Al Cardarelli di Napoli indagati 60 furbetti del cartellino

Dopo aver timbrato, abbandonavano il posto di lavoro. Sono stati immortalati dalle telecamere. L'inchiesta.

18 Luglio 2019 12.22
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Sono stati immortalati dalle telecamere installate dagli investigatori mentre marcavano il badge anche per i colleghi: la procura di Napoli ha notificato 60 avvisi di garanzia nei confronti di altrettanti dipendenti dell’ospedale Cardarelli che dopo avere timbrato abbandonavano il posto di lavoro. L’indagine della polizia è stata coordinata dal pm Giancarlo Novelli e dal procuratore Giovanni Mellilo. Si ipotizzano il reato di truffa e la violazione della legge Brunetta. Tutti rischiano il licenziamento in tronco.

IL RAGAZZINO CHE TIMBRA PER CONTO DELLA MADRE

Nei video ripresi dalle telecamere si vede anche un ragazzino di circa 13 anni, che indossa un cappellino scuro, figlio di una dipendente dell’ospedale che timbra il badge per conto della madre. La quale, quel giorno, aveva preferito rimanere a casa. Tra i destinatari degli avvisi di garanzia figurano anche due medici: uno in servizio in pneumologia e l’altro in oncologia. In quest’ultimo reparto, mediamente, mancavano 8-9 dipendenti al giorno. Indagati anche un sindacalista e un consigliere comunale.

L’INCHIESTA COPRE IL PERIODO 2014-2017

L’inchiesta riguarda gli anni tra il 2014 e il 2017 e prende spunto da un’altra attività investigativa incentrata sulla turnazione autonoma dei lavoratori del centralino del Cardarelli. Da quanto emerso i dipendenti passavano nel rilevatore di presenze due o tre badge alla volta. Talvolta entravano in servizio, mentre in altre occasioni abbandonavano il posto di lavoro.

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