Le canzoni e gli artisti italiani e stranieri che hanno segnato questo 2023

Michele Monina
25/12/2023

Non c'è partita: Taylor Swift è stata la regina incontrastata del palco. Insieme con Olivia Rodrigo e Doja Cat. A casa nostra la palma va ai Pinguini Tattici Nucleari seguiti da Calcutta e dalla valanga rosa composta da Elodie, Annalisa, Madame e Angelina Mango. Una piccola grande battaglia contro il patriarcato, anche nella musica.

Le canzoni e gli artisti italiani e stranieri che hanno segnato questo 2023

C’è stato un tempo, non troppo lontano, nel quale in questi ultimi giorni dell’anno si stilavano le classifiche dei 100 dischi e 100 singoli che più si erano fatti apprezzare nel corso dei 365 giorni precedenti. Oggi, però, viviamo un’epoca veloce, velocissima, frammentaria, distratta, tutto viene bruciato nel giro di pochi secondi e pochi clic, quindi quelle classifiche si sono ristrette, come i panni quando si sbaglia lavaggio. Quindi eccomi a stilare la Top 3 del meglio di questo travagliato 2023: i tre singoli italiani, i tre singoli stranieri, i tre artisti italiani e i tre stranieri. E siccome non siamo una rivista di settore, il campo d’azione entro il quale queste piccole classifiche si muovono sono quelle del pop, con qualche virata nella musica d’autore, ma niente di impegnativo, per non appesantirci ulteriormente, più di quanto già non accada tra cenoni e pranzi delle feste.

Le canzoni e gli artisti stranieri del 2023

La Top 3 delle hit straniere:  Kill Bill  di SZA,  Bad Habit  di Steve Lacy e  Vampire  di Olivia Rodrigo

Partiamo dall’estero, tanto per dare un tono di internazionalità al tutto e fingere di andare poi a passare la notte di capodanno a Time Square, gli occhi fissi sui videowall che mostrano pubblicità ingannevoli dei nostri artisti marchiate Spotify. La canzone dell’anno è, a imprescindibile parere di chi scrive  Kill Bill  di SZA, a sua volta uno di quei nomi che andrebbero tenuti a mente ogni qual volta si voglia pensare a cosa di buono, se non di ottimo, nella musica urban. Ne esiste anche una versione impreziosita da Doja Cat, che a sua volta è un’altra grande protagonista del genere, ma anche “liscia”, senza feat,  Kill Bill  è canzone perfetta come Polaroid di questo 2023.

Così come non può che esserlo  Bad Habit  di Steve Lacy – che non è quel Steve Lacy lì, il jazz e la proto-elettronica è fuori da questo articolo, ma un suo omonimo – che ben si muove sull’oggi e ottimamente lascia intendere per il futuro. Il terzo posto se lo merita a pieni titoli la nuova stella del pop internazionale: Olivia Rodrigo che con  Get Him Back  ha legittimamente sbancato le classifiche, ma che qui si trova con la splendida  Vampire,  canzone a suo modo manifesto di quel suo muoversi sì in ambito pop, ma con uno spirito non troppo lontano da quello dei primi punk. Anche con una ballad si possono procurare tagli profondi in chi ascolta. Ovviamente l’ordine nei quali i tre brani sono apparsi in queste righe è del tutto casuale, stiamo pur sempre parlando di tre canzoni che a loro modo hanno segnato quest’anno. Da segnalare anche  Flowers  di Miley Cyrus, rimasta per un pelo fuori dal podio.

Le canzoni e gli artisti italiani e stranieri che hanno segnato questo 2023
Olivia Rodrigo ai Grammy (Getty Images).

