in cui è stata espressa la preferenza per Anna Maria Bernini, vicecapogruppo di FI nella precedente legislatura. Alcuni voti sono stati dati anche a Napolitano, che ha prontamente ringraziato, e a Emma Bonino.

18:18 – AL SENATO M5S VOTANO SCHEDA BIANCA. I 5 stelle hanno votato al Senato scheda bianca al secondo scrutinio. Lo si apprende in ambienti parlamentari.

18:12 – ROSATO: «NON VOTIAMO NEANCHE LA BERNINI». «Non votiamo neanche la Bernini. Rimaniamo sulla stessa posizione». Così Ettore Rosato (Pd) risponde a chi gli chiede di commentare l'annuncio dato da Salvini in favore di Bernini per la presidenza del Senato. Alla Camera, dove oggi si terrà la terza votazione il Pd continuerà a votare scheda bianca, dice sempre Rosato.

18:11 – SCHIFANI: «VOTO LEGA INATTESO. NOSTRO CANDIDATO È ROMANI». «Abbiamo deciso di votare scheda bianca e stiamo votando scheda bianca». Della scelta della Lega di votare Bernini «abbiamo appreso in Aula e ne prendiamo atto ma non era concordata né attesa». Lo dice Renato Schifani, di FI, interpellato dai cronisti in Senato. «Valuterà Berlusconi ma allo stato attuale c'è un candidato di Forza Italia che è Paolo Romani: si era anche fatto il nome della Bernini, ma il nostro candidato fino a prova contraria è Romani».

18:01 – ALLE 18:05 TERZA VOTAZIONE PER LA CAMERA. La terza votazione per eleggere il presidente della Camera avrà inizio alle 18:05. Lo ha comunicato in Aula il presidente provvisorio Roberto Giachetti.

18:00 – SALVINI: «VOTIAMO BERNINI». Votiamo Bernini per senso di responsabilità verso il centrodestra ed il Paese. Lo ha detto Matteo salvini parlando con i giornalisti al senato.

15:10 – PD AL BIVIO: TRA SCHEDA BIANCA E UN ESPONENTE DEM. Il Pd deve votare scheda bianca anche al terzo scrutinio o presentare un proprio candidato al Senato, come Luigi Zanda o Emma Bonino. È su tale quesito che si sta discutendo tra i dem in queste ore, con i renziani propensi per la prima soluzione e altre componenti per la seconda. I renziani insistono per la scheda bianca alla terza votazione in Senato, quella che determina i due candidati che andranno al ballottaggio. Il sospetto è che se il Pd proponesse un proprio candidato, specialmente Luigi Zanda, potrebbe ricevere il voto M5s in chiave anti-Paolo Romani, voto che si ripeterebbe al ballottaggio consentendo l'elezione del candidato dem. E questa sarebbe una prova di intesa in vista del governo. Un sospetto simmetricamente opposto è nelle componenti che propongono la presentazione di un candidato dem. Se infatti il Pd non proponesse una propria personalità per lo scranno di Palazzo Madama farebbe andare al ballottaggio il candidato del M5s e Paolo Romani, favorendo quest'ultimo. Il sospetto è che su questo si siano accordati i luogotenenti dei renziani e dei forzisti in queste ore.

15:05 – FI: «DAL TERZO VOTO CENTRODESTRA SU ROMANI». «In base agli accordi assunti tra i leader del centrodestra e confermati da ultimo nella riunione dei capigruppo, il presidente Berlusconi e Forza Italia alla terza votazione al Senato confermano l'indicazione di voto del senatore Paolo Romani come candidato della coalizione di centrodestra». Lo si legge in una nota di Forza Italia.

14:31 – BERLUSCONI: «LA LEGA CHIARISCA LA SUA LINEA». «Il nostro nome resta quello di Paolo Romani». A ribadirlo è Silvio Berlusconi allo stato maggiore del suo partito. L'ex premier fa sapere che la linea non cambia e che ora devono essere gli alleati, Matteo Salvini per primo, a chiarire quale sia la linea. Nessuna disponibilità a discutere di fronte al muro alzato dai Cinque stelle indisponibili a un incontro con il Cavaliere. Forza Italia dunque continuerà a votare scheda bianca anche nella seconda votazione e se la situazione non dovesse sbloccasi dalla terza, il nome su cui si punta è quello di Paolo Romani. «Ora sta ai miei alleati», è il ragionamento del leader azzurro, «uscire allo scoperto e rendere note le loro intenzioni».

