Cannabis legale, scontro Saviano-Lorenzin

Cannabis legale, scontro Saviano-Lorenzin

26 Luglio 2016 19.12
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Il congelamento della discussione fino a settembre della proposta di legge che legalizza la cannabis non ha fatto abbassare i toni della polemica tra partiti.
Ma è stata la polemica tra lo scrittore Roberto Saviano e il ministro Beatrice Lorenzin a infiammare il dibattito. Lorenzin, in alcune interviste, ha ribadito il suo ‘no’, sottolineando l’impatto negativo sulla salute dell’uso della cannabis, specie nei giovani. A suo giudizio, poi, la legalizzazione non eliminerebbe il mercato illegale e il consumo di stupefacenti da parte dei minori. Lorenzin ha anche criticato le tesi di Saviano, per il quale la legalizzazione toglierebbe alle mafie il mercato della cannabis.
SCAMBIO POLEMICO SUI SOCIAL. Lo scrittore ha replicato sui social network: «I nostri bambini, come li chiama lei, la droga non la consumano solo, ma la spacciano anche. Siete ignoranti e fate cattiva informazione, senza sapere di cosa state parlando». E sempre sui social network il ministro della Salute ha contro-replicato: «Roberto Saviano, la droga fa male, soprattutto ai giovani. Solo di questo mi interessa parlare».
Lorenzin ha poi ha riportato un pensiero di Paolo Borsellino del 1989, che definiva «da dilettanti di criminologia» affermare che la legalizzazione avrebbe eliminato il mercato nero. Insomma: le premesse per un dibattito pacato sul merito della proposta, sottoscritta da 221 deputati, per ora non ci sono.
ALFANO AVVERTE IL PD. Soprattutto da parte di chi è contrario alla legge. Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha definito «grave problema» l’eventuale convergenza del Pd sulla proposta, alludendo così a conseguenze politiche. Alfano ha avvisato gli alleati: «Noi non voteremo mai questa legge ed è un grave problema se il Pd va avanti cercando alleanze strane su questo argomento».
I DEM SONO DIVISI. I dem al momento sono divisi: dei 301 deputati solo 85 hanno firmato la proposta, anche se il promotore è Roberto Giachetti. Il governo per ora si è tenuto fuori, ed è quello che chiedono gli esponenti del Pd favorevoli al testo, come Andrea Romano, o i deputati di Scelta civica che l’hanno sostenuta, come Pierpaolo Vargiu.
COMUNITÀ DI RECUPERO, PARERI DISCORDANTI. Umberto Veronesi è favorevole alla legalizzazione: «Oltre ad essere inutile al suo scopo, il proibizionismo è poi dannoso socialmente perché crea un mercato nero, che a sua volta alimenta la criminalità». Argomento, quest’ultimo, sostenuto anche dal pm di Napoli Henry John Woodcock. Ma è di parere diverso il suo collega di Bologna, Valter Giovannini. Anche tra le comunità di recupero al momento le vedute sono diverse. Si sono dette contrarie le comunità Papa Giovanni XXIII, San Patrignano, Ceis, Comunità Incontro, Federazione Come e Associazione italiana per la cura delle dipendenze patologiche. Mentre la Cnca ha parlato di «passo avanti».

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