Carlà strega Frau Merkel

Barbara Ciolli
01/10/2010

La Bruni parlerà al parlamento tedesco.

Carlà strega Frau Merkel

Quel che non era riuscito a Bono Vox nel 2008, Carla Bruni lo otterrà il prossimo ottobre grazie al beneplacito di Frau Merkel, anche lei conquistata, punzecchia la stampa tedesca scatenata contro la première dame, dall’ammaliante savoir-faire che l’ex modella, guarda caso, ha sfoderato subito dopo il litigio sui rom di Sarkozy con la cancelliera.
Arringare i membri della Commissione bilancio del Bundestag, sessione da sempre off-limit del parlamento tedesco a qualsivoglia interlocutore, per convincere i deputati a donare parte del loro budget al Fondo globale contro l’Aids di cui Carlà è ambasciatrice, è una performance finora mai concessa da un organo neutrale, che di norma non invita rappresentanti di parte. Neppure quando i loro intenti sono nobilissimi.

In avanscoperta a Berlino

Ma la première dame è sfrontata, magnetica e seducente al punto tale, ironizza il quotidiano conservatore die Welt , da aver irretito la cancelliera durante un incontro a New York, subito dopo la famosa dichiarazione di Sarkozy sulle presunte esplusioni di nomadi in Germania, pronunciata in occasione dell’ultimo vertice Onu.
“Il premier francese avrebbe avuto i suoi  buoni motivi per chiarirsi a quattr’occhi con la Merkel. Invece Carlà si è infilata nel mezzo,sparigliando le carte”, prosegue il foglio di Amburgo. “Ora il marito, abituato a mandare avanti le donne quando il gioco si fa duro, la invierà in avanscoperta a Berlino per calmare le acque, visto che la première dame è una professionista della messa in scena”.
“Anche se” è la cattiveria del quotidiano, “stranamente nei primi due viaggi in Africa per la campagna contro l’Hiv, la Bruni è apparsa rigida e distaccata: non ha preso in braccio i bambini malati, né ha impressionato con il suo discorso di rito davanti alle organizzazioni umanitarie”.

I deputati tedeschi la snobbano

I membri della Commissione parlamentare, dal canto loro, non ci stanno a fare le belle statuine, spalancando porte che non avevano mai aperto a nessuno. Dalla fine di settembre 2010, quando il portavoce della Merkel ha annunciato l’ok della cancelliera sul discorso di Carlà, tutti membri della Commissione, inclusi i rappresentanti dei cristiano-democratici, hanno alzato gli scudi a difesa del territorio.
“Anche il leader degli U2 è ambasciatore del Global Fund da anni e non da pochi mesi come la Bruni” protestano compatti i deputati rifiutandosi di fissare una data in calendario, “eppure ha dovuto desistere, accettando le regole. Perché non dovrebbe farlo lei?”
«Se apriamo una volta, poi dovremmo ricevere anche i lobbisti», ha dichiarato il deputato Cdu, Norbert Barthle, facendo eco alla socialdemocratica (Spd) Petra Merjel, presidente della Commissione bilancio che ha bollato la visita della Bruni un “atto irrituale”.

La diplomazia dello charme

Peccato che contro il fascino di Carlà, commenta la Welt, sia inutile lottare: ormai il danno è fatto, al massimo la querelle si risolverà classificando il suo intervento come “colloquio informale”.
I flash dei fotografi inonderanno la Bruni, facendo schizzare l’attenzione mediatica alle stelle. E grazie a quest’offensiva di charme, di cui “Sarkozy ora ha più che mai bisogno”, scrive il quotidiano, la première dame e il coniuge avranno vinto comunque.
Potere di una donna che la stessa sorella del premier francese Caroline Sarkozy ha recentemente definito, con affetto, seduttrice nata: «Forte, provocante, mai servile. Una moglie che difende Nicolas. Che lo sprona e lo consiglia. Proprio come piace a lui».