14:21 – FUMATA NERA AL SENATO. Presenti 317, votanti 317, maggioranza 161, voti dispersi 5, schede bianche 312. «Proclamo il risultato della votazione. Poiché nessun senatore ha ottenuto la maggioranza», dichiara nell'Aula del Senato il presidente emerito Giorgio Napolitano, «indico una nuova votazione alle ore 17». E la seduta viene sospesa.

14:12 – SALVINI: «M5S NON PONGA VETI». «Il M5s sbaglia a porre veti, ma sbaglia anche chi si arrocca su un solo nome: ognuno di noi, in questo momento deve parlare con tutti e mettersi di lato di qualche centimetro, noi della Lega ci siamo messi di lato di un chilometro…». Così il leader della Lega Matteo Salvini fa il punto del dibattito sulle presidenze delle camere, lasciando Palazzo Madama. «È la mia posizione, che è la stessa di ieri e dei giorni scorsi».

14:12 – FUMATA NERA PER LA PRIMA VOTAZIONE AL SENATO. Fumata nera per questa prima votazione per l'elezione del presidente del Senato. Le schede bianche sino ad ora sono oltre 300 e ci sono state solo poche schede con dei nomi: una con su scritto Fabio Di Micco, una con Napolitano, una con Romani e una con Bonino.

13:56 – MARTINA: «QUADRO ANCORA APERTO». «Il quadro è ancora aperto, noi ragioneremo coi gruppi» del Pd. Il reggente dei Dem Maurizio Martina risponde così ai cronisti che chiedono cosa farà il partito domani in particolare al Senato, dove Forza Italia ha ribadito che dalla terza votazione sosterrà il nome di Paolo Romani.

13:32: FUMATA NERA ALLA CAMERA. Alla votazione hanno partecipato 620 deputati. Le schede bianche sono state 592, 18 le nulle. Hanno ricevuto voti: Brunetta (2), Muroni (2), Stumpo (2), Bonafede (2), Ermini (1), Lupi (1), Tripiedi (1).

13:30 – LEZZI: «BERLUSCONI, BASTA CAPRICCI». La nostra posizione è chiara voteremo scheda bianca a meno che non intervenga qualche altro incontro in cui ci confronteremo con il resto delle forze politiche. Mi auguro che ci sia responsabilità: è il momento di non fare capricci e di non cercare quella legittimazione che non si è avuta dia cittadini, e parlo di Berlusconi, utilizzando gli uffici di presidenza di Camera e Senato». Lo ha detto la senatrice M5s Barbara Lezzi che ricorda come il leader del centrodestra sia Matteo Salvini «perché indicato da loro stessi come la forza che tra loro ha vinto nella coalizione del centrodestra. Un contropiede ora è inutile», ha aggiunto. Quanto a quello che accadrà dopo la seconda votazione Lezzi ha spiegato: «Decideremo. Noi non abbiamo preclusioni a un nuovo confronto».

13:25 – M5S, SALGONO LE QUOTAZIONI DI FICO. Salgono nel M5s le quotazioni di Roberto Fico alla presidenza della Camera. «Non l'abbiamo proposto per bruciarlo, credo possa essere il nostro presidente della Camera», spiega uno degli esponenti più vicini ai vertici sottolineando che, sull'eventuale candidatura di Fico,« «non c'è alcuna spaccatura». Voci confermate anche da altri pentastellati. Il nostro candidato? Penso sia proprio Fico», conferma un eletto, dmentre Carla Ruocco, di prima mattina, aveva osservato: «Lui è un nostro punto di riferimento, è un nome da portare avanti». Fonti del M5s spiegano tuttavia come, in queste ore, nessuna candidatura sarà ufficialmente avanzata alle altre forze politiche.

13:20 – PD, ROSATO: «ZANDA NON SI FA PRENDERE IN GIRO DAL M5S». Cosa farebbe il Pd se il M5s proponesse di votare Zanda? Non stiamo giocando. Ma l'ultima persona che vuole giocare è Zanda. Non credo che si farebbe prendere in giro da questa indiscrezione. Se ci sono delle scelte del M5s che riguardano il Pd ce lo vengano a dire. Per ora non è arrivata nessuna proposta»

13:12 – SCONTRO SOCIAL SALVINI BOLDRINI. Nuovo scontro via social tra il leader della Lega, Matteo Salvini e la ex presidente della Camera, Laura Boldrini. Il primo non si fa sfuggire l'occasione per 'salutare' sarcasticamente il passaggio a semplice parlamentare della prima postando una sua foto con un esplicito «Bye bye» con tanto di punto esclamativo. Smesse le vesti istituzionali la Boldrini, questa volta, non si volge dall'altra parte e dopo meno di un'ora replica al numero uno del Carroccio: «Ancora tu? Ma le trame per andare al governo non ti impegnano già abbastanza? Attento che mentre scrivi tweet su di me ti sfilano la poltrona».

