Camere, rush finale per le vice presidenze: le manovre dei partiti

Redazione
26/03/2018

Chiusa la partita dei presidenti di Camera e Senato, i partiti vanno a caccia dei "numeri due". Sono otto poltrone...

Camere, rush finale per le vice presidenze: le manovre dei partiti

Chiusa la partita dei presidenti di Camera e Senato, i partiti vanno a caccia dei "numeri due". Sono otto poltrone da vice presidente, a cui si aggiungono quelle di questori e segretari. E come è tradizione i ruoli saranno spartiti fra i gruppi parlamentari. Questa volta sarà in gioco anche il Pd, al quale andranno due vice presidenti. Le votazioni si terranno il 28 marzo a Palazzo Madama e il giorno seguente a Montecitorio, saranno a scrutinio segreto e caratterizzate dal meccanismo del cosiddetto "voto limitato" volto a tutelare le opposizioni: ciascun parlamentare può votare per un numero di candidati inferiore a quelli da eleggere.

GIORNI DI TRATTATIVE FEBBRILI. Le trattative per la scelta di tutti i tasselli degli uffici di presidenza vanno avanti da giorni tra gli schieramenti e anche all'interno degli stessi partiti, dove si rincorrono appetiti e si cerca di dosare con il bilancino il peso delle correnti. E dunque è inevitabile che la composizione di questo quadro si leghi alla scelta dei capigruppo in parlamento, che il 27 saranno ufficializzati dalle forze politiche. Oltre a quelli noti dei Cinque stelle, Toninelli e Giulia Grillo, e quelli della Lega, Centinaio e Giorgetti, toccherà a Forza Italia e al Pd decidere e annunciare chi guiderà i gruppi parlamentari: per gli azzurri la coppia declinata al femminile dovrebbe essere Bernini-Gelmini, mentre per il tandem Pd i nomi più probabili restano Marcucci-Guerini, anche se la minoranza chiede che almeno un nome non sia un 'fedelissimo' della linea Renzi.

LA LEGA PUNTA SU CALDEROLI. Seguendo il copione delle passate legislature, a Palazzo Madama Forza Italia, che esprime la presidente, resterà fuori dalla tornate delle vice presidenze. Idem alla Camera per il M5s. Al Senato quindi a dividersi la 'torta' dei quattro vice della Casellati saranno la Lega (si fa il nome di Calderoli), i penstallati che vedono in pole Vicenzo Crimi e Paola Taverna, Fratelli d'Italia per i quali potrebbe correre Ignazio La Russa e il Pd. In casa dem però le divisioni interne non hanno consentito di chiudere ancora sui nomi: in partita ci sarebbero i franceschiniani Roberta Pinotti e Franco Mirabelli o la senatrice di minoranza vicina a Orlando Anna Rossomando.

LA MINORANZA IN PRESSING SUL PD. A Montecitorio invece a ricoprire la poltrona di vice presidente per il Pd c'è Ettore Rosato a meno che non la spunti la minoranza con Barbara Pollastrini. Mentre per Forza Italia l'alternativa è tra Mara Carfagna e l'uscente Simone Baldelli (ma qualcuno fa anche il nome di Elio Vito). Infine, un posto spetta alla Lega (che ancora deve decidere su chi puntare) e un altro sempre a Fratelli d'Italia: si fanno i nomi di Guido Crosetto o Edmondo Cirielli, a meno che non si faccia avanti la stessa Giorgia Meloni.

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