«Carfagna dai Telegatti a ministro»

Redazione
22/12/2010

Dai Telegatti a ministro. È il duro attacco di Barbara Berlusconi, figlia del presidente del Consiglio Silvio, al ministro per...

«Carfagna dai Telegatti a ministro»

Dai Telegatti a ministro. È il duro attacco di Barbara Berlusconi, figlia del presidente del Consiglio Silvio, al ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna in una intervista al settimanale Vanity Fair in edicola da domani, 22 dicembre 2010. «

La cosa più grave è che Mara Carfagna trovi il coraggio di lagnarsi», ha affermato Barbara, «A volte bisogna avere il pudore di tacere. Se si sente discriminata lei, che dai Telegatti è diventata ministro, la cosa assume dimensioni ancora più grottesche».
«SI FATICA A COGLIERNE I MERITI». Non solo. Barbara ha poi aggiunto che 

«vedere certe signorine girare in auto blu non fa bene all’immagine del Paese, perché davvero si fatica a coglierne i meriti». Certo, è stato il padre a portare Carfagna in politica, ma 

«non dimentichiamoci neanche che sono gli italiani che le hanno votate. La democrazia propone delle scelte, poi si chiede il consenso. E non mi pare che Berlusconi abbia un problema di consenso. Certo», ha proseguito la figlia del presidente del Consiglio, «non voglio eludere così il problema, credo che siano state fatte valutazioni superficiali, e che queste abbiano sminuito la classe politica nel suo complesso».

«Rappresentata da Renzi»

«DEBOLEZZE CHE INCIDONO SULLA VITA POLITICA». Barbara si è poi detta «amareggiata» dagli scandali sessuali che hanno coinvolto il padre. Senza risparmiargli delle critiche: 

«È ovvio che non sono d’accordo con un certo tipo di condotta, ma devo anche credere alle verità di mio padre». E ancora: «Quelle che mio padre chiama pubblicamente “debolezze” penso che abbiano inciso sulla sua
vita privata, ma anche sulla vita politica».
Quanto alle proprie idee politiche, Barbara ha speso parole di elogio per il sindaco Pd di Firenze, Matteo Renzi: «

Mi è sembrata una persona che vuole davvero cambiare le cose. Da lui mi sentirei rappresentata». Prima di precisare che «

ad avvicinarci non sono le idee politiche ma la stessa cultura generazionale».