I carri armati israeliani accerchiano Gaza City, Netanyahu: «Siamo entrati nella terza fase della guerra»

Redazione
30/10/2023

L’esercito di Tel Aviv ha preso il controllo delle autostrade attorno alla città. Hamas diffonde il video di tre ostaggi, che puntano il dito contro il premier israeliano. La risposta: «Crudele propaganda psicologica». Liberata una soldatessa israeliana rapita il 7 ottobre. Oltre 8.600 le vittime palestinesi. Gli aggiornamenti.

I carri armati israeliani accerchiano Gaza City, Netanyahu: «Siamo entrati nella terza fase della guerra»

Prosegue l’offensiva di terra di Israele. I carri armati dell’Idf hanno preso il controllo delle autostrade alla periferia di Gaza City. «Siamo entrati nella terza fase della guerra con l’esercito che avanza in maniera misurata ma molto potente all’interno della Striscia», ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in apertura del Consiglio dei ministri. «La prima fase era stata quella del contenimento, la seconda un martellamento dal cielo che continua ancora ed ora, invece, l’estensione della penetrazione via terra nella Striscia». L’esercito di Tel Avi annuncia l’uccisione di quattro membri di spicco di Hamas, tra cui un comandante delle forze navali, mentre il ministro delle Finanze di Tel Aviv, Bezalel Smotrich, ha reso noto l’interruzione dei fondi all’Autorità Palestinese a causa del suo «sostegno» all’attacco del 7 ottobre.

I carri armati di Tel Aviv accerchiano Gaza City, Striscia tagliata a metà. Gli aggiornamenti sulla guerra Israele-Hamas
La disperazione di un’abitante di Gaza City (Ansa).

Liberata una soldatessa israeliana

Una soldatessa israeliana rapita lo scorso 7 ottobre è stata liberata dall’esercito israeliano con un’operazione terrestre. Secondo il portavoce militare e lo Shin Bet, si chiama Ori Magidish ed è in condizioni mediche buone. È già stata messa in contatto con la famiglia. «L’esercito e lo Shin Bet» – hanno aggiunto – «faranno ogni sforzo per liberare anche altri ostaggi». La soldatessa era una delle vedette messa a guardia del kibbutz di Nahal Oz.

Il video delle tre donne ostaggio diffuso da Hamas: le accuse a Netanyahu

Hamas ha diffuso un video di tre donne prese in ostaggio a Gaza. Nel filmato, le prigioniere puntano il dito contro Netanyahu. Così una delle tre: «Ti sei impegnato a liberare tutti, invece noi paghiamo il fallimento politico, di sicurezza, militare e dello stato per il tuo disastro del 7 ottobre. Non c’era l’esercito, non c’era nessuno e nessuno ci ha protetto il 7 ottobre, non c’è l’esercito e noi cittadini che paghiamo le tasse ci troviamo prigionieri in condizioni impossibili». E poi: «Ieri c’è stata una conferenza stampa e doveva esserci un cessate il fuoco. Ma non è stato così, noi siamo ancora qui sotto le bombe». Un’altra, sempre rivolgendosi a Netanyahu: «Tu ci uccidi, tu vuoi ucciderci tutti, non ci hai abbastanza massacrato? Non sono morti abbastanza cittadini israeliani? Liberaci adesso, libera i loro cittadini, libera i loro detenuti». Le tv israeliane hanno scelto di non trasmettere il videomessaggio. Questa la risposta di Netanyahu: «Mi rivolgo a Yelena Tropanov, Danielle Alloni e Rimon Kirscht, che sono state rapite da Hamas-Isis in quello che è un crimine di guerra: io vi abbraccio, il nostro cuore è con voi». Il premier di Israele ha poi definito il video una «crudele propaganda psicologica».

 

Il dossier dell’allora ministro della Difesa israeliano: attentato terroristico previsto già nel 2016

Il quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth ha pubblicato parti di un documento di 11 pagine con cui, nel 2016, l’allora ministro della Difesa Avigdor Liberman aveva lanciato un allarme riguardante un piano di assalto palestinese, che prevedeva di sfondare il confine di Gaza, invadere le comunità nel sud di Israele, massacrare gli abitanti e prendere ostaggi. Il primo ministro Netanyahu avrebbe sottovalutato l’avvertimento, ritenendo improbabile lo scenario. Il New York Times scrive inoltre che lo Shin Bet aveva smesso di intercettare le radio portatili dei militanti di Hamas nel 2022, perché l’operazione era vista come «uno spreco di energie».

I carri armati di Tel Aviv accerchiano Gaza City, Striscia tagliata a metà. Gli aggiornamenti sulla guerra Israele-Hamas
Benjamin Netanyahu (Ansa).

Shani Louk è morta: l’annuncio del presidente israeliano Herzog

La polizia israeliana ha annunciato di aver identificato i corpi di 1135 israeliani uccisi dall’inizio dell’attacco di Hamas. Tra le vittime Shani Louk, la 22enne tedesca-israeliana rapita al rave. La giovane è stata decapitata. «È stato trovato il suo cranio. Ciò significa che questi animali barbari e sadici le hanno tagliato la testa mentre attaccavano, torturavano e uccidevano», ha dichiarato il presidente israeliano Isaac Herzog.

Tensione a Gerusalemme Est: gravemente ferita una Guardia di frontiera

A Sheikh Jarrah, villaggio palestinese situato sul lato orientale di Gerusalemme, un uomo ha aggredito un agente della Guardia di frontiera, ferendolo in modo grave. L’assalitore si è dato la fuga, ma la polizia lo ha raggiunto e poi ucciso. A Nablus, tra le città più grandi della Cisgiordania, la polizia militare israeliana ha invece arrestato un soldato dell’Idf sospettato di aver sparato a un palestinese che stava raccogliendo olive.

I carri armati di Tel Aviv accerchiano Gaza City, Striscia tagliata a metà. Gli aggiornamenti sulla guerra Israele-Hamas
Bombe israeliane su Gaza (Ansa).

Qatar: «I leader di Hamas ospitati su richiesta degli Stati Uniti»

Meshal bin Hamad Al Thani, ambasciatore del Qatar negli Stati Uniti, ha rivelato che sarebbero stati gli Usa a chiedere nel 2012 all’emirato di ospitare sul suo territorio i leader di Hamas. Si tratta di una risposta a Israele, che ha accusato il Qatar di foraggiare l’organizzazione terroristica palestinese. L’ambasciatore ha spiegato che tutti i fondi trasferiti dall’emirato alla Striscia di Gaza sono stati consegnati «in pieno coordinamento con Israele, gli Stati Uniti e le agenzie delle Nazioni Unite come il Programma alimentare mondiale e il Coordinatore speciale per il processo di pace in Medio Oriente».

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