La Top 3 degli artisti stranieri: Taylor Swift, Olivia Rodrigo e Doja Cat

Passiamo quindi agli artisti. Il primo posto, stavolta davvero, se lo va a prendere legittimamente Taylor Swift, che ha sbancato al botteghino col suo Eras Tour, due miliardi di dollari fatturati solo con quello, vincendo tutto il vincibile con la sua  Anti-Hero,  e finita legittimamente in copertina del  Time  come personaggio dell’anno, tanto che il suo nome è temuto anche dalla politica americana, visto che muove milioni di fan come raramente è capitato di vedere nella musica cosiddetta leggera. Al secondo posto la già citata Olivia Rodrigo, stellina del pop che poi tanto pop non sembra essere. Una capace di fare miliardi di stream, certo, ma anche di entrare nel dna del pop stesso e riscriverne il codice genetico, spingendo verso una evoluzione che prima di lei, recentemente, giusto Dua Lipa era riuscita a imporre. Al terzo posto, invece, c’è Doja Cat, per quel suo essere costantemente sopra le righe, tra il sexy e l’urticante, il modo in cui si approccia coi suoi fan è da studiare con lo sguardo dell’antropologo. Una serie di singoli e collaborazioni la impongono tra i nomi più interessanti di questo particolare momento storico, al pari della già citata SZA, indubbiamente, ma anche di Megan Thee Stallion, Nicki Minaj e Cardi B, Janelle Monae, fuori con lo splendido  The Age of Pleasure  a giocare una partita tutta sua anche nell’alveo della musica black. Niente rock, quindi, seppur siano tornati i Blur, con un lavoro indubbiamente interessante, e nonostante i Depeche Mode con la loro  Memento Mori,  i Gorillaz con  Cracked Island,  i redivivi Smashing Pumpkins con  Atun,  gli Wilco con  Cousin  e gli Yo La Tengo con  This Stupid World  abbiano fatto la loro parte.

Le canzoni e gli artisti italiani e stranieri che hanno segnato questo 2023
Doja Cat (Getty Images).

Le canzoni e gli artisti italiani del 2023

Le tre hit italiane del 2023:  Ci pensiamo domani  di Angelina Mango,  Guasto d’amore  di Bresh e  L’addio  dei Coma_Cose

Passiamo quindi al nostro Paese, dominato, parlo di classifiche ufficiali, dalla trap e da un pop comunque dalla tinte urban, assolutamente in mano a un manipolo di giovani uomini, ma che vede una sorta di piccola rivoluzione femminista. In fondo si è detto che questo era l’anno delle donne, salvo poi non vederle incluse in quasi nessuna classifica vera e propria. Allora, la Top 3 delle canzoni. Se il duopolio della popstarritudine è andato, proprio a partire dal Festival di Sanremo che ha visto l’una in gara, l’altra superospite, ad Elodie e Annalisa – la prima a vincere sul fronte dei Forum, cinque a uno, la seconda su quello delle hit, quattro a due – Madame a fare da terza incomoda, almeno per quanto riguarda la critica che l’ha apprezzata di più dell’interprete di Pazza musica e di quella di Bellissima, ecco che la nostra scelta cade su una new entry che, nel corso di tutto l’anno, molto ha fatto e sempre bene: Angelina Mango. Nel suo repertorio, prima presentato all’interno di Amici, poi portato in vetta alle classifiche, la scelta cade proprio su Ci pensiamo domani, spensierata, scusate il gioco di parole, hit estiva che ha ben retto in un anno davvero invaso dai tormentoni, quasi tutti italiani. A giocarsela con questa l’ultimo singolo, Fila indiana, decisamente più profondo nei contenuti (parla della morte del padre, il cantante Pino Mango) e con un tessuto musicale forse anche più contemporaneo, ma il bel giorno si vede dal mattino e Ci pensiamo domani è davvero il modo con cui la giovane cantautrice si è fatta notare, benvenuta.

 

Chi pure si è in qualche modo imposto nei confronti di un pubblico mainstream, avendo già conquistato il cultori del rap, è Bresh, cantautore genovese e genoano che con la sua Guasto d’amore, brano entrato non solo nei cuori dei tifosi rossoblu, ha fatto il salto divenendo giustamente popolare tout-court. Una canzone d’amore per una squadra di calcio che però può essere letta anche come lettera d’amore per una ragazza o addirittura per la vita, ottimo veicolo per far conoscere una penna intelligente e stilosa, come del resto anche le collaborazioni successive con Ernia e Fabri Fibra, in Parafulmini, o coi Pinguini Tattici Nucleari, in Nightmares hanno saputo fare. Terzo brano di questa mini classifica è L’addio che i Coma_Cose, coppia nella vita di tutti i giorni come sul palco, hanno presentato a Sanremo. Un gioiello in un campo coltivato a maggese, verrebbe da dire, in buona compagnia con Vivo di Levante (anche la sua canzone estiva, Canzone d’estate, appunto, si è fatta notare per eleganza e classe) e poche altre. Un brano solo in apparenza minimalista che ci mostra una band, sempre che si possa chiamare band anche un gruppo composto di soli due elementi, in stato di grazia.

