L’ultima polemica tra Andrea Camilleri e Matteo Salvini

Lo scrittore siciliano non si era mai sottratto dal prendere posizioni politiche nette. E di recente aveva polemizzato con il ministro dell'Interno.

17 Luglio 2019 10.58
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Mercoledì 17 luglio 2019 lo scrittore siciliano Andrea Camilleri è morto. In una delle sue ultime interviste, concessa a Massimo Giannini a Radio Capital, il papà di Montalbano polemizzava duramente con il ministro dell’Interno Matteo Salvini. In particolare, interpellato da Giannini sull’uso del rosario esibito dal leader della Lega, Camilleri aveva detto che l’ostentazione del simbolo religioso fosse chiaramente subordinata a finalità elettorali e che facesse parte dello stile «volgare» di Salvini. Il ministro dell’Interno, pur dichiarandosi fan della saga di Montalbano, aveva subito replicato con una delle sue dirette Facebook e aveva detto a Camilleri: «Scrivi che ti passa».

Ma lo scrittore e il ministro dell’Interno erano da tempo impegnati in una polemica. Camilleri, infatti, non si era mai sottratto al suo ruolo di intellettuale e aveva già preso posizione contro alcune delle uscite xenofobe del leader della Lega. Dure le sue parole contro il clima d’odio che, a suo dire, l’ultimo governo aveva sdoganato nel Bel Paese. Un clima che, addirittura, secondo il romanziere, aveva elementi di somiglianza con quello vissuto dall’Italia durante il fascismo: «Non voglio fare paragoni, ma intorno alle posizioni estremiste di Salvini avverto lo stesso consenso che a dodici anni, nel 1937, sentivo intorno a Mussolini. Ed è un brutto consenso perché fa venire alla luce il lato peggiore degli italiani, quello che abbiamo sempre nascosto: il razzismo».

Tra le ultime iniziative civiche sostenute dal Maestro, c’era anche la sua firma al manifesto per salvare lo studio della storia nella scuola pubblica. L’ultima grande battaglia di civiltà di un uomo che non vedeva più, eppure sapeva vedere lontano. (Video Repubblica/Agenzia Vista)

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