Proteste a Casal Bruciato contro le case popolari a chi è di etnia rom

Proteste a Casal Bruciato contro le case popolari a chi è di etnia rom

08 Aprile 2019 11.21
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«Noi gli zingari qui non li vogliamo, quella casa deve andare a un italiano». Alcuni abitanti di Casal Bruciato, borgata del Municipio Roma IV, sono scesi in strada per protestare contro l'assegnazione di una casa popolare a cittadini di etnia rom. «Quella casa ora l'ha occupata una ragazza con un bimbo di sei mesi che dormiva in macchina. Meglio un'italiana che i rom, ci deve stare lei. I rom non devono tornare o blocchiamo tutto», hanno detto i manifestanti.

CASAPOUND CAVALCA IL MALCONTENTO

Gli animi si sono accesi quando si è saputo che la ragazza che aveva occupato l'appartamento sarebbe stata invitata a uscire perché abusiva. Sul posto sono arrivati anche i sedicenti fascisti del terzo millennio di Casapound: «Dopo Torre Maura anche qui c'è la percezione che ci sia una discriminazione nei confronti degli italiani. Siamo qui per dare sostegno alla ragazza italiana con un bimbo piccolo», ha detto Davide Di Stefano parlando al megafono, «siamo qui a dare sostegno alle fasce più deboli, siamo venuti a difendere gli italiani. Prima gli italiani!». Lo stesso slogan usato dalla Lega di Matteo Salvini.

LA FAMIGLIA REGOLARMENTE IN GRADUATORIA

Dopo le proteste, la famiglia di etnia rom assegnataria con pieno diritto della casa popolare a Casal Bruciato potrebbe essere costretta a rinunciare all'appartamento. La presidente del Municipio Roma IV, Roberta della Casa, lo ha detto ai cittadini scesi in strada: «Dopo essere stati accolti in questo modo immagino non siano propensi a rientrare, ora vediamo. Valutiamo se c'è un'alternativa. Si tratta di una famiglia di cinque persone che aveva i requisiti ed era in graduatoria». Gli abitanti della borgata hanno risposto urlando: «Fateci vedere queste graduatorie! Ci sono italiani che dormono in macchina! La sindaca delle periferie dov'è oggi? Noi qui non ce li vogliamo, buffona! Andate a casa!».

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