La Top 3 degli artisti italiani: I Pinguini Tattici Nucleari, Calcutta/I Cani e una tra Elodie/Annalisa/Madame/Angelina Mango (abbasso il patriarcato)

Quanto alla Top 3 degli artisti, sarebbe quantomeno ingeneroso, ma forse proprio folle non partire da chi ha dominato la stagione dei live, i già citati Pinguini Tattici Nucleari che hanno fatto il tour più seguito del 2023, 11 stadi, di cui due San Siro, completamente sold out, e un CampoVolo da 80 mila persone a chiudere la festa, e che con i biglietti già venduti per il tour indoor del 2024 hanno superato quota un milione di biglietti venduti, cosa mai vista prima in Italia. Riccardo Zanotti e soci, con le loro canzoni pop costruite su melodie che ti si attaccano al cervello e con testi mai banali sono la vera novità di questi ultimi anni nel mainstream, lì dove nei due decenni precedenti erano Tiziano Ferro e Cesare Cremonini, qui lo dico e qui lo confermo. Siccome però non di solo pop vive l’uomo, mi piace mettere al secondo posto una coppia di fatto, che però coppia non è, né musicalmente né altrove. Parlo di Calcutta, tornato sulle scene dopo anni di silenzio e di assenza totale anche dai backstage, il suo Relax è un gioiello di indie in un anno che l’indie sembrava esserselo proprio dimenticato, 2Minuti una delle hit di questa fine anno, e I Cani, al secolo Niccolò Contessa, che dopo essere anche lui letteralmente sparito dai radar da anni, giusto qualche collaborazione come produttore e autore con Coez e Tutti Fenomeni, e dopo aver scritto per Max Pezzali, prima, e con Giovanni Truppi poi (il suo Infinite possibilità per essere finiti è un altro gioiello di quest’anno così anomalo), è tornato a vestire i panni della band di un solo elemento, I Cani, appunto, andando a pubblicare in fisico un progetto split con i Baustelle, un vinile con due canzoni, una per lato, equamente spartite, metà canzone a testa. O un vinile con quattro canzoni, due per lato, fuse tra loro, a seconda di come la si voglia vedere. Nei fatti un gesto fuori dal tempo, un singolo che non sia in streaming, che esca di mercoledì e non di venerdì, che per di più non tenga conto dei canoni della contemporaneità, nella scrittura come nella resa.

Calcutta ci prepara al lancio di Relax tra trollate e genialità
Calcutta (dal suo profilo Facebook).

 

Va segnalato che anche Simona Molinari ha tirato fuori un album,  Hasta siempre Mercedes,  dedicato a Mercedes Sosa, un distillato di classe e bel canto, solo in fisico. Evidentemente non a tutti piace l’idea di un ascolto fuggevole fatto con lo smartphone spesso anche senza cuffiette. Ultima artista, perché fin qui abbiamo fatto finta di citarne solo due pur avendo barato consapevolmente? Una a caso tra Elodie, Annalisa, Madame e Angelina Mango, appunto, perché ci piace dare il nostro contributo a provare a abbattere il patriarcato che così tanto è presente nel mondo della musica, questo anche a discapito di chi, penso ai The Kolors e alla loro ItaloDisco, qualcosa di rilevante è andato a farlo nel 2023. Non che i quattro nomi su fatti si equivalgano, ognuna ha peculiarità e caratteristiche ben specifiche, ma era per sottolineare ancora una volta come siano state loro, anche proprio per quell’essere donne in un mondo di uomini, il vero fenomeno che ha segnato l’anno che sta per finire, nella speranza che sia un inizio e non un caso isolato, la vittoria a Sanremo 2024 proprio di Annalisa potrebbe in qualche modo confermare questa nuova virtuosa tendenza.