Trasporti marittimi: il costo economico della minaccia houthi nel Canale di Suez

Tommaso Meo
22/12/2023

Per evitare gli attacchi molte compagnie evitano di attraversarlo. Ma la circumnavigazione dell'Africa comporta un allungamento del 60 per cento dei tempi di viaggio e un aumento sensibile dei costi: fino a 1 milione di dollari solo per le spese di carburante. Senza contare le perdite economiche per l'Egitto. Il punto.

Trasporti marittimi: il costo economico della minaccia houthi nel Canale di Suez

L’apertura di un nuovo fronte della guerra tra Tel Aviv e Hamas nel Mar Rosso con gli attacchi dei ribelli Houthi alle navi mercantili fa tremare mezzo mondo. Il gruppo sciita, che controlla parte dello Yemen ed è sostenuto dall’Iran, ha intensificato il lancio di missili e di droni esplosivi nei pressi del Golfo di Aden e dello stretto di Bab al-Mandeb costringendo molte compagnie MSC, Maersk, Hapag-Lloyd tra le altre – a riprogrammare le proprie spedizioni in modo da evitare il Canale di Suez. Una minaccia per il commercio globale via nave che ha visto lievitare i costi dei trasporti.

Evitare Suez comporta l’aumento dei costi e dei tempi di trasporto

Circa il 12 per cento del traffico marittimo mondiale, compreso il 30 per cento delle navi portacontainer, passa dal canale controllato dall’Egitto. Normalmente lo attraversano una cinquantina di cargo al giorno, più di 18 mila l’anno; ma dall’inizio della settimana oltre 100 hanno cambiato rotta. L’unica alternativa via mare è circumnavigare l’Africa, passando per il Capo di Buona Speranza, con un aumento della durata complessiva del viaggio di circa due settimane e mezzo. Se le festività natalizie sono salve è solo perché la maggior parte delle merci è già arrivata a destinazione. I problemi però a lungo termine rimangono. I prezzi delle assicurazioni per le navi che transitano ancora al largo dello Yemen sono lievitati. Chi evita Suez, invece, spenderà milioni di dollari non previsti di carburante a causa di rotte più lunghe – fino a un milione in più a tratta – in particolare le navi dirette dai porti asiatici a quelli europei, la cui durata di viaggio aumenterà del 60 per cento. Anche per questo il costo per spedire un container dalla Cina al Mediterraneo è aumentato del 44 per cento solo nel mese di dicembre, raggiungendo i 2.413 dollari, secondo la piattaforma di prenotazione per le spedizioni Freightos. Costi che avranno ricadute sul prezzo delle merci e quindi sui consumatori, fanno sapere gli analisti. Ogni giorno dallo stretto di Bab al-Mandeb transitano inoltre 127 milioni di metri cubi di gas naturale e 7,1 milioni di barili di greggio il cui prezzo è già cresciuto dell’1,2 per cento rispetto la scorsa settimana: il barile da 74 dollari è passato a 80.

Mar Rosso e Golfo di Aden, c’è anche l’Italia nella coalizione anti-Houthi "Prosperity Guardian", guidata dagli Stati Uniti.
Ribelli Houthi sulla nave Galaxy Leader (Getty Images).

Le crisi degli Anni 60 e 70 e l’incagliamento della Ever Given

Non si tratta certo della prima crisi commerciale nell’area. Il Canale di Suez venne chiuso a seguito delle guerre arabo-israeliane tra la fine degli Anni 60 e l’inizio degli Anni 70 costringendo le navi mercantili a navigare intorno all’Africa. Ma il commercio globale di allora rappresentava solo una frazione di quello attuale e uno stravolgimento generalizzato delle rotte oggi sarebbe sostenibile al massimo per due settimane prima di creare seri problemi di approvvigionamento. Un assaggio delle conseguenze lo si è avuto più recentemente nel 2021 quando la gigantesca nave portacontainer Ever Given si incagliò nel canale bloccandolo per sei giorni e causando perdite economiche di circa 9 miliardi di dollari al giorno. Per non parlare dei risarcimenti che alla fine potrebbero superare i 2 miliardi di dollari. Come se non bastasse, la crisi di Suez si somma a quella del Canale di Panama da dove passa un altro 3,5 per cento del commercio globale via mare. Il traffico attraverso l’istmo che attraversa l’America centrale collegando oceano Atlantico e oceano Pacifico è infatti fortemente diminuito a causa della grave siccità.

Trasporti marittimi: il costo economico della minaccia houthi nel Canale di Suez
La Ever Given incagliata nel Canale di Suez (Getty Images).

Le prime ricadute sul porto israeliano di Eilat e sull’economia egiziana

In attesa che la neonata coalizione a guida americana Prosperity Guardian si attivi per difendere il Mar Rosso (con costi delle operazioni che rischiano di arrivare a decine di miliardi di dollari in caso la crisi dovesse durare a lungo), Israele, il primo obiettivo diretto dell’offensiva Houthi, ha già risentito dell’interruzione del commercio marittimo. Il traffico attraverso il porto meridionale di Eilat si è bloccato. Anche l’Egitto, che già prima della guerra era alle prese con un’economia in forte difficoltà, potrebbe accusare pesantemente il rallentamento del commercio e la conseguente diminuzione delle tariffe di transito per il Canale di Suez, entrate a cui Il Cairo non può rinunciare.