Massimo Del Papa

Un'altra estate da cani

Un’altra estate da cani

In un solo weekend sono stati registrati 361 abbandoni. Oltre mille 1.200 sono morti di caldo perché abbandonati sul balcone. Per non parlare di quelli che vengono seviziati nei canili lager. Viaggio in un Paese dove gli animali sono ancora considerati cose anziché scrigni d’amore.

29 Giugno 2019 15.00

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Con l’estate riprende a girare la giostra della vergogna: solo nel primo weekend utile, quello a cavallo tra maggio e giugno, 361 cani abbandonati per strada, ha informato l’Aida&a, associazione a tutela di animali e ambiente. Ed era un fine settimana ancora acerbo, relativamente di pochi spostamenti.

La stessa associazione rende noto un altro dato agghiacciante: nel solo 2018, sono morti 1.200 cani lasciati sul balcone. Morti ammazzati, per la precisione, dopo atroci sofferenze, ci sono stati casi di animali che, allo stremo, hanno preferito lanciarsi nel vuoto, si sono suicidati piuttosto che restare in quella tortura senza fine.

In Puglia qualcuno ha incatenato una cagnolina con una disabilità fisica davanti a un mattatoio, lasciandola morire di caldo e di sete

Restano da contare gli oltre 10 mila salvati a stento, dopo disidratazione da balcone, coi pompieri che spesso non possono intervenire perché è tutta roba comunale, se mancano le ordinanze non si può far niente. E i sindaci, spesso, hanno altro da fare. Hai voglia a dirci civili, hai voglia ad ostentare lacrime di coccodrillo per i mali del mondo: in troppi restano incatenati al trogloditismo che considera gli animali non esseri che sentono, amano, soffrono, ma cose di cui sbarazzarsi anche in modo efferato. In Puglia qualcuno ha incatenato una cagnolina con una disabilità fisica davanti a un mattatoio, lasciandola morire di caldo e di sete.

Un cucciolo salvato dopo essere stato abbandonato.

Tutta un’ecatombe di bestiole seviziate nei modi più crudelmente fantasiosi, roba che neanche Dario Argento nei suoi incubi peggiori. E poi la cosa peggiore di tutte, quel disprezzo, quel disinteresse che scatta dopo mesi, anni di vita fedele, di affetto in cambio di niente, che finisce in due occhi legati a un palo, increduli, fiduciosi ancora in un ritorno. I bastardi sono loro. Quelli capaci di una simile viltà. E noi siamo qua a far girare una volta di più un appello che non servirà. Perché se uno arriva a mollare così il suo quattrozampe, o peggio a fargli del male fisicamente, allora neanche il Padreterno può farlo ragionare.

ATROCITÀ SUGLI ANIMALI SPESSO IGNORATE COLPEVOLMENTE

Di ragioni per angosciarsi, quante ne vogliamo: basta farsi un giro per i social, e non crederete ai vostri occhi, non potrete accettare a quali abissi di infamità può scendere il cosiddetto genere umano. I canili-lager, i gatti farciti di esplosivo, i cani mutilati pezzo a pezzo, se la prendono perfino coi gabbiani, c’è chi non può reggere quelle meravigliose scivolate sulle correnti della libertà. In troppi casi, le autorità, misteriosamente ma non troppo, finiscono per riaffidare gli animali agli stessi tenutari dei lager appena sequestrati. C’è un racket degli animali, alimentato da gruppi ben precisi, sui quali si chiudono gli occhi. C’è la faccenda, controversa, della sperimentazione animale, che si ammanta di nobili intenzioni ma basta guardare l’espressione di quelle scimmie inchiodate, accecate, paralizzate, per non riuscire a reggerla. Fino alle atrocità cinesi, sui quali nessuno spende mezza parola, ma che prevedono lo scuioamento di cani bruciati ancora vivi. Non è roba da diritti universali, non meritano campagne globali per porre fine a simili teatri degli orrori?

Raggi una cosa buona incredibilmente l’ha combinata, è l’ordinanza che vieta alle “botticelle” a cavalli di circolare se le temperature raggiungono i 30 gradi

Anche qui, in ogni modo, le cose da fare, da sorvegliare, non mancano: a Roma, la sindaca Virginia Raggi una cosa buona incredibilmente l’ha combinata, è l’ordinanza che vieta alle “botticelle” a cavalli di circolare se le temperature raggiungono i 30 gradi: benissimo, ma quanti la rispetteranno? E delle altre città, come Firenze, che si sa? Ci sarebbe poi la faccenda dei Palii, dove è un segreto di Pulcinella che i cavalli vengano dopati fino a scoppiare (difatti scoppiano, stramazzano a terra, la schiuma alla bocca, non c’è quasi torneo dove non succeda). Ma quella dei Palii è una corporazione, chiamiamola così, talmente potente che chi la tocca muore: e difatti non la tocca nessuno, neanche la magistratura.

IN ITALIA IN UN SOLO WEEKEND ABBANDONATI 361 CANI

Resta che non può dirsi civile, evoluto, normale un Paese dove in un solo weekend 361 cani vengono abbandonati al loro destino (il che porta a calcolare un numero complessivo di quasi settemila nell’arco dell’estate), dopo convivenze magari durate anni. Dove nel solo Sud i cani randagi sono quasi 100 mila, per non parlare dei gatti. Dove i responsabili non hanno nessuna responsabilità e li fanno fuori all’ingrosso. Dove si danno soldi a chi li costringe al di là di ogni efferatezza. Dove la politica usa pure quelli per farsi bella, però subito se ne dimentica e lascia disattesa ogni promessa.

Un canile sequestrato dalle forze dell’ordine.

Dove gli animali sono ancora considerati cose, anziché scrigni d’amore misterioso e incrollabile. Cani, gatti che evadono di casa, raggiungono l’ospedale, il cimitero, si piazzano addosso alla bara del padrone e nessuno li muove più. Animali capaci dell’affetto più sconfinato e ingenuo. Gli umani prima li viziano, poi li scaricano. Condannandoli a morte quasi certa, nel migliore dei casi a un destino di stenti e di isolamento. Ma come fate, incrociando i loro occhi, a non sentirvi dei mostri? Come fate, dopo, a dormire ancora? E invece dormono benissimo, perché non hanno niente dentro, sono scavati, non gli resta neppure l’istinto dell’amore. È di questi, che bisogna avere paura. Sempre, su quattro come su due zampe.

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Commenti: 2

  1. Giuseppe Lorenzi 29 Giugno 2019 20:16

    Quante altre cose dovrà fare la Raggi per far si che non si dica che ‘incredibilmente’ ne ha fatta una buona??? 🤔🤔🤔

  2. Animalista va a lavorare che è meglio

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