La procura ricorre in Cassazione per l’arresto di Carola Rackete

I pm di Agrigento contro la decisione del giudice che non ha convalidato la misura cautelare nei confronti della capitana della Sea Watch. Era l'ultimo giorno utile per depositare l'atto.

17 Luglio 2019 13.11
Like me!

La procura di Agrigento ha depositato il 17 luglio, ultimo giorno utile, il ricorso alla Corte di Cassazione contro la mancata convalida dell’arresto di Carola Rackete, la capitana della Sea Watch accusata di resistenza a pubblico ufficiale e violenza a nave da guerra. Nel mirino la sentenza della giudice per le indagini preliminari Alessandra Vella.

«MIGRANTI IN SICUREZZA, ANCHE DAL PUNTO DI VISTA SANITARIO»

Il ricorso del procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, e del pubblico ministero Gloria Andreoli ruota attorno alle condizioni dei migranti. «Non si può ritenere sussistente la scriminante dell’avere adempiuto a un dovere visto che i migranti erano in sicurezza nella rada con la massima assistenza delle autorità che avevano anche disposto alcuni sbarchi per motivi sanitari», si legge infatti nel ricorso, composto da 18 pagine.

«NON C’ERA STATO DI NECESSITÁ»

«La permanenza nelle acque territoriali», scrivono ancora i pm di Agrigento, «era illegittima sulla base del provvedimento dei ministeri di Interni, Difesa e Infrastrutture, confermato dal Tar e dalla Corte europea dei diritti dell’uomo». Per Patronaggio e Andreoli «lo stato di necessità sussisteva al momento del salvataggio, non certo quando la nave ha urtato la motovedetta della Guardia di Finanza. Inoltre l’obbligo di fare sbarcare i migranti incombeva sull’autorità di pubblica sicurezza e non certo sul comandante di Sea Watch».

PUNTO DI RIFERIMENTO PER CASI ANALOGHI

Il ricorso non inciderà sull’inchiesta in corso nei confronti della comandante, ma produrrà un verdetto dell’organo supremo della giustizia italiana destinato a rappresentare un punto di riferimento anche per altre Ong accusate di aver violato le disposizioni del decreto sicurezza bis.

IL 18 LUGLIO L’INTERROGATORIO DI RACKETE

Il 29 giugno Rackete ha forzato il blocco della Guardia di Finanza entrando nel porto di Lampedusa. Durante la manovra la “Sea Watch 3” ha urtato una motovedetta delle Fiamme gialle. Secondo i pm di Agrigento l’ordinanza del gip Alessandra Vella, che non ha convalidato l’arresto, sarebbe sbagliata dal punto di vista della valutazione giuridica. L’interrogatorio di Rackete si terrà giovedì 18 luglio, alle 10 circa. Assistita dai suoi difensori, gli avvocati Leonardo Marino e Alessandro Gamberini, Carola Rackete sarà interrogata dal procuratore aggiunto Salvatore Vella e dai pm Alessandra Russo e Cecilia Baravelli.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *