Presto il via libera dell’Aifa alla terapia car-t contro i tumori

L'Agenzia italiana del farmaco sarebbe pronta a far entrare la cura della Novartis tra quelle rimborsate dal Ssn: la terapia costa fino a 300 mila euro a paziente.

05 Agosto 2019 19.58
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Ad oggi in Italia hanno potuto usufruirne una cinquantina di pazienti, tra i quali anche 27 bambini trattati all’Ospedale Bambino Gesù, ma l’obiettivo che potrebbe essere presto raggiunto è quello di trattare tutti i malati per cui si renda necessario: l’innovativa terapia car-t contro i tumori del sangue potrebbe infatti a breve ricevere il primo via libera ufficiale dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), entrando così a far parte delle cure rimborsate dal Servizio sanitario nazionale (Ssn).

COSTO DELLA TERAPIA PARI A 300 MILA EURO

Sulla base di un meccanismo innovativo, per il quale la terapia sarà rimborsata solo se se risulterà effettivamente efficace sul paziente. Si riunirà infatti a breve, secondo quanto si apprende, il nuovo Consiglio di amministrazione dell’Aifa – per il quale il ministro della Salute Giulia Grillo ha oggi firmato il decreto di nomina dei nuovi membri – e l’approvazione dell’innovativa tecnologia sarà tra i primi argomenti sul tavolo del nuovo Cda. L’accordo vede coinvolte Aifa e l’azienda produttrice di car-t Novartis: a coprire i costi per la nuova terapia – che dovrebbe rientrare nell’ambito del Fondo per i farmaci oncologici innovativi (il costo complessivo per la terapia completa è di circa 300 mila euro per singolo paziente) – sarebbe dunque il Ssn sulla base della reale e comprovata efficacia del farmaco sul singolo paziente trattato. In caso contrario il costo resta a carico dell’azienda.

PERCENTUALE DI GUARIGIONE TRA IL 40 E 50%

La tecnologia car-t consiste nel manipolare geneticamente, e poi reinfondere nel paziente stesso, le cellule del sistema immunitario, i linfociti, per renderle capaci di riconoscere e attaccare il cancro. Si prevede di utilizzarla nei pazienti pediatrici e giovani adulti con leucemia linfoblastica acuta o linfoma a grandi cellule B, recidivanti o refrattari ad altre terapie. In questa categoria di pazienti, la percentuale di guarigione dal tumore dopo il trattamento con car-t è pari a circa il 40-50%. L’attesa per la car-t è dunque grande, poichè darebbe una concreta chance di guarigione a pazienti resistenti ad altre terapie. E proprio per estenderne l’utilizzo, è stato definito un Piano per lo sviluppo delle car-t in Italia messo a punto da un gruppo di ospedali e Istituti di ricerca individuati dal ministero della Salute, che per tale tecnologia d’avanguardia ha previsto uno stanziamento di 60 milioni di euro da destinarsi a quattro centri per lo sviluppo della terapia.

PRIMA SPERIMENTAZIONE NEL 2012

Si punta anche ad estendere tale tecnologia al trattamento di più forme tumorali, come ad esempio i neuroblastomi ed il mieloma. Una terapia definita dagli esperti “rivoluzionaria” e sperimentata per la prima volta con successo nel 2012 negli Usa, su una bambina di 7 anni. Sono quindi partite numerose sperimentazioni e l’ente statunitense FDA ha approvato il primo farmaco a base di car-t sviluppato dall’industria farmaceutica. «Sulle nuove terapie car-t è stato fatto un ottimo lavoro dal nostro ministro della Salute Giulia Grillo. Si tratta di sperimentazioni importantissime che anche l’Italia deve iniziare a portare avanti», ha sottolineato il presidente della commissione Sanità del Senato Pierpaolo Sileri. L’accordo che «sta portando avanti Aifa, che offrirà questa terapia tra le possibilità di cura offerte dal Ssn», ha concluso, «mi trova assolutamente d’accordo».

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