Cara Klotz, le uniche bandiere strappate dai sudtirolesi non sono italiane ma thai

Lia Celi
30/08/2017

L'Anschluß di Bolzano all'Austria su una cartina è sicuramente meno dannosa delle bombe piazzate dal padre Georg e non è detto che serva a fare "detonare" l'irredentismo altoatesino.

Cara Klotz, le uniche bandiere strappate dai sudtirolesi non sono italiane ma thai

Con uno sforzo di fantasia (immane, dobbiamo ammetterlo) proviamo a immedesimarci in un irredentista altoatesino, pardon, sudtirolese. Uno con un nome e cognome tedesco che vive la cittadinanza italiana come intollerabile oppressione e si sente ancora più conculcato degli ebrei condotti in schiavitù a Babilonia, con la differenza che lì era stata deportata solo la popolazione, mentre qui gli italo-babilonesi si sono portati via sia i sudtirolesi che il Sudtirolo, completo di mucche al pascolo, balconi fioriti e campanili a cipolla.

GEOGRAFIA ALTERNATIVA. Altra differenza, gli ebrei a Babilonia si limitavano in segno di protesta ad appendere le loro cetre ai salici, mentre i sudtirolesi fino a non moltissimi anni fa mettevano bombe sotto i tralicci e sui treni. Se siamo irredentisti sudtirolesi, la nostra terra di Canaan si chiama Austria e la nostra Gerusalemme Vienna. E se da due mesi sentiamo ai tiggì titoli come «L’Austria manda truppe al Brennero» o «soldati austriaci al confine italiano», il cuore salta un battito: no, non vengono a respingere i migranti, in realtà fanno le prove per venire a liberare noi. Se poi non siamo semplici irredentisti, ma pasionarie dell’irredentismo come Eva Klotz, figlia di Georg, «il martellatore della val Passiria», ex volontario della Wehrmacht e co-fondatore del terrorismo altoatesino, non ci fermiamo al wishful thinking, diamo già la liberazione per cosa fatta. E così realizziamo un diario scolastico, da distribuire gratuitamente a 2000 alunni sud e nord tirolesi, con una cartina in cui la provincia di Bolzano, pardon, Bozen, è tout court il lembo meridionale del Tirolo austriaco, con capoluogo Innsbruck.

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Ora deponiamo l’immaginario dirndl o lederhosen e torniamo persone serie: come provocazione anti-italiana il diario di Eva è sicuramente meno dannoso delle bombe di suo papà. E non è detto che faccia detonare il patriottismo degli studenti germanofoni, che forse sanno la complicata storia della loro terra, compresi i momenti più bui come l’italianizzazione forzata durante il fascismo, ma hanno vedute più ampie. Le ultime bandiere strappate da dei ragazzi sudtirolesi non sono italiane, bensì thailandesi: una bravata da ubriachi durante una vacanza in Thailandia, un Paese dove l’amor di patria è sacro e il vilipendio alla bandiera può costare due anni di carcere. Se la sono cavata con una multa di 100 euro, grazie all’intervento dell’ambasciata italiana e a un video in cui si scusavano dicendo, in inglese, di venire «da un Paese in cui la bandiera non è così importante». L’Italia o l’Austria?