Carelli senza portafoglio all’Espresso, Porro alleato di Sgarbi e altre pillole

Luca Di Carmine
29/01/2024

L'ex grillino ed ex direttore di Sky Tg24 sarà ad del settimanale, ma con le mani legate: soglia massima di spesa 50 mila euro. Dovrà rivolgersi alla primogenita del proprietario Ammaturo e al presidente Ianuario, che nel cda hanno poteri di firma illimitati. Gli altri spifferi di giornata: i guai del critico d'arte, la riapparizione di Messa e la Fieg che rivuole Ciancio.

Carelli senza portafoglio all’Espresso, Porro alleato di Sgarbi e altre pillole

Emilio Carelli, ex parlamentare grillino, ex direttore di Sky Tg24, forse pensava a un ritorno all’editoria un po’ più luccicante di quello che gli è toccato, ossia la nomina ad amministratore delegato de L’Espresso che gli ha proposto il nuovo editore del giornale, l’imprenditore campano Donato Ammaturo, patron della Ludoil. Carelli arriva dopo che Ammaturo, per un anno socio del conterraneo Danilo Iervolino, ha deciso di diventare unico proprietario rilevando la quota del presidente della Salernitana e pompando dentro le esauste casse del settimanale 6 milioni di euro. Ma arriva anche con le mani legate, visto che i suoi poteri di firma gli consentono una soglia massima di 50 mila euro. Per il resto deve rivolgersi ad Angela Ammaturo (primogenita di Donato) e al presidente Gianluca Ianuario, entrambi nel cda con poteri di firma illimitati. A parziale consolazione, Carelli confida nel fatto che Donato Ammaturo, e il suo amministratore delegato in Ludoil e vice presidente dell’Espresso Rodolfo Errore, un tempo dalemiano ed ex Sace, gli hanno dato tutte le assicurazioni di voler potenziare e rilanciare la blasonata testata. Ma dovranno impegnarsi molto e mettere mani con prodigalità al portafoglio. L’Espresso infatti ha costi certi per 8 milioni all’anno, e ricavi (che sono per definizione incerti) per poco meno di 4.

Carelli senza portafoglio all'Espresso, Porro alleato di Sgarbi e altre pillole
Emilio Carelli, al centro (Imagoeconomica).

L’Ugl occupa Cinecittà

«Una volta Nicola Maccanico non avrebbe mai ospitato l’Ugl», dicono a Cinecittà, parlando dell’amministratore delegato, figlio dell’indimenticato Antonio. Fatto sta che “il manager del cinema”, ora vicino a Giorgia Meloni e a Fratelli d’Italia, ha fatto entrare il sindacato caro alla destra nella sala Fellini di Cinecittà a Roma con il convegno sull’intelligenza artificiale organizzato dalla Fnc Ugl Comunicazioni e Ugl Telecomunicazioni. Con i due segretari generali, Salvatore Muscarella e Stefano Conti, pronti a ringraziare il presidente della Commissione Lavoro della Camera Walter Rizzetto, il senatore Maurizio Gasparri e, ovviamente, Maccanico. A Gasparri nessuno ha fatto domande sulla cybersicurezza

Per Funiciello torna Paolo Messa

Chi si rivede, Antonio Funiciello. Con un “aperithink” romano organizzato da Formiche a Maxelà Coppelle, Funiciello è apparso nella veste di saggista, «manager già capo di gabinetto di Mario Draghi», con il docente di Storia delle dottrine politiche alla Luiss, Lorenzo Castellani. Per l’occasione è riapparso sulla scena capitolina Paolo Messa, dopo la fine della sua esperienza nel gruppo Leonardo guidato da Roberto Cingolani.

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Paolo Messa (Imagoeconomica).

El purtava i scarp del tennis

Nella sua rassegna stampa mattutina su SkyTg24, Nicola Ghittoni si occupa della vittoria tennistica di Jannik Sinner leggendo il testo di Andrea Scanzi sul Fatto Quotidiano, ricordando che il giornalista può sembrare un marziano quando scrive di questo sport «ma lo ricordo come un grande appassionato avendolo avuto nel 2005 accanto a me, quando lavoravo a Radio Capital, agli Internazionali di Tennis di Roma». Ma un bel chissenefrega, no?

Porro alleato di Sgarbi

Sono vecchi amici: e così Nicola Porro non dimentica certo un sodale come Vittorio Sgarbi, e non lo abbandona al suo destino. È nell’occhio del ciclone il critico d’arte, dopo le storie dei quadri di Rutilio Manetti e Valentin de Boulogne, al centro delle trasmissioni di Report sotto la guida di Sigfrido Ranucci, e il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano non lo può vedere. Ma Porro invita il sottosegretario in tivù nelle reti Mediaset, anche se a mezzanotte, e pure nel suo spettacolo milanese La ripartenza. Venerdì 2 febbraio Sgarbi è atteso a parlare per Porro dell’arte di Michelangelo, nella kermesse che vede come protagonista anche Giuseppe Cruciani. Che poi sette anni dopo la morte del Buonarroti nacque Rutilio Manetti, ma questa è un’altra storia…

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Nicola Porro e Vittorio Sgarbi (Imagoeconomica).

Non è più tempo di canapa

Con una sconsolante comunicazione, gli organizzatori di “Canapa Mundi”, che doveva svolgersi alla Fiera di Roma dal 16 al 18 febbraio, hanno alzato la classica bandiera bianca annullando l’appuntamento: «Riconosciamo il peso di questo rinvio e comprendiamo la delusione che può suscitare. Questa decisione è frutto di una riflessione attenta, guidata dalla volontà di preservare e valorizzare la qualità e la sicurezza dell’evento. La nostra promessa è quella di garantire che ogni decisione sia presa con il massimo rispetto per gli interessi e le aspettative di tutti voi». Sottolineando: «Vi assicuriamo che ogni azienda che ha anticipato la partecipazione sarà rimborsata integralmente». E pensare che nella fiera doveva essere protagonista lo sport, con un’area esclusiva dedicata, «con esibizioni di calisthenics e challenge sportive, dove il pubblico si potrà cimentare e vincere premi, invitando il pubblico a partecipare attivamente e a sperimentare direttamente i benefici della pianta, mostrando la relazione sinergica tra la canapa e il mondo dello sport. I semi di canapa, noti per l’alto contenuto di proteine e oli essenziali, sono, infatti, considerati un super alimento per gli atleti». Sarà una malignità, ma alcuni, parlando del blocco della manifestazione, dicono che il ministro dello Sport Andrea Abodi non era favorevole alla kermesse.

La Fieg rivuole Ciancio

Gli editori hanno voluto, attraverso il presidente Fieg Andrea Riffeser Monti, «insieme ai vicepresidenti e agli associati tutti», salutare «con soddisfazione Mario Ciancio Sanfilippo, dopo la sentenza di piena assoluzione “perché il fatto non sussiste”, auspicando che riprenda a pieno titolo il suo ruolo attivo nella Federazione, che ha guidato per cinque anni con impegno, capacità e passione». E tutti i giornali che hanno scritto articoli di fuoco su Ciancio Sanfilippo, nei momenti peggiori della sua vita? Assolti?

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Mario Ciancio Sanfilippo in una foto d’archivio (Imagoeconomica).