Carola Rackete insultata sul profilo Facebook di Salvini

La capitana della Sea Watch è tornata in Germania da donna libera dopo l'interrogatorio in procura ad Agrigento. Ma sui social del ministro dell'Interno si scatena l'odio.

19 Luglio 2019 18.54
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Carola Rackete, capitana della Sea Watch, ha lasciato l’Italia per rientrare in Germania da donna libera, subito dopo l’interrogatorio in procura ad Agrigento dove è indagata per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Ma sul profilo Facebook del ministro dell’Interno Matteo Salvini piovono insulti e minacce contro di lei.

Il leader della Lega, nella tarda serata del 18 luglio, ha scritto un post in cui affermava: «Non vedo l’ora di espellere questa viziata comunista». E nelle ore successive si sono accumulati migliaia di commenti, alcuni dei quali carichi d’odio: «Non mi piace per niente questa faccia da c… col suo ghigno sicuro al servizio di Soros, ma dove non arriva la giustizia umana arriverà quella divina. Trema rasta trema», scrive per esempio una donna. Un uomo, invece, invoca il ritorno della pena di morte: «Ne puniamo una per educarne cento». E poi un altro: «Io a questa se la trovo per strada ce li ficco due schiaffi. Ha pure la faccia da schiaffi». La maggior parte dei commenti prende di mira l’aspetto fisico di Rackete, insultata con termini come «sfigata», «zozza», «comprati uno shampoo», «quelli come lei i tedeschi le chiamano barbone». I capelli della giovane sarebbero «un cespuglio», il seno «susine appassite». Per concludere con chi «prima di mandarla via una bottarella c’è (sic, ndr) la darei».

LA CAPITANA NON HA IN PROGRAMMA ALTRE MISSIONI

La capitana della Sea Watch, che ha forzato il blocco della Guardia di Finanza per entrare nel porto di Lampedusa, nei giorni scorsi ha querelato Salvini e ha chiesto il sequestro dei suoi profili Facebook e Twitter, proprio perché «propalanti messaggi d’odio». Per il momento non ha in programma altre missioni: «Si riposerà per un po’», fanno sapere fonti della Ong tedesca, sottolineando comunque che la sostituzione di comandante ed equipaggio rappresenta una prassi consolidata al termine di ogni operazione di salvataggio. L’organizzazione attende ora di capire cosa ne sarà della “Sea Watch 3”. La nave è attualmente sotto sequestro probatorio nel porto di Licata, a disposizione dell’autorità giudiziaria che non ha ancora preso provvedimenti definitivi.

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