Carfagna aiuterà Forza Italia, Toti la ucciderà

Per rinnovare il partito fondato da Berlusconi serve recuperare i moderati di destra. Non può farlo chi, come il governatore della Liguria, si genuflette a Salvini.

21 Giugno 2019 10.09
Like me!

Silvio Berlusconi ha affidato la rivoluzione in Forza Italia a Mara Carfagna e Giovanni Toti. I due nuovi leader nel giro di pochi mesi dovrebbero portare il partito verso un congresso normale, azzerare le posizioni di rendita e dare vitalità a un corpo che sembra seguire le alterne vicende umane del suo leader maximo, ormai assai spesso molto malandato e comunque molto invecchiato.

TOTI E CARFAGNA, DUE FORZISTI MOLTO DIVERSI TRA LORO

Toti e Carfagna sono diversissimi e non solo per evidenti ragioni di genere. La vera diversità sta nel fatto che, mentre si sa che cosa vuole l’onorevole Carfagna, deputata rigorosa di Forza Italia, avversaria leale della sinistra, donna del Sud, non si sa che cosa voglia Giovanni Toti. Ovvero si capisce leggendo le sue dichiarazioni e interviste – che per numero e fluvialità sono al secondo posto dopo quelle di Matteo Salvini – che vuole diventare numero ”uno” di qualcosa, cosa e come è secondario.

Toti è anche quel giornalista la cui esistenza nella vita pubblica dipende in tutto da Berlusconi

Negli ultimi anni Toti ha cercato di mostrarsi come il più fedele compagno d’armi di Giorgia Meloni e sono mesi che corteggia il ministro dell’Interno che dopo un interesse iniziale ha capito che il presidente ligure è per lui una palla al piede. Toti è anche quel giornalista la cui esistenza nella vita pubblica dipende in tutto da Berlusconi ma che da mesi ama mostrarsi come un futuro parricida.

FORZA ITALIA DEVE SCEGLIERE LA SUA COLLOCAZIONE POLITICA

Credo che, se la discussione in Forza Italia sarà incentrata nel rinnovamento organizzativo, sia meglio che il vecchio capo la chiuda qui e non perda né tempo né altri quattrini. Ciò che deciderà se il partito di Berlusconi ha ancora un ruolo nella vita politica italiana e non dovrà gareggiare con Giorgia Meloni è la collocazione politico-strategica. Se l’ex partito di maggioranza diventerà l’ascaro di Salvini, accettandone leadership, paturnie e qualità della birra, Forza Italia morirà senza rimpianti.

Silvio Berlusconi.

LEGGI ANCHE: Le donne di Fi che volevano lo scalpo di Toti

Se, invece, Forza Italia ragionerà sul fatto che la stessa furia del capo della Lega lo porterà assai preso ad andare a sbattere contro un Tir (figurativamente), allora per Forza Italia, sorprendentemente, si aprirà un vero territorio di caccia, animato da una vasta area moderata e sviluppista, nemica delle chiacchiere di Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista ma essa stessa un po’ populista, in grado di stabilire alleanze internazionali di un’Italia che sembra ormai la “vu cumprà” della scena internazionale.

I MODERATI DI DESTRA SI STANNO STUFANDO DI SALVINI

Nessuno scrive che Salvini gira per il mondo come un accattone, vuole baciare le mani a Donald Trump, non dimentica il vecchio amore per Vladimir Putin, è fidanzatissimo con Marine le Pen, ma ha in Europa alleati che, appena possono, infilano all’Italia il cetriolo in quel brutto posto. Carfagna e Toti a questo facinoroso possono togliere voti, e anche tanti, chiamando i moderati di destra in campo. Mi duole annunciare a Carlo Calenda and company che la stessa operazione non la può fare la sinistra e tanto meno Matteo Renzi che pure vedrei bene con Carfagna e Toti.

Ormai diventa visibile tutto un lavorio che cerca di ridare voce a chi accetta anche molte cose dette da Salvini ma si sta stufando di lui,

Mentre politologi titolati e improvvisati sono passati dalla tesi dell’Italia senza più destra e sinistra a quella del bipolarismo Lega-M5s, all’idea di una egemonia inarrestabile di Salvini, al nuovo funerale per il Pd, che ri-muore con ogni nuovo segretario. Ormai diventa visibile tutto un lavorio che cerca di ridare voce a chi accetta anche molte cose dette da Salvini ma si sta stufando di lui, come è accaduto a tutte le sue fidanzate, non solo a quelle finte.

LEGGI ANCHE: Così Toti e sua mogli si sono presi partito e azienda

PER LA RINASCISTA DI FORZA ITALIA MEGLIO CARFAGNA DI TOTI

La nuova Forza Italia, per dirla con una espressione delle terre di Carfagna, potrebbe svolgere questo ruolo, cercando di aumentare i consensi e cercando alleati meno egemoni, cercandoli anche «nello schieramento a noi avverso», e se mostrerà “cazzimma”. Devo confessare che questa qualità è visibile in Carfagna, mentre scompare appena si legge un’intervista di Giovanni Toti. È difficile, lo capirà persino Toti, rinnovare un partito avendo la valigia in mano come chi sta scappando mentre col telefonino cerca di strappare un appuntamento al capo della Lega. I partiti nascono in varie forme e modi, ma rinascono partendo dalla dignità e dalla propria autonomia. Non è roba da Toti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 1

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *