Casa Bianca, aria fresca

Redazione
24/12/2010

di Giuliano Di Caro Il Reorganization plan, il piano di riorganizzazione, come lo chiamano alla Casa Bianca, aveva mosso i...

Casa Bianca, aria fresca

di Giuliano Di Caro

Il Reorganization plan, il piano di riorganizzazione, come lo chiamano alla Casa Bianca, aveva mosso i suoi primi passi in tempi non sospetti, ossia prima delle midterm del 2 novembre (leggi la notizia della nomina di McDonoug). Ed è divenuto quantomai indispensabile dopo la vittoria dei repubblicani nelle elezioni di medio termine, che hanno messo fine a quattro anni di dominio democratico al Congresso (leggi l’articolo sulle ultime vittorie di Barack Obama).

«Forze fresche per la seconda metà del mandato»

Sotto Natale il presidente Barack Obama ha ufficialmente avviato una riorganizzazione interna alla sua amministrazione. «Sono stati due anni di lavoro molto intensi. Servono forze nuove e sguardi freschi per affrontare la seconda metà del mandato» ha spiegato David Axelrod, senior advisor del presidente e uomo chiave del gabinetto politico di Obama, in uscita dalla Casa Bianca a gennaio. «Non sarà uno stravolgimento, ma la squadra verrà rinnovata in maniera significativa. Credo sia auspicabile e utilissimo per affrontare il futuro prossimo».
IL FEDELISSIMO. Il volto nuovo è  David Plouffe, giovane direttore della campagna elettorale di Obama del 2008. Negli ultimi due anni Plouffe è stato tra i più stretti consiglieri del presidente, ma ha prestato la sua opera senza avere un ruolo ufficiale all’interno dell’amministrazione. A gennaio rimpiazzerà proprio Axelrod nel ruolo di chief political adviser: avrà ampio margine di manovra e la fiducia assoluta del presidente.
La mossa è rivelatoria della strategia di Obama: per la seconda parte del suo mandato, cioè quella che lo condurrà alle urne per le presidenziali del 2012 in cerca della rielezione, il presidente ha deciso di affidarsi a un fedelissimo, un pretoriano specializzato proprio nelle battaglie elettorali.
Lascia il suo posto di capo ufficio stampa della Casa Bianca anche Robert Gibbs. Lontano dallo Studio Ovale farà il mastino da dibattito televisivo e mediatico, a difesa dell’operato di Obama e della sua squadra di governo.

Sull’economia si gioca la rielezione di Barack

Cambi al vertice anche sul fronte economico, quello in cui Obama si gioca buona parte delle sue possibilità di rielezione. Il presidente nominerà un nuovo direttore del National economic council, organo cruciale dello staff presidenziale. Creato nel 1993, ha il compito di supportare gli inquilini della Casa Bianca sui temi della politica economica globale.
UNA POLTRONA PER DUE. Il posto chiave per la ripresa economica stelle e strisce se lo giocano in due, Gene Sperling e Roger Altman. Entrambi hanno ricoperto ruoli di primo piano durante la presidenza di Bill Clinton, il grande saggio dei democratici con cui il presidente Obama ha recentemente avuto un lungo colloquio privato. Sperling è già stato al timone del Council, mentre Altman proviene da una banca di investimenti di Wall Street.
NUOVI EQUILIBRI. I democratici stanno dunque chiamando alle armi tutte le proprie risorse e gli ufficiali di alto grado, di vecchia e nuova generazione, per affrontare i prossimi due anni di crisi economica e tasso di disoccupazione record (intorno al 10%). Servono scafati plenipotenziari per navigare nel mare delle politica statunitense, i cui equilibri, e di conseguenza anche gli scenari da affrontare, sono mutati drasticamente. Il giorno clou del nuovo corso sarà il 5 gennaio, quando la nuova maggioranza repubblicana si insedierà e prenderà il controllo della Camera dei deputati.