Pagava un pastore bengalese 1,80 euro l’ora: arrestato pregiudicato nel Barese

L'uomo viveva in un container e si lavava nel pozzo usato per abbeverare gli animali. Ai domiciliari è finito un 46enne di Casamassima.

17 Agosto 2019 19.16
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Lavorava dall’alba al tramonto in cambio di 1,80 euro l’ora. Al mattino prelevava le pecore, le mungeva e le portava al pascolo. Al tramonto ritornava alla masseria con il gregge, mungeva nuovamente gli animali, puliva l’ovile e rientrava a casa, a pochi passi di distanza. Dove per casa si intende un container in pessime condizioni igieniche (come ha certificato la Asl), costruito assemblando le cabine di un camion. La cucina altro non era che un fornello alimentato da una bombola di gas, mentre per i servizi igienici il giovane si serviva di un pozzo, lo stesso utilizzato dagli animali per abbeverarsi.

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IL DATORE DI LAVORO AGLI ARRESTI DOMICILIARI

La vittima è un 24enne bengalese. Il presunto sfruttatore un pregiudicato 46enne del luogo, titolare di una impresa agricola e di allevamento di ovini a Casamassima (Bari), finito agli arresti domiciliari per sfruttamento del lavoro e favoreggiamento all’immigrazione clandestina. I carabinieri gli contestano anche l’impiego di lavoratori in nero e il divieto di assunzione di lavoratori privi di permesso di soggiorno. Al pregiudicato sono state elevate sanzioni amministrative e ammende per quasi 60 mila euro ed è stata