Carceri, 116 agenti e 19 detenuti positivi al coronavirus

Redazione
31/03/2020

Lo comunica il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap). Mentre l'associazione Antigone lancia l'allarme sul sovraffollamento.

Carceri, 116 agenti e 19 detenuti positivi al coronavirus

Sono 116 i poliziotti penitenziari positivi al coronavirus, mentre i detenuti nella stessa condizione sono 19. Lo comunica il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap).

L’ISOLAMENTO SANITARIO IN CARCERE

Dei 19 i detenuti positivi (su una popolazione complessiva di 58.035 reclusi), due sono ricoverati in strutture ospedaliere, gli altri si trovano «in isolamento sanitario in camere singole dotate di bagno autonomo all’interno di apposite sezioni detentive, dove vengono effettuati tutti i controlli disposti dalle autorità sanitarie». Dei 116 poliziotti penitenziari positivi al tampone (su quasi 38 mila unità), «17 sono ricoverati in ospedale, mentre la maggior parte si trova in isolamento fiduciario domiciliare o nel proprio alloggio in caserma». Proprio per «prevenire al massimo» la possibilità di contagi dall’esterno, sono state predisposte «145 tensostrutture davanti agli ingressi degli istituti penitenziari per il triage. Negli istituti dove non è presente la tensostruttura sono stati individuati appositi locali isolati».

L’ALLARME DI ANTIGONE

Nel frattempo, continua a fare discutere la misura del governo volta ad alleviare il sovraffollamento, con 5 mila braccialetti elettronici messi a disposizione (300 a settimana) per il controllo delle persone detenute che potrebbero accedere agli arresti domiciliari. Secondo l’associazione Antigone, si tratta di «numeri ampiamente insufficienti per affrontare l’emergenza coronavirus e le ricadute drammatiche che potrebbe avere sul sistema penitenziario. Con il numero di installazioni attualmente previste, gli ultimi detenuti usciranno dal carcere infatti tra oltre tre mesi, quando ci auguriamo la fase acuta legata al diffondersi del Covid-19 sarà già ampiamente alle spalle».

Il parlamento e il governo insieme devono disinnescare i rischi della bomba sanitaria in carcere

«Il parlamento e il governo insieme», prosegue Antigone, «devono disinnescare i rischi della bomba sanitaria in carcere, ponendo le condizioni affinché in carceri si assicuri distanziamento sociale a garanzia di detenuti e poliziotti. I detenuti con meno di due anni di pena sono circa 15 mila. Se due terzi di loro oggi uscissero le condizioni sarebbero nettamente migliorate». Si tratta di persone «che vanno mandate agli arresti domiciliari entro un paio di settimane e non nell’arco di mesi, con forme di controllo diverse dal braccialetto, altrimenti dal punto di vista sanitario la misura non avrebbe senso».