Prima vittima di coronavirus tra i detenuti

Redazione
02/04/2020

Si tratta di un 76enne arrestato a fine 2018 per associazione di tipo mafioso. Era arrivato nel carcere bolognese della Dozza ad agosto 2019.

Prima vittima di coronavirus tra i detenuti

È morto all’ospedale Sant’Orsola di Bologna un detenuto positivo al Covid-19. Si tratta della prima vittima tra i detenuti. A quanto si apprende da fonti penitenziarie l’uomo, Vincenzo Sucato, 76 anni, era agli arresti domiciliari presso il nosocomio ed era ricoverato da giorni nell’unità Medicina d’urgenza del Sant’Orsola.

LA VITTIMA ERA STATA ARRESTATA IN UN BLITZ ANTI-MAFIA

Arrestato nel dicembre 2018 per associazione di tipo mafioso su ordine del giudice per le indagini preliminari di Termini Imerese (Palermo) nell’ambito del blitz Cupola 2.0 e considerato reggente della famiglia mafiosa di Misilmeri, il 76enne era sottoposto a una misura cautelare in attesa di primo giudizio. Era arrivato nel carcere bolognese della Dozza ad agosto 2019. È stato ricoverato in ospedale il 26 marzo per plurime patologie e aveva anche difficoltà respiratorie. Entrato in ospedale, dunque, non come paziente Covid-19, è stato comunque sottoposto a tampone, risultando positivo. Nel frattempo, il 28 marzo, ha avuto, su decisione del giudice siciliano, gli arresti domiciliari in ospedale. «Era in cella con un altro detenuto, asintomatico, che è in isolamento in carcere, così come le altre persone che avevano avuto contatti con lui», ha spiegato all’Ansa Antonietta Fiorillo, presidente del tribunale di Sorveglianza di Bologna.

DUE DETENUTI E UN AGENTE POSITIVI AL COVID-19 A BOLOGNA

Al momento sono due i detenuti del carcere di Bologna positivi al coronavirus, entrambi in isolamento. Positivo anche un agente della polizia penitenziaria dello stesso istituto. Altri quattro detenuti , entrati in contatto con quelli ora in isolamento, sono in “domiciliazione fiduciaria” cioè in quarantena. In “domiciliazione fiduciaria” ci sono inoltre altri tre poliziotti penitenziari, secondo quanto riferito da Mauro Palma, garante nazionale delle persone private della libertà. Nel carcere di Bologna, sempre stando a quanto ha informato il garante, sono stati effettuati 150 tamponi, 92 su persone detenute e 58 su poliziotti.