Caos Bce-Bundesbank: Borse giù, spread a 426

Redazione
21/08/2012

Un braccio di ferro deleterio per la stabilità europea. Litigando sulle misure di protezione per i Paesi nel mirino della...

Caos Bce-Bundesbank: Borse giù, spread a 426

Un braccio di ferro deleterio per la stabilità europea.
Litigando sulle misure di protezione per i Paesi nel mirino della speculazione, Bundesbank e Banca centrale europea hanno fatto il gioco degli speculatori, gettendo i mercati nello scompiglio in una seduta da brivido.
Le Borse hanno accusato la tensione con cali vistosi, contenuti solo nel finale, mentre i titoli di Stato hanno oscillato per qualche ora.
CHIUSURA SENZA SCOSSE. Alla fine la prima giornata della settimana si è conclusa senza troppo scosse, con l’euro che si è mantenuto attorno a quota 1,23 contro il dollaro.
Per tutta la mattinata le piazze finanziarie europee si sono mosse in linea con questo mini rally estivo, quindi sui livelli massimi dell’ultimo anno.
Di fatto stanno salendo da 11 settimane consecutive ed è abbastanza fisiologico che alla prima notizia di incertezza abbiano tirato il fiato.

Borse europee tutte negative

E lo spunto di giornata è venuto dallo stop di Berlino al progetto di intervento ‘taglia spread’ della Banca centrale europea.
Milano, che è arrivata a perdere 2 punti percentuali, ha così chiuso in calo dell’1%, e un po’ peggio ha fatto Madrid, appesantita dagli scivoloni del 5% di Repsol e del 4% della chiacchierata Bankia.
Male anche il mercato azionario di Atene (-2%), mentre Londra e Parigi hanno contenuto le perdite sotto il mezzo punto e Francoforte è stata la Borsa europea meno penalizzata della seduta, con una limatura finale dello 0,1%.
MILANO, SCAMBI OLTRE LE MEDIE. A Milano gli scambi (per un controvalore di 1,3 miliardi di euro) sono più elevati delle abituali medie di agosto.
«Gli operatori non sono certo in vacanza, anche perché temono che il clima possa mutare in ogni momento», ha spiegato un analista con finestra su Piazza Affari.
OSCILLANO GLI SPREAD. Ma è stata una seduta con un’altra particolarità: per un volta le Borse non si sono mosse in scia ai titoli di Stato di riferimento. I rendimenti di quelli italiani hanno infatti chiuso in genere invariati, ma i Bonos spagnoli sono andati bene (mentre Madrid è stata tra le ‘grandi’ la Borsa peggiore del continente), e quelli greci hanno tenuto.
Guardando all’Italia il risultato è stato comunque di tregua, con lo spread tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi che ha chiuso a 426 punti contro i 429 di venerdì 17.
ATTESA PER LA CORTE TEDESCA. L’attesa è comunque per ora soprattutto rivolta a quasi un mese, a quel 12 settembre nel quale la Corte costituzionale tedesca dovrebbe esprimersi sulla legittimità del Fondo salva Stati, che ha regole di applicazione legate alla trattativa con gli Stati che chiedono l’intervento.
Trattative che per un salvataggio difficile sono invece al punto di non ritorno, con gli occhi dei mercati puntati a mercoledì 22, quando è in agenda la visita del commissario europeo all’economia Jean-Claude Juncker ad Atene.
E subito dopo alla due giorni del 24-25 agosto con la trasferta del premier greco Antonis Samaras a Berlino e Parigi.