Come la condivisione ha cambiato il nostro modo di muoverci

Come la condivisione ha cambiato il nostro modo di muoverci

31 Gennaio 2019 11.15
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Per osservare gli ultimi sviluppi della sharing mobility bisogna andare a Milano. La capitale finanziaria d'Italia vanta infatti anche un altro primato nel paese, oltre a quello economico: è stata la prima grande città nel 2001 a offrire ai suoi abitanti questa tipologia di servizi. Sono passati 18 anni e pur essendo un fenomeno esploso in ritardo, oggi lungo la Penisola si contano ben 357 servizi di sharing mobility, 278 comuni (grandi e piccoli) con almeno un servizio, 47.700 veicoli in condivisione, 18 milioni di potenziali utenti, 2,5 milioni di utenti nel carpooling extraurbano, 500 scooter, 39.500 biciclette e 7.679 auto in condivisione. I dati sono dell'Osservatorio Nazionale Sharing Mobility, lanciato nel settembre 2015 e promosso dai ministeri dell'Ambiente, delle Infrastrutture e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

CHI SONO GLI UTENTI DEI SERVIZI DI TRASPORTO CONDIVISI

L'impatto della sharing mobility sullo stile di vita e sull'ambiente è di non poco conto: l'Osservatorio, ad esempio, calcola che l'adozione del car sharing induce una riduzione dell'uso dell'auto privata in un valore compreso tra il 16% e il 20%. Gli utenti della sharing mobility, inoltre, secondo un recente studio di Legambiente, risultano essere anche i cittadini più multi-modali di tutti: utilizzano durante la settimana in media altri 5 mezzi (oltre ai servizi di sharing) rispetto a una media in Italia di 2,6 mezzi. “In un paese con 38 milioni di auto private, neanche 100 mila autobus e 6 mila auto in car sharing, la notizia è la crescita della sharing mobility” spiega Andrea Poggio di Legambiente, curatore di Green Mobility, il volume-report annuale dell'associazione e dedicato alle nuove forme di trasporto sostenibili dal punto di vista ambientale.

PIÙ SPAZIO NELLE CITTÀ E MENO INQUINAMENTO

In Italia, infatti, circa un terzo delle emissioni totali di tali gas proviene dai trasporti. La nuova mobilità potrebbe permettere di ridurre drasticamente il numero totale di veicoli in circolazione, e quindi l'inquinamento atmosferico, e di liberare vaste aree di città, per esempio gli spazi di parcheggio, che potrebbero essere destinati ad altri usi. A Brema, in Germania, ad esempio, gli oltre 3.000 utenti di car sharing hanno garantito una riduzione delle emissioni di CO2 nell’ordine di 2.000 tonnellate annua, mentre a Milano nel 2017, grazie alle auto condivise di DriveNow, il car sharing composto da 500 vetture Bmw e Mini, sono state risparmiate complessivamente 540 tonnellate di CO2, pari a quanto avrebbero assorbito nello stesso arco di tempo circa 35 mila alberi.

FREE FLOATING E APP HANNO CAMBIATO IL MERCATO

Ma la prima a portare nel capoluogo lombardo il car sharing è stata Car2Go (utilizza Smart, presenti a Milano, Roma, Torino e Firenze). Lo ha fatto in modo innovativo, grazie all’introduzione del free floating, ossia nel fatto che non ci fossero punti di sosta convenzionati: le auto si parcheggiano per la strada, esattamente come si fa con la propria vettura, anticipando così una regola che diventa dogma per il futuro del settore.: A seguire è arrivato Enjoy (le Fiat500 rosse presenti a Milano, Roma, Torino, Bologna, Firenze e Catania), il servizio messo in campo da Eni in partnership con Trenitalia e Fiat. L'innovazione, in questo, caso è stata quella di superare le smartcard utilizzate nei servizi di carsharing e di fare tutto tramite app e smartphone, con il quale è possibile prenotare l'auto e ritirarla. Enjoy consente anche utilizzare la modalità "sosta", mantenendo l'auto così prenotata a costo ridotto per piccole pause durante il tragitto. Share Ngo ha puntato invece sulle auto elettriche. È attivo a Roma, Milano, Firenze e Modena.

DALLE QUATTRO RUOTE ALLE BICICLETTE E SCOOTER

Per spostarsi in pochi minuti, senza inquinare, sulle due ruote ci si può affidare al bike sharing. A Milano è presente Bikemi (di Atm) o le cinesi Mobike (presente anche a Firenze, Torino, Bergamo, Mantova, Pesaro, Reggio Emilia, Bologna). Le bici Ofo, sempre cinesi, sono presenti invece solo a Milano e Varese. Funzionano grazie ad apposite app con cui è possibile prenotare la bici e passarla a prendere entro una manciata di minuti oppure sbloccare una bici che si trova per strada. Chi preferisce il motorino, infine, può optare per lo scooter sharing. I servizi operativi in Italia sono pochi e si concentrano nelle grandi aree metropolitane di Roma, Milano e Torino. Ricordiamo la spagnola E.Cooltra (presente a Roma e Milano), Mimoto (a Milano e Torino), Govolt e Cityscoot (Milano), mentre a Roma si segnalano alcune start up locali quali Scuter, e 2Hire Sharing.

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