Fronte Repubblicano, la prima diretta Facebook di Carlo Calenda

28 Giugno 2018 16.14
Like me!

«Fra poco provo a fare una diretta Facebook per parlare del Manifesto del Fronte Repubblicano e rispondere a qualche mail che mi avete mandato. È la prima volta siate clementi». L'ex ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, noto anche per essere molto attivo nella comunicazione diretta su Twitter, ha annunciato così il suo debutto sul social network "preferito" da Matteo Salvini e Luigi Di Maio (leggi anche: Calenda lancia il Manifesto del Fronte Repubblicano).

Sono arrivate molte reazioni e suggerimenti al manifesto del #FronteRepubblicano. Ne parliamo ora in diretta.

Geplaatst door Carlo Calenda op Donderdag 28 juni 2018

Rispondendo ai suoi follower nel corso della diretta, Calenda ha aperto a un cambiamento del nome Fronte Repubblicano: «Ho capito dalle vostre reazioni che questo nome piace solo a me. Lo cambieremo». Poi, scherzando, ha aggiunto: «Chiamiamolo Lidia, come mia figlia». In mattinata, parlando ai microfoni di Radio24, aveva comunque spiegato di non avere intenzione di fare «un partito contro il Pd». L'idea, confermata nella parte finale della diretta su Facebook, «è di raccogliere, non di dividere».

Fra poco provo a fare una diretta FB per parlare del Manifesto del #fronterepubblicano e rispondere a qualche mail che mi avete mandato. È la prima volta siate clementi.

Geplaatst door Carlo Calenda op Donderdag 28 juni 2018

Intanto, nel Pd, mentre ci si prepara ad assemblea e congresso con la candidatura del governatore Nicola Zingaretti già in pista, il deputato Luciano Nobili fa scoppiare la polemica tornando a parlare della vicenda romana del sindaco Ignazio Marino: «Col senno di poi credo che con Marino sbagliammo. Credo che da quel giorno, e nei mesi a seguire, si sia consumata una frattura con una parte della città».

L'INTERVISTA DI NOBILI PUBBLICATA SUL FOGLIO. Il renziano Nobili, intervistato dal quotidiano Il Foglio, dopo due anni fa mea culpa sulla caduta di quella Giunta, che sarebbe stata decisa «durante una partita di biliardino con Renzi e Lotti» e «festeggiata con riso basmati e vino a casa di Lorenza Bonaccorsi», attuale assessore della Giunta regionale con Zingaretti. Parole pesanti che hanno riaperto vecchie ferite e hanno scatenano una rissa verbale nel Pd romano.

LA REPLICA DI ORFINI. Matteo Orfini ha infatti replicato rivendicando il percorso intrapreso: «La scelta di porre termine all'esperienza Marino fu mia e aggiungo che rimpiangere il partito di allora, travolto dagli arresti e dagli scandali, è forse utile a qualche reduce ma non mi pare granché costruttivo».

GLI EX CONSIGLIERI ATTACCANO. Non la pensa come Nobili un drappello di ex consiglieri dem, quelli della famosa firma davanti al notaio che fece cadere Marino e la sua giunta: Gianni Paris, Antonio Stampete, Dario Nanni, Erica Battaglia, Maurizio Policastro e Cecilia Fannunza. I quali, in una nota, accusano Nobili di «omettere di chiedere scusa a quella classe dirigente eletta democraticamente e obbligata a consegnare a un notaio le sorti di Roma», e soprattutto «di chiedere scusa a una città che paga un prezzo altissimo per un'amministrazione pentastellata incapace e bugiarda». La stoccata a Nobili prosegue così: «Il senno di poi è facile esternarlo peraltro quando si siede oggi sugli scranni del parlamento, il premio giusto per chi non difese e non sostenne un pezzo di classe dirigente di allora infangata da un clima offensivo e dall'accusa pesantissima di essere mafiosa» (leggi anche: Zingaretti, la fine del Pd e il futuro della sinistra).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *