Il cardinale messicano contro le vittime di pedofilia

Il cardinale messicano contro le vittime di pedofilia

17 Agosto 2018 13.25
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Le vittime di pedofilia che accusano gli uomini di Chiesa «dovrebbero avere un po' di pietà perché hanno una coda molto lunga» e dunque facile da pestare: si è espresso così il cardinale messicano Sergio Obeso Rivera, parlando con i media locali degli ultimi casi di pedofilia che stanno investendo la Chiesa, a partire da quello della Pennsylvania, in Usa. In pratica, proprio commentando le notizie che arrivano dagli Stati Uniti, il porporato, quasi 87enne, ha lasciato intendere che le vittime avrebbero la loro parte di colpa. Ieri invece la Santa Sede è intervenuta duramente sul dossier americano sottolineando che fronte a questi crimini si deve parlare di «dolore e vergogna».

I MILLE ABUSATI DELLA PENNSYLVANIA

Il caso più recente è documentato dalle 1.356 pagine che condensano i due anni di indagine del Gran Giurì della Pennsylvania sugli abusi compiuti da membri del clero dagli Anni 40 in poi su oltre mille bambini in sei su otto diocesi dello Stato. Nel rapporto choc sono citati 301 sacerdoti, di cui 100 solo nella diocesi di Pittsburgh. Ed è proprio qui che l'indagine punta in alto, chiamando in causa per le presunte coperture uno dei prelati più in alto grado in America, l'attuale arcivescovo di Washington cardinale Donald W. Wuerl, che a Pittsburgh fu vescovo per 18 anni, dal 1988 al 2006.

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