L’intervista di Carola Rackete a Der Spiegel

La capitana della Sea Watch accusa il ministro Matteo Salvini: «Le sue politiche hanno violato i diritti umani». E poi: «Mi sono sentita abbandonata anche dal governo tedesco».

05 Luglio 2019 17.54
Like me!

La capitana della Sea Watch, Carola Rackete, ha rilasciato un’intervista al settimanale tedesco Der Spiegel, in edicola sabato 6 luglio. E ha lanciato una dura accusa nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Salvini: «La sua politica ha violato i diritti umani. E il suo modo di esprimersi è irrispettoso, non appropriato per un politico di alto livello». L’equipaggio della ong, ha detto ancora la giovane capitana, «ha inviato rapporti medici giornalieri sulle condizioni dei migranti soccorsi, anche al Centro di coordinamento di Roma. Ma nessuno ha ascoltato, nessuno ha risposto».

LEGGI ANCHE: Carola Rackete vuole querelare Matteo Salvini

LA GERMANIA? «MI SONO SENTITA LASCIATA SOLA»

Ma la capitana ne ha anche per il suo Paese natale, la Germania: «Mi sono sentita lasciata sola» dal governo di Berlino. Il suo giudizio sulla vicenda? «Credo che a livello nazionale e internazionale nessuno volesse davvero aiutare. Si sono sempre passati la patata bollente, mentre avevamo ancora 40 sopravvissuti a bordo». Quanto al ministro degli Interni tedesco, Horst Seehofer, per la capitana «ha fallito». Perché «non ha voluto prendere in considerazione in alcun modo le offerte delle città disponibili a ospitare i migranti» salvati dalla Sea Watch.

ALTRE DUE INTERVISTE A GUARDIAN E REPUBBLICA

Rackete ha rilasciato altre due interviste, una al britannico The Guardian e l’altra a la Repubblica. Al quotidiano inglese ha spiegato: «Le vite delle persone contano di più di qualunque gioco politico, se mi trovassi ancora nella stessa situazione non ho dubbi: rifarei tutto. Per due settimane abbiamo informato le autorità che la situazione delle persone a bordo diventava sempre più critica e che le condizioni mediche dei migranti peggioravano di giorno in giorno, ma era come parlare a un muro. L’incidente nel porto è stato l’esito disperato di una frustrante catena di eventi iniziata almeno 20 giorni prima». Poi ancora su Salvini: «Rappresenta un fenomeno, l’avanzata dei partiti di destra, che sfortunatamente si sta verificando in tutta Europa, Germania e Gran Bretagna incluse, e che parla di immigrazione senza essere supportata dai fatti». Quanto alla vita personale: «Io non ho una casa, non ho un’auto, non mi interessa avere uno stipendio fisso e non ho una famiglia. Nulla mi impediva di impegnarmi. Spero di tornare presto sul mare, perché è lì che c’è bisogno di me». Mentre al quotidiano la Repubblica, la capitana ha detto: «So bene di aver abbattuto un muro che la politica sovranista ha innalzato in mezzo al mare, ma non dite che sono un’eroina: sono stata forzata a farlo. Talvolta servono azioni di disobbedienza civile per affermare i diritti umani e portare certe leggi sbagliate al cospetto di un giudice».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *