Caro Berlusconi, ti sfiducio

Fabio Chiusi
29/09/2010

Le parole dell'opposizione riassunte in un'ipotetica lettera al presidente del consiglio

Caro Berlusconi, ti sfiducio

Caro Silvio Berlusconi,

il suo discorso è stato incommentabile, imbarazzante. Sembrava il remake del film L’aereo più pazzo del mondo. Un aereo, quello della maggioranza, che sta cadendo in picchiata. Il suo è stato proprio uno show da piazzista: le parole sul Mezzogiorno, per esempio, più che generiche sono state offensive. In particolare, sulle “grandi opere” lei rilegge il libro dei sogni stampato nel 1994. È incredibile che continui a raccontare le stesse favolette da sedici anni senza nemmeno arrossire. Lei non ha nemmeno idea di cosa stia accadendo al Sud, è come se fosse atterrato oggi da Giove. Il suo piano è un’autentica patacca, la sua coalizione la più antimeridionale che l’Italia ricordi. Sulla criminalità organizzata il suo governo ha fatto importanti regali ai boss: il più grande di tutti è lo scudo fiscale che ha consentito ai grandi riciclatori di ripulire miliardi di soldi sporchi. Altri due sono già pronti: il processo breve, misura davvero tanto attesa dai boss e la legge che azzera le intercettazioni. Le sue affermazioni sulla cosiddetta agenda bioetica del Governo sono patetiche. Del tutto irrispettose nei confronti di studenti e insegnanti sono state poi le sue parole sul sistema educativo. Mancava solo chiedesse il Nobel per la Pace! Ormai siamo a un passo da questa richiesta.

Per il resto un vuoto pneumatico. I suoi sono stati disegni su lavagnette televisive, perché lei ha descritto un’Italia che non c’è. Lei ha parlato di clima d’odio, ma è stato lei, Berlusconi, a produrlo, cancellando diritti e dignità ai lavoratori. Lei è in fuga dal Paese: dalla monnezza di Napoli, su cui non ha speso nemmeno una parola, dai disoccupati e dalla crisi economica, in fuga dai precari della scuola buttati per la strada. Le sue sono le balle spaziali di una Vanna Marchi della politica che vende erbe miracolose. Ma lei non può essere Alice nel paese delle meraviglie, perché qui le meraviglie non ci sono. C’è invece una compagine antisociale a trazione leghista, un governo bollito che incassa la fiducia a Natale per cadere a Santo Stefano. Quindi è pura fiction che i suoi problemi siano risolti, e grottesco che lei vesta i panni del parlamentarista. C’è chi la definisce uno stupratore della democrazia, un pregiudicato illusionista, un maestro del dossieraggio politico, un capo piduista, un precursore della collusione e della corruzione di Stato. Non tutti, su questo, siamo d’accordo. Tuttavia siamo stanchi di bugie e promesse, faide e ricatti, intimidazioni e lusinghe. Si finisca, dunque, la telenovela: il Paese non merita queste scene.

Firmato: Pierluigi Bersani, Leoluca Orlando, Antonio Borghesi, Angela Finocchiaro, Doris Lo Moro, Laura Garavini, Oliviero Diliberto, Arturo Parisi, Nichi Vendola, Felice Belisario, Livia Turco, Enzo Amendola, Sergio D’Antoni, Luigi De Magistris, Marco Lombardelli, Manuela Ghizzoni, Pier Ferdinando Casini, Antonio Di Pietro.