Polemiche per la chiusura del Cara di Castelnuovo di Porto

Polemiche per la chiusura del Cara di Castelnuovo di Porto

22 Gennaio 2019 16.01
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Il Cara di Castelnuovo di Porto, nella città metropolitana di Roma Capitale, il più grande in Italia dopo quello di Mineo, in Sicilia, sarà chiuso. Tutti i migranti ospitati – attualmente circa 500 – saranno spostati in altre strutture del Paese. Il 22 gennaio ci sono stati i primi 30 trasferimenti in autobus. Altri 75 sono previsti per mercoledì 23. La struttura, attiva da oltre 10 anni, si è distinta per i progetti di integrazione e inserimento scolastico e sarà completamente svuotata il 31 gennaio.

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CHIUSURA DEL CARA DI CASTELNUOVO DI PORTO: LA RISPOSTA DI SALVINI

La chiusura del Cara, annunciata con solo 48 ore di anticipo, è stata seguita da critiche e polemiche. «Siamo dispiaciuti e preoccupati. Chiediamo che non vengano trattati come bestiame», aveva dichiarato padre José Manuel Torres, parroco di Santa Lucia. Preoccupazione condivisa da associazioni, dal Partito democratico e anche dall'ex governatrice del Lazio, Renata Polverini. «Mi ero impegnato a chiudere le megastrutture dell'accoglienza, dove ci sono sprechi e reati, come a a Bagnoli, a Castelnuovo di Porto, a Mineo», ha replicato il ministro dell'Interno Matteo Salvini il 23 gennaio dai microfoni di Radio Anch'io. «E lo stiamo facendo». Il diritto alla salute, ha aggiunto, «è garantito a tutti, il diritto alla scuola pure, basta leggere per davvero il decreto Salvini, ora legge. I bambini non possono essere espulsi».

DEPUTATA DI LEU BLOCCA IL PULLMAN IN USCITA DAL CARA

Rossella Muroni, deputata di Liberi e uguali, per protesta contro la decisione del governo si è messa davanti a un pullman con a bordo i migranti impedendone l'uscita dal Cara. Il gesto simbolico è stato accolto con un applauso da un gruppo di persone presenti fuori dalla struttura.

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LA MARCIA DI SOLIDARIETÀ AI MIGRANTI

Martedì, invece, padre Torres ha dato vita a una marcia silenziosa per esprimere solidarietà agli ospiti del Cara a pochi passi dalla scuola elementare dove studiavano alcuni bambini «strappati all'improvviso», aveva sottolineato il parroco, «dal percorso che avevano iniziato». Con la marcia pacifica, aveva aggiunto padre José, «vogliamo esprimere solidarietà a questi poveri ragazzi. Non sappiamo dove andranno a finire almeno 200 persone. Hanno voluto sgomberare il centro velocemente in modo un po' misterioso: basti pensare che l'autista del pullman nemmeno sapeva dove doveva andare, forse in Basilicata». Il Comune, con il sindaco Riccardo Travaglini che non sarebbe stato avvisato dello sgombero, aveva detto ancora il sacerdote, «stava dando un segnale forte di accoglienza e integrazione che contrasta con l'idea generale di cacciare i migranti». «Ci preoccupano molto gli effetti del decreto sicurezza su coloro che non hanno ottenuto lo status di rifugiati e hanno i permessi umanitari in scadenza. Dove andranno?». Uno di loro, Anthony, nigeriano, faceva il sagrestano in parrocchia. «Era bravissimo. È un dono che ci è stato tolto».

MORASSUT: «CONFERMA QUANTO SIA PERICOLOSO IL DECRETO SALVINI»

Durissimo il deputato del Pd Roberto Morassut. «Quanto è accaduto questa mattina al centro per gli immigrati di Castelnuovo di Porto a nord di Roma non è degno di una nazione civile. Una delle strutture più importanti per l'accoglienza degli immigrati è stata sgomberata senza adeguato preavviso, sperando donne, uomini e bambini, secondo una modalità che ricorda i lager nazisti. Nessuno è stato avvertito per tempo, nemmeno il Comune: un vero e proprio blitz», ha commentato il dem. «Un'iniziativa che conferma quanto sia pericoloso il decreto Salvini sulla sicurezza. Adesso nessuno sa dove finiranno le 320 persone sgomberate e la loro sicurezza e quella dei cittadini sono a rischio. Diminuisce la capacità di integrazione e diminuiscono controlli. Tutto ciò è tanto più inaccettabile in una città come Roma, si tratta di un'offesa alla comunità civile e alla radice cristiana della città».

ORFINI: «È UNA VERA E PROPRIA DEPORTAZIONE»

«Quello che sta accadendo a Castelnuovo di Porto non ha nulla a che fare con la sicurezza e con la legalità. È una vera e propria deportazione che dimostra quanto le norme volute da questo governo siano disumane e razziste», ha twittato il presidente del Pd Matteo Orfini.

MARTINA: «DRAMMATICO ESITO DEL DECRETO SALVINI»

«Quello che sta succedendo a Castelnuovo, vicino Roma, è drammatico», ha twittato Maurizio Martina, candidato alla segreteria Pd. «Fare uscire dalla legalità centinaia di persone e metterli in mezzo alla strada è il risultato concreto del decreto Salvini».

LA VISITA DI BERGOGLIO NEL 2016

Solo tre anni fa papa Francesco, entrando al Cara di Castelnuovo di Porto – dove il 24 marzo 2016 celebrò la messa del Giovedì Santo con il rito della lavanda dei piedi a 11 profughi e un'operatrice – «diede a tutti noi, che innanzitutto siamo persone, esseri umani, un semplice quanto straordinario e fortissimo messaggio. Oggi, con la cultura del più forte sul più debole, non solo si sta calpestando quel messaggio, ma si supera il limite dell'umana dignità», ha ricordato in una nota il segretario del Pd Lazio Bruno Astorre. «Il decreto del governo produce questo», ha messo in chiaro, «mette per strada i lavoratori, e ci diranno che siamo amici degli amici di coop rosse, bianche o celesti. Mette per strada la dignità e i diritti di decine, centinaia di donne, uomini e bambini, cioè di persone che in pochi secondi vengono improvvisamente separate, violentate nel loro cammino di integrazione e comprensione di nuove culture, senza conoscere nulla del proprio futuro. Siamo con i cittadini di Castelnuovo e saremo sempre per i diritti di lavoratori che sono costretti ad assistere e a vivere sulla propria pelle la vittoria dello Stato fascista sui più deboli».

POLVERINI: «LA DEPORTAZIONE È ATTO DI DISUMANITÀ»

Critica nei confronti di Salvini anche la deputata azzurra ed ex governatrice del Lazio Renata Polverini. «La deportazione dal centro di Castelnuovo di Porto è un atto di rara disumanità e di imbecillità politica che colpisce persone in cerca di solidarietà ed asilo gettandole in mezzo alla strada alla faccia della "sicurezza" invocata dal governo», ha detto l'esponente di Forza Italia. «Il Cara di Castelnuovo», ha aggiunto, «era un esempio di integrazione e di accoglienza che andava moltiplicato e non mortificato e cancellato come ha preteso il ministro dell'Interno, Salvini. Forza Italia non può in nessun modo essere acquiescente rispetto a una gestione del drammatico fenomeno dell'immigrazione che lascia morire centinaia di esseri umani nel Mediterraneo e smantella il prezioso lavoro del volontariato, delle Comunità locali, delle organizzazioni laiche e religiose».

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