Samuele Cafasso

Il Pd accusa Conte di conflitto d'interessi in Carige

Il Pd accusa Conte di conflitto d’interessi in Carige

08 Gennaio 2019 14.58
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Il Partito democratico apre la partita del conflitto d'interessi nella questione Carige. Nel mirino finisce il presidente del Consiglio Giuseppe Conte per via dei suoi rapporti con uno degli azionisti, Raffaele Mincione, e con il suo mentore ed ex socio d'affari, Guido Alpa, che di Carige è stato consigliere e lo è stato anche della Fondazione che, per lungo tempo, ha avuto sulla banca il controllo di fatto. Ad aprire la questione, tra gli altri, il capogruppo Dem in commissione Bilancio alla Camera Luigi Marattin, con un post su Facebook. «Una domanda semplice. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è stato socio di Guido Alpa, a lungo consigliere di Carige e della sua Fondazione. Conte stesso è stato consulente di Raffaele Mincione, banchiere socio Carige. La domanda è molto semplice: quando il Consiglio dei ministri ieri sera ha votato il Salva Carige, il presidente Conte è uscito dalla sala, come si dovrebbe fare quando vi è fondato sospetto di possibile conflitto di interesse? Gradita risposta. Se non arriva, provvederemo a inviare la domanda per vie ufficiali».

Dei rapporti tra Guido Alpa e Giuseppe Conte molto si è scritto. Al momento dell'insediamento alla Camera, Conte aveva presentato un curriculum che recitava così: «Giuseppe Conte, dal 2002, ha aperto con il professor avvocato Guida Alpa un nuovo studio legale dedicandosi al diritto civile, al diritto societario e fallimentare». In seguito, anche per moderare le polemiche sul concorso per un posto di ordinario alla Sapienza dove Conte concorreva alla cattedra su cui sedeva proprio Alpa, Conte ha di molto ridimensionato questa parte del suo cv, ma tant'è i contatti tra i due sono acclarati. Alpa, genovese, è stata una presenza forte nel corso degli anni nel governo dell'istituto di credito, sia come consigliere della banca che della Fondazione. In particolare è stato consigliere della banca dal 2009 al 2013 e della Fondazione a fine 2013-inizio 2014, per pochi mesi. Per un breve periodo è stato a capo delle assicurazioni del gruppo, dopo che Bankitalia aveva individuato in questo comparto il cuore del sistema di governo malato di Berneschi, il vecchio presidente padre-padrone della banca. E' stato tra quei consiglieri che avevano mosso rilievi critici nei confronti della gestione Berneschi e che si era dimesso per far decadere il cda da lui guidato, per questo non è stato sanzionato da Bankitalia dopo l'ispezione del 2013 che aveva messo in luce le gravi irregolarità nella gestione della banca.

LA CONSULENZA PER MINCIONE DI CONTE

Per quanto riguarda invece i rapporti con Mincione, Conte ha firmato a maggio del 2018 un parere pro-veritate per una società Retelit, di cui il finanziere era socio e su cui era in corso una disputa per il controllo. La consulenza, rivelata da Repubblica, era già stata oggetto di polemiche per via del fatto che riguardava una società su cui il governo avrebbe potuto esercitare la golden rule. Mincione ha poco più del 5% della banca e la sua lista, in cordata con gli imprenditori Volpi e Spinelli, è stata sconfitta nell'assemblea del 20 settembre che ha premiato invece i candidati della lista presentata da Malacalza, tra cui due dei tre attuali commissari, Pietro Modiano e Fabio Innocenzi.

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