Il governo vuole prorogare la garanzia pubblica sui bond di Carige

La mossa serve solo a guadagnare tempo e non scioglie i nodi sul salvataggio della banca. Dopo cinque mesi manca ancora una soluzione di mercato.

05 Giugno 2019 19.41
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Più tempo per salvare banca Carige. Maggioranza e governo sono al lavoro per inserire un emendamento nel decreto crescita che proroghi i termini della garanzia pubblica sui bond dell’istituto genovese, in scadenza il 30 giugno e utilizzati per due dei tre miliardi previsti dal decreto Carige varato all’inizio dell’anno e convertito in legge a marzo.

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SULLE IMPOSTE ANTICIPATE NESSUN INTERVENTO

Il decreto crescita, attualmente in discussione nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, non interverrà invece sulle imposte anticipate. «La trattativa con Bruxelles è ancora aperta», ha spiegato il relatore del decreto, il leghista Giulio Centemero. Il quale ha chiarito che è plausibile che la trasformazione in credito d’imposta delle imposte anticipate «non riguardi banche con asset pari a quelli di Carige».

DOPO CINQUE MESI UNA SOLUZIONE ANCORA NON C’È

Sempre Centemero ha annunciato la proroga della garanzia pubblica sui bond. Un provvedimento-ponte, per «venire incontro alle esigenze della banca in questo periodo». Il decreto Carige, varato a gennaio 2018 dopo il commissariamento dell’istituto, aveva autorizzato il ministero dell’Economia a sottoscrivere azioni fino a 1 miliardo di euro, fissando in questo caso la scadenza al 30 settembre. La proroga delle garanzie sui bond, in ogni caso, non è risolutiva per il salvataggio della banca e anzi non fa che cristallizzare piuttosto il fatto che dopo cinque mesi ancora una soluzione non c’è. Diventa quindi di fondamentale importanza il raggiungimento di un accordo fra le autorità europee e il governo italiano, dato che ormai la vigilanza spetta alla Bce.

COMMISSARI AL LAVORO SULL’INGRESSO DEI FONDI

Intanto, nei prossimi giorni, potrebbe esserci un’accelerazione nel lavoro dei commissari Fabio Innocenzi, Pietro Modiano e Raffaele Lener. Si prevede che nella seconda metà giugno venga definito l’intervento privato di cui Carige ha bisogno e si guarda soprattutto a tre fondi: Warburg Pincus, Varde e Blackstone, anche se i nomi circolati includono pure Apollo e Hellmann & Friedman. In assenza di deadline fissate dalla Bce, la partita potrebbe chiudersi entro la fine di giugno. Se i fondi fossero disponibili a proseguire nella valutazione dell’investimento, sarebbero necessari i tempi tecnici per un’eventuale due diligence.

UBI AUSPICA UNA SOLUZIONE DI MERCATO

Di sicuro c’è che il 19 giugno si riunirà un consiglio già in agenda da tempo del Fondo interbancario di tutela dei depositi, inevitabile interlocutore nella vicenda Carige avendo messo sul piatto 320 milioni di euro per comprare i bond che a novembre 2018 hanno salvato la banca. E di Carige è tornato a parlare anche l’amministratore delegato di Ubi, Victor Massiah: «L’auspicio è che si trovi una soluzione di mercato, aspettiamo novità dai commissari».

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