Camera e Senato, le trattative per i vice presidenti

Redazione
28/03/2018

I capigruppo del Movimento 5 stelle di Camera e Senato, Giulia Grillo e Danilo Toninelli, hanno incontrato intorno alle 13.30...

Camera e Senato, le trattative per i vice presidenti

I capigruppo del Movimento 5 stelle di Camera e Senato, Giulia Grillo e Danilo Toninelli, hanno incontrato intorno alle 13.30 i loro omologhi del Partito democratico, Graziano Delrio e Andrea Marcucci, per tentare di trovare un accordo sull'elezione dei vice presidenti dei due rami del parlamento. A Palazzo Madama si vota il 28 marzo e occorre eleggere quattro vice presidenti, tre questori e otto segretari. A Montecitorio la seduta è fissata per il 29 marzo (leggi anche: Camere, chi sono i nuovi capigruppo dei partiti).

L'OFFERTA DEL M5S AL PD. Grillo e Toninelli hanno offerto di cedere due vice presidenze al Pd, una alla Camera e l'altra al Senato. Ma la risposta dei capigruppo dem, secondo fonti pentastellate, sarebbe stata «un muro». Dal Pd, infatti, sarebbe arrivata la richiesta di aggiungere al "pacchetto" «anche due questori». I capigruppo del M5s stanno quindi valutando di «proseguire sulla linea intrapresa», dando comunque al Pd una vice presidenza, ma in cambio hanno chiesto ai dem di votare un senatore del M5s come questore.

L'IMPORTANZA DEI QUESTORI. I questori di Camera e Senato fanno parte dell'Ufficio di presidenza, sede in cui vengono prese tutte le decisioni sulle spese di Montecitorio e Palazzo Madama. Dalle indennità di deputati e senatori, fino ai vitalizi degli ex parlamentari. Ecco perché si tratta di figure particolarmente importanti per i partiti, a maggior ragione se si tiene conto del fatto che il M5s ha annunciato di voler tagliare quelli che considera i privilegi residui della "casta".

AL SENATO L'ACCORDO SI ALLONTANA. L'accordo, con il passare delle ore, sembra essere naufragato. Almeno per quando riguarda il Senato. Il capogruppo dem Andrea Marcucci, in una brevissima assemblea con i colleghi di partito, ha infatti spiegato che i pentastellati avrebbero negato la disponibilità a votare un senatore del Pd come questore.

PER I DEM MAGGIORE APERTURA DAL CENTRODESTRA. Qualora l'opposizione rimanesse priva di tale figura, ha aggiunto Marcucci, sarebbe «gravissimo e senza precedenti». Ricordando come nella scorsa legislatura il Pd votò sia alla Camera sia al Senato i candidati pentastellati, Marcucci avrebbe detto anche che sul punto ci sarebbe maggior apertura da parte del centrodestra. Se si dovesse raggiungere un accordo complessivo, il Pd indicherà Anna Rossomando come vice presidente di Palazzo Madama.

IN CAMPO CALDEROLI E LA RUSSA. Poco dopo la capogruppo di Forza Italia alla Camera, Maria Stella Gelmini, ha svelato le candidature ufficiali di coalizione: «I nostri candidati per la vice presidenza del Senato sono Roberto Calderoli e Ignazio La Russa. Come questore presentiamo Antonio De Poli».

IL PD CANDIDA ROSSOMANDO. Come preannunciato da Marcucci, a stretto giro il Pd ha ufficializzato la candidatura di Anna Rossomando per la vice presidenza del Senato. Mentre il candidato questore è Gianni Pittella, nonostante le altre forze politiche non riconoscano ai dem il diritto ad avere anche un questore, vista la consistenza del loro gruppo parlamentare a Palazzo Madama (al quarto posto dietro M5s, Lega e Forza Italia). Come segretario d'aula, invece, il Pd ha proposto Salvatore Margiotta.

IL M5S PUNTA SU TAVERNA. Quanto al M5s, i senatori pentastellati hanno indicato come candidato vice presidente Paola Taverna. Mentre Laura Bottici, già questore nella precedente legislatura, viene riproposta per lo stesso incarico. Come segretari d'aula si fanno i nomi di Gianluca Castaldi, Michela Montevecchi, Giuseppe Pisani e Sergio Puglia.

MARTINA PROTESTA. Intanto il reggente del Pd, Maurizio Martina, punta i piedi: «La presenza del Pd nelle presidenze di Camera e Senato con funzioni di rappresentanza e controllo è una questione democratica e dovrebbe riguardare tutti. Siamo il secondo partito in parlamento e rappresentiamo milioni di elettori che non hanno votato destra e 5 stelle. La nostra funzione non può essere svilita, né la nostra presenza in questi organi fondamentali può essere condizionata da contropartite di altri e su altre responsabilità».

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