Captagon, cos’è la droga usata da Hamas in Israele

Fabrizio Grasso
19/10/2023

Conosciuta anche come la cocaina dei poveri, alza la soglia del dolore e scaccia la paura. Prodotta in Siria e Libano, è nota per essere usata dall’Isis prima degli attentati. La metanfetamina e la guerra però si intersecano già dall’epoca dei nazisti.

Captagon, cos’è la droga usata da Hamas in Israele

Una pasticca per scacciare la paura, allontanare la stanchezza e non avere freni inibitori. I soldati di Hamas, durante i loro attacchi del 7 ottobre in Israele, avrebbero fatto uso del Captagon, droga diffusa in Medioriente e nota per essere utilizzata dai terroristi dell’Isis prima di compiere un attentato. Stando a quanto rivela l’emittente locale Channel 12, i soldati di Tel Aviv hanno infatti trovato pasticche della sostanza stupefacente nelle tasche dei guerriglieri palestinesi morti durante gli scontri. Conosciuta anche come cocaina dei poveri dato il suo costo esiguo – una dose non supera i 20 dollari – oppure droga della Jihad, viene prodotta principalmente in Libano e Siria prima di giungere anche in Europa. Il legame fra la metanfetamina e la guerra però ha radici ben profonde nella storia, tanto da risalire all’epoca del nazismo. E persino vichinghi e romani scendevano in battaglia sotto l’effetto dell’alcool.

Prima di Hamas, anche l'Isis ha fatto uso della metanfetamina Captagon. La droga e la guerra sono però legate già dall'epoca del nazismo.
Decine di buste con Captagon ad Aleppo, in Siria (Getty Images).

Captagon, quali effetti provoca e come arriva in Israele

Come molte altre metanfetamine, il Captagon è in grado di restituire a coloro ne fanno uso una sensazione di onnipotenza. Chi la assume infatti può evitare di mangiare o dormire per giorni, dato che non avverte stanchezza. In parallelo, una pasticca aumenta l’eccitazione e l’euforia, scacciando ogni paura o dolore. I primi effetti si registrano dopo circa 30 minuti e possono durare anche per diverse ore. Diffuso tra i miliziani dello Stato islamico, il Captagon è stato trovato nelle case degli attentatori di Parigi al Bataclan nel 2015 e nel sangue di uno dei terroristi che attaccarono nello stesso anno un hotel di Sousse, in Tunisia. Come ha sottolineato infatti l’Osservatorio europeo per le droghe, la sostanza giunge nel Golfo dopo un rapido passaggio in Europa, cardine della distribuzione, alimentando un business da 10 miliardi di euro all’anno.

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Dal nazismo al Vietnam, il vecchio legame tra metanfetamina e guerra

La droga al fronte in Medioriente non rappresenta tuttavia una novità assoluta. Nel corso dei secoli, infatti, studiosi e ricercatori hanno sottolineato numerosi precedenti di sostanze stupefacenti in battaglia. I nazisti, per esempio, è probabile facessero uso del Pervitin, un farmaco dopante sintetizzato nel 1937 dal medico Fritz Hauschild. Secondo Der Spiegel, più di 35 milioni di dosi da circa tre milligrammi sarebbero giunte nelle mani delle truppe di terra e dell’aviazione tedesche soltanto fra l’aprile e il giugno 1940. Persino il Führer Adolf Hitler e il suo generale Erwin Rommel pare ne facessero uso. Soprannominate Panzerschokolade, ossia il cioccolato per i carri armati per via della distribuzione in tavolette, consentirono di conquistare l’Olanda in soli quattro giorni. Nel corso della Seconda guerra mondiale, anche l’esercito giapponese avrebbe utilizzato metanfetamine per resistere al dolore, mentre gli Alleati se ne sarebbero serviti per le lunghe sessioni di volo.

Prima di Hamas, anche l'Isis ha fatto uso della metanfetamina Captagon. La droga e la guerra sono però legate già dall'epoca del nazismo.
Una pasticca di Captagon allevia il dolore e scaccia la paura (Getty Images).

La droga fu protagonista anche durante la guerra in Vietnam. Marijuana, ma anche eroina e altre droghe, circolavano liberamente tra i Marines, tanto che si ritiene che il 15 per cento ne rimase dipendente anche dopo la fine del conflitto. Gli americani hanno fatto uso di sostanze stupefacenti anche in tempi recenti. Durante la guerra in Iraq, i piloti dell’Air Force ingerivano pasticche di Modafinil, in grado di prolungare le ore di veglia. L’abitudine di scendere in guerra sotto l’effetto di sostanze psicotrope risale però addirittura all’antichità. Si ritiene infatti che greci e romani preferissero combattere dopo aver bevuto vino, capace di innalzare la soglia del dolore e inibire la paura. I Berserker vichinghi, temibili guerrieri dell’esercito di Odino, entravano in trance prima della battaglia, mentre gli inca masticavano foglie di coca per restare svegli.