Gli abitanti di Casal Bruciato inneggiano a Mussolini contro i rom

Gli abitanti di Casal Bruciato inneggiano a Mussolini contro i rom

Continuano le proteste alla periferia di Roma per la casa popolare assegnata a una famiglia di nomadi: «Li vogliamo vedere impiccati». «Ti stupro», grida un uomo all'indirizzo di una madre con la figlia.

07 Maggio 2019 10.52

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Continua il presidio degli abitanti di Casal Bruciato, alla periferia di Roma, contro l'assegnazione di una casa popolare a un nucleo di 14 nomadi. Alcune decine di residenti di via Sebastiano Satta sono scese in strada, assieme a militanti di Casapound, per protestare contro l'ingresso dei nomadi nell'abitazione, in un'escalation vergognosa di minacce, insulti, urla e frasi raccapriccianti.

MINACCE E INSULTI AL PASSAGGIO DELLE FAMIGLIE

«Ti stupro», ha gridato uomo al passaggio di una madre e una bambina che rientravano nella palazzina scortate dalle forze dell'ordine in tenuta antisommossa. Al loro arrivo si è creato un vero e proprio parapiglia con insulti all'indirizzo dei nomadi da parte degli abitanti. Davanti al palazzo sono comparsi alcuni manifestati dei movimenti sventolando bandiere dell'Asia Usb. «Siete nemici del popolo ,vergogna», hanno urlato al loro indirizzo militanti di CasaPound e alcuni abitanti. «Violentatori, ridicoli» hanno risposto gli altri. Al centro dei due gruppi due cordoni delle forze dell'ordine. «Stamattina i nomadi hanno lasciato in macchina il palazzo», ha spiegato un abitante, «non sappiamo se per ultimare le pratiche o, al contrario, se hanno deciso di rinunciare all'alloggio popolare. Noi qui non li vogliamo». La famiglia di nomadi a cui è stato assegnato un alloggio popolare a Roma in via Satta ha dichiarato di aver intenzione di rimanere nella casa popolare in questione. Alcune donne si sono messe davanti al portone per impedire ai nomadi di rincasare.

«IMPICCATELI, RIVOGLIAMO MUSSOLINI»

«Li vogliamo vedere tutti impiccati, bruciati»: a dirlo alcune donne radunate nel cortile condominiale di via Satta. «A mio nipote quando aveva 11 anni gli hanno puntato un coltello alla gola per rubargli un euro», ha raccontato una residente. «Richiamiamo Mussolini che è morto?», ha detto un'altra ironicamente. «Magari», hanno risposto altri in coro. «Ma perché non se li porta a casa lei?» e «Guardate in faccia la gente e rendetevi conto di come vive»: a dirlo sono stati altri cittadini di Casal Bruciato a Roberta Della Casa, presidente del IV Municipio, arrivata in via Satta. «Questi che reddito hanno? Pagano l'affitto?», ha detto un abitante.

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