Canone Rai, il 41% evade

Renato Stanco
22/08/2012

Punte dell'86% in Campania e Sicilia.

Canone Rai, il 41% evade

Che gli italiani siano strutturalmente allergici a pagare le tasse è un dato di fatto. I numeri della lotta all’evasione e le azioni messe in campo dal governo, sia con Equitalia che con i blitz show della guardia di finanza, lo testimoniano ampiamente.
Ma c’è una gabella, più delle altre, che gli abitanti del Paese odiano in modo particolare. Si tratta della tassa di concessione televisiva, meglio nota come canone Rai, che continua a essere l’imposta più evasa dai contribuenti italiani.
IMPOSTE DIMENTICATE. A ribadire il dato, aggiornandone il livello di evasione, è lo studio sulle imposte più dimenticate dagli italiani, condotto da Krls Network of Business Ethics, per conto di contribuenti.it, il magazine dell’Associazione contribuenti italiani.
Dalla nuova ricerca, arrivata dopo la tirata di orecchie del premier Mario Monti ai telegiornali della tivù pubblica colpevoli di parlare di «furbi»e non di evasori, è emerso che la percentuale delle famiglie italiane che non pagano il canone Rai ha raggiunto ormai la soglia del 41% (l’ultimo dato elaborato da viale Mazzini parlava, invece, di una oscillazione fra il 30 e il 35%) con punte che arrivano fino all’86% in alcune regioni come Campania, Calabria e Sicilia, mentre quello delle imprese si attesta intorno al 97%.
PERSI 550 MILIONI DI EURO. In termini di imposta evasa, si stima che ogni anno le famiglie italiane “risparmino” qualcosa come 550 milioni di euro. Soldi con i quali la Rai potrebbe rimettere in sesto i propri conti.
Il problema vero, però, è che non tutti sanno che in Italia esistono due canoni: quello ordinario, dovuto dalle famiglie, e quello speciale, dovuto da imprese, lavoratori autonomi, enti pubblici, enti pubblici non economici ed enti privati.
Se il canone ordinario è dovuto per il possesso di «apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni», il canone speciale si paga anche per il possesso di computer, monitor e altri apparecchi multimediali (videofonino, videoregistratore, iPod, sistemi di videosorveglianza e via di questo passo) posseduti dalle imprese o enti pubblici o privati.
CANONE: EVASIONE AL 40%. L’evasione del canone Rai delle famiglie, che già nel 2005 ammontava al 22%, è balzata, nel 2011, al 40% (contro l’8% della media europea) e si stima che nel 2013 arriverà al 48%, a causa della crisi economica.
Tra i maggiori evasori del canone Rai figurano i residenti nelle province di Caserta, Imperia, Foggia e Bolzano, dove l’evasione sfiora il 90% delle famiglie.
All’opposto, le province più virtuose sono quelle di Aosta, Siena, Pescara e Campobasso dove l’evasione si attesta al 12%. Ma l’evasione maggiore si riscontra nelle imprese.

Almeno 4,2 milioni di imprese non pagano il canone speciale

Secondo i dati 2012 di contribuenti.it, in Italia esistono circa 4,5 milioni di imprese di cui il 98% con almeno un computer collegato a internet, per cui almeno 4,4 milioni di imprese dovrebbero pagare il canone speciale.
Ma dai dati pubblicati dalla Rai, risulta che i canoni speciali riscossi ogni anno sono meno di 180 mila, per cui almeno 4,2 milioni di imprese non pagano il canone con dato che raggiunge il 95% di evasione.
EVASI 1,2 MILIARDI L’ANNO. Limitandosi ad applicare la tariffa speciale base di 195,31 euro a 4,2 milioni di imprese, l’evasione è di 820 milioni di euro. E se si considera che oltre alle aziende devono pagare il canone anche i lavoratori autonomi, i circoli, le associazioni, le fondazioni, le sedi di partiti politici, gli istituti religiosi, gli artigiani, le scuole e gli enti pubblici e che il canone speciale va pagato per ciascuna sede o ufficio, e che lo stesso varia da 200,91 a 6.696,22 euro l’anno a seconda della tipologia commerciale, lo Sportello del contribuente stima che l’evasione del canone speciale ammonti a circa 1,2 miliardi di euro l’anno.
Insomma, una enorme montagna di soldi che la Rai fa sempre più fatica a scalare. Perché contro l’evasione dei canone gli strumenti a disposizione della Rai sono davvero pochi e di portata limitata.
UNA TASSA NELLA BOLLETTA. L’unica vera possibilità per arginare il fenomeno, nonostante l’odio conclamato degli italiani nei confronti del canone, resta quella d’inserire la tassa nelle bollette della luce.
Un percorso che il governo sta già studiando da tempo. Ma, essendo altamente impopolare, occorre attuarlo al momento giusto. Va detto che l’importo attuale del canone Rai, 112 euro all’anno, è nella media europea.
IL RECORD DELL’ISLANDA. Il record spetta all’Islanda, dove ogni famiglia paga 346 euro, seguita dalla Svezia e dalla Finlandia dove la tassa è pari a 210 e 208 euro. In Germania, invece, il canone ammonta a 206 euro all’anno mentre il costo più basso si registra in Francia dove si pagano solo 116 euro.
Infine, in Spagna, Portogallo, Olanda e Ungheria non si paga neanche un euro per vedere la tivù pubblica. E se alla fine fosse davvero questa la soluzione giusta? Una bella privatizzazione toglierebbe tutti dall’imbarazzo, consegnando al governo un tesoretto da reinvestire in uno dei tanti settori attualmente in sofferenza.