Cancun, approvato il pacchetto sul clima

Redazione
11/12/2010

A Cancun l’11 dicembre si è finalmente raggiunto un accordoper la salvaguardia del clima e riprendere la lotta al riscaldamento...

Cancun, approvato il pacchetto sul clima

A Cancun l’11 dicembre si è finalmente raggiunto un accordoper la salvaguardia del clima e riprendere la lotta al riscaldamento globale. Cominciato il 29 novembre scorso, il summit ha riunito 194 Paesi alla ricerca di un pacchetto che prevede una «visione condivisa» per rilanciare i negoziati ha deciso gli obiettivi di lungo termine per la lotta ai cambiamenti climatici e il futuro del Protocollo di Kyoto.
La plenaria, dopo 12 giorni di negoziati, si è chiusa con un atto che va oltre Kyoto, ma che non prevede alcun accordo vincolante.
Il documento, composto da 32 pagine e sette capitoli, prevede la creazione di un fondo verde, ancora non contabilizzato, da gestire attraverso un comitato di 40 membri, 15 dei paesi industrializzati e 25 dei paesi in via di sviluppo.
C’è anche l’impegno a mobilitare 100 miliardi di dollari l’anno fino al 2020, mentre da subito saranno disponibili 30 miliardi di dollari per il periodo 2010-2012 per aiutare i Paesi in via di sviluppo.
Nel pacchetto si riconosce la necessità di contrastare il riscaldamento globale e di fermarlo sotto i 2 gradi e si raccomanda quindi ai Paesi firmatari di ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 25 e del 40% entro il 2020, come raccomandato dal Gruppo intergovernativo di esperti sul riscaldamento globale (Ipcc).
Dopo il fallimento del vertice di Copenaghen dello scorso anno questo pacchetto messicano non era un risultato così scontato.  
Il documento ha ricevuto la quasi unanimità dei consensi incassando il sì di Usa, Cina, India e Giappone (che aveva invece fatto ostruzionismo su Kyoto durante i negoziati). Non quello della Bolivia, che in mattinata aveva tolto il consenso costringendo la presidente della Conferenza, la messicana Patricia Espinosa, a sospendere i lavori.
«Il mio Paese», ha detto il capo delegazione Pablo Solon, «non è disposta a sottoscrivere un documento che significa aumento della temperatura e per il quale va chiarito il valore legale». Dello stesso parere il Venezuela eil Nicaragua. Per la delegazione cubana «la Bolivia parla a nome di tutta la popolazione dell’America Latina».
Ora si guarda al dopo Kyoto, che scade a fine 2012 con la speranza di raggiungere, a Durban, in Sudafrica, il prossimo anno, quell’accordo globale che è mancato a Copenaghen.