13:00 – UN FIUME DI SCHEDE BIANCHE. Preponderanza quasi assoluta di schede bianche, con qualche scheda nulla e qualche sparuto voto, nello spoglio delle schede della prima votazione per eleggere il presidente della Camera. L'Emiciclo è poco affollato a differenza delle tribune del pubblico e della stampa che sono piene.

12:56 – MORRA: FORSE NUOVA ASSEMBLEA IN SERATA. «È presumibile» che si tenga questa sera una nuova assemblea congiunta dei gruppi M5s di Camera e Senato per sapere come proseguire nelle votazioni per le presidenze delle Camere. Lo ha detto il senatore M5s Nicola Morra. Al momento l'indicazione per i senatori M5s è quella di votare scheda bianca per le prime due votazioni a palazzo Madama.

12.15 – BRUNETTA: «DOMANI VOTIAMO ROMANI». «Oggi al Senato ci saranno due votazioni a scheda bianca, dalla terza votazione noi votiamo Romani, che è il nostro candidato ma anche di tutto il centrodestra unito, di Forza Italia, della Lega e di Fratelli d'Italia, come è stato ulteriormente ribadito ieri sera», ha chiarito Renato Brunetta. «Con il ballottaggio ci sono grandi grandi possibilità che nel pomeriggio di domani avremo il presidente del Senato nella figura di Paolo Romani». A chi gli chiedeva un commento sulla contrarietà del M5s di incontrare Berlusconi, ha risposto secco: «I leader del centrodestra sono tre: Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Mi sembra una posizione ridicola».

12.12 – PARAGONE: «BERLUSCONI? LUI VULISSE NU VASE…». «Berlusconi? Il problema è semplice: lui vulisse nu vase…. però stavolta non l'avrà». Gianluigi Paragone, neo senatore del M5s, commenta così l'insistenza del Cav e del centrodestra sulla candidatura di Paolo Romani. Considerato il trait d'union tra il M5s e la Lega, Paragone usa la metafora del bacio per spiegare l'impasse in cui sono arrivate le trattative per l'elezione dei presidenti delle due Camere.

11.30 – SCHEDA BIANCA ANCHE PER LEU E LEGA. Anche Lega e Liberi e Uguali oggi votereranno scheda bianca nelle aule di Camera e Senato per l'elezione dei presidenti.

11.14 – DI MAIO CON I BIG. Il capo politico M5s Luigi Di Maio è entrato in Aula alla Camera con Roberto Fico, Vincenzo Spadafora, Alfonso Bonafede e Stefano Buffagni. Fico è – insieme a Riccardo Fraccaro – tra i nomi in pole per la candidatura M5S alla presidenza della Camera.

10.51 – AFFONDO AL PD: «DRASTICA SCONFITTA PER CHI HA GOVERNATO IL PAESE». «Sulla scena politica nazionale il voto del 4 marzo ha determinato un netto spartiacque, a inequivocabile vantaggio dei movimenti e delle coalizioni che hanno compiuto un balzo in avanti clamoroso nel consenso degli elettori e che quindi di fatto sono oggi candidati a governare il Paese». Parola di Giorgio Napolitano, che ha aggiunto. «Il partito che nella scorsa legislatura aveva guidato tre governi ha subìto una drastica sconfitta ed è stato respinto all'opposizione».

10.49 – NAPOLITANO: «IL VOTO HA BOCCIATO L'AUTO-ESALTAZIONE DEI GOVERNI». I comportamenti elettorali «hanno mostrato quanto poco avesse convinto l'auto-esaltazione dei risultati ottenuti negli ultimi anni da governi e da partiti di maggioranza». Lo ha detto Giorgio Napolitano nella veste di presidente del Senato, aprendo laseduta di Palazzo Madama. «Ha contato molto» – ha aggiunto – «il fatto che i cittadini abbiano sentito i partiti tradizionali lontani e chiusi rispetto alle sofferte vicende personali di tanti e a diffusi sentimenti di insicurezza e di allarme».

10.05 – DI MAIO: «NON FARÒ MAI UN NAZARENO BIS». «Io un Nazareno bis non lo farò mai, non porterò mai il M5S a fare una cosa del genere». Lo avrebbe detto, a quanto si è appreso, il capo politico del M5s Luigi Di Maio arrivato all'assemblea dei gruppi congiunti del Movimento.

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