Caos napoletano

Redazione
26/01/2011

Accuse di brogli e “collusioni”, denunce di compravendita dei voti, sospetti di un “patto” con gli uomini forti del Pdl...

Caos napoletano

Accuse di brogli e “collusioni”, denunce di compravendita dei voti, sospetti di un “patto” con gli uomini forti del Pdl campano per “alterare” l’esito delle primarie del 23 gennaio 2011 (leggi l’articolo). Da festa della partecipazione democratica, le consultazioni del Pd a Napoli si sono trasformate in una spietata resa dei conti. Con l’aggravante che sul voto popolare pesa ancora una volta l’ombra della camorra.
TREMANTE: «ELEZIONI FALSATE. PATTO COL PDL». La vittoria di Andrea Cozzolino, bassolinano di ferro (leggi l’articolo), è stata contestata dagli altri candidati in gara, Umberto Ranieri, Nicola Oddati e Libero Mancuso, che hanno presentato ricorso. Ma contro l’ex assessore regionale, oggi europarlamentare, si è scagliato anche il segretario provinciale del partito, Nicola Tremante, che ha parlato di elezioni falsate. «Hanno mandato a votare consiglieri di centrodestra, una cosa assurda, una soverchieria. Abbiamo foto che lo mostrano, e poi ci sono casi di extracomunitari che sono stati colti davanti a seggi e hanno dichiarato di avere avuto 5 euro per votare Cozzolino», ha attaccato Tremante.
L’accusa, neanche troppo velata, è che ci sia stato un “patto” tra Cozzolino e uno degli uomini forti del Pdl a Napoli, Fulvio Martusciello, per condizionare l’esito delle elezioni.

Bersani annulla l’assemblea del Pd

La commissione dei Garanti del Pd, intanto, ha chiesto più tempo per esaminare i ricorsi presentati da Ranieri, Oddati e Mancuso e, secondo alcune indiscrezioni, avrebbe già annullato le votazioni in tre seggi della periferia a nord di Napoli, nei quali Cozzolino avrebbe ricevuto un migliaio di voti grazie all’“interessamento” di alcuni capibastone di zona.
«FARE CHIAREZZA».  Una situazione che ha spinto il segretario nazionale Pierluigi Bersani a intervenire duramente: «Adesso bisogna fare chiarezza. I problemi che sono emersi a Napoli dopo le primarie non possono condizionare il lavoro che si sta facendo nel Paese per costruire un’alternativa», ha detto il leader del Pd, annunciando la decisione di sospendere l’assemblea nazionale del partito (leggi l’articolo) prevista per il prossimo fine settimana, e «concepita anche per il lancio della candidatura a sindaco decisa dalle primarie. Chiedo», ha tuonato Bersani, «un immediato incontro alla coalizione di centrosinistra che ha organizzato le primarie a Napoli per dare una risposta politica convincente ai problemi emersi dalla consultazione, al di là delle determinazioni procedurali della Commissione di garanzia».
E sembra che sulla vicenda abbia fatto trapelare, in via del tutto informale, il suo rammarico anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che da tempo chiede un segnale di discontinuità nella politica cittadina e che è molto vicino a Umberto Ranieri.

Saviano: «Il Pd dev’essere al di sopra dei sospetti»

Contro lo spettacolo desolante delle primarie napoletane, è sceso in campo anche lo scrittore Roberto Saviano, che ha proposto di azzerare le primarie e di candidare «il magistrato Raffaele Cantone alla guida della coalizione del centrosinistra. Si è parlato di brogli», ha detto lo scrittore a RepubblicaTv, «di infiltrazioni e di voti a pagamento. Il candidato della sinistra a Napoli deve essere al di sopra di ogni sospetto».
COZZOLINO: ASPETTO LA PROCLAMAZIONE. In città, intanto, è guerra aperta. Nella serata del 25 gennaio, i sostenitori di Cozzolino hanno occupato la sede del Partito Democratico per protestare contro un possibile annullamento del voto. Il vincitore della consultazione si è difeso così: «Sto contenendo la rabbia e la delusione di tanti elettori delle primarie, di centro e periferia, che si sentono umiliati, presi in giro. Attendo che i garanti abbiano compiuto il loro lavoro. Mi aspetterei solo che vengano rispettate le regole da tutti: dopo una votazione vidimata dal collegio promotore, doveva esserci la proclamazione del vincitore. Invece, stiamo ancora aspettando».