Genséric Cantournet, il sanificatore di Repubblica che finì con l’essere sanificato

Redazione
01/04/2020

Il titolare della Kelony era stato chiamato dal gruppo Gedi per garantire la sicurezza dei giornalisti nell'emergenza Covid-19. Ma dopo un'intervista a La Verità sulla situazione trovata («Se un'azienda non ha nemmeno l'Amuchina...») il suo contratto è stato rescisso.

Genséric Cantournet, il sanificatore di Repubblica che finì con l’essere sanificato

Il titolo era di quelli perentori. Un virgolettato. «Sono stato arruolato da Repubblica contro il contagio».

A parlare, in un’intervista del 26 marzo pubblicata da La Verità, Genséric Cantournet, imprenditore della sicurezza, origini francesi come tradisce il nome, titolare della società Kelony.

Nel suo curriculum di ex “carabiniere” francese, parecchi lavori, anche il diplomatico, prima di approdare alla security. Di recente, un contratto con la Rai, cui ha prestato svariati servigi compresa la sicurezza delle ultime due edizioni del Festival di Sanremo, nonché la protezione di 1.600 giornalisti «riportati a casa sani e salvi dalla Siria e dal Congo».

GENSÉRIC E L’EMERGENZA CORONAVIRUS A REPUBBLICA

Insomma, precedenti di rispetto che devono aver convinto il gruppo Gedi ad affidargli un analogo incarico. «Come ha trovato la situazione a Repubblica e dintorni?», gli chiede l’intervistatore. E il prode Gensèric, senza timori: «Se denunciassi pubblicamente ciò che ho trovato lì penso che qualcuno che si occupava della sicurezza dei dipendenti finirebbe in galera». Poffarbacco, e uno pensa alle penne del giornale lasciate in balìa del pericolo. Ma l’uomo va oltre: «In settimana darò i primi consigli agli inviati…la protezione del direttore Verdelli, che pure mi stima, è in carico alle istituzioni. Io sono stato chiamato da Gedi per affrontare l’emergenza coronavirus».

LO SCIVOLONE E LA RESCISSIONE DEL CONTRATTO CON GEDI

E già qui Gensèric è avviato verso una scivolosa china, e lo schianto si avvicina. Infatti è rimandato di poche righe. «Si occuperà anche di protezione dati?», chiede il giornalista Giacomo Amadori. «Certo. Perché è stato ucciso Giulio Regeni? Perché non è riuscito a difendere i suoi dati». E il giornalista, come il condor che vede la preda esangue: «E nel gruppo Gedi lo sanno fare?». A questo punto il francese ignaro di quel che dice si tira addosso la sua pietra tombale. «Se un’azienda non ha nemmeno l’Amuchina quale è la sua deduzione?». Quale sia stata la deduzione dei lettori immaginiamo ma non sappiamo. Sappiamo bene invece la ovvia e comprensibilissima deduzione del gruppo Gedi: immediata rescissione del contratto con la Kelony. Così calò il sipario sulla breve avventura del prode Gensèric, che voleva sanificare Repubblica e finì per essere sanificato.

Quello di cui si occupa la rubrica Corridoi lo dice il nome. Una pillola al giorno: notizie, rumors, indiscrezioni, scontri, retroscena su fatti e personaggi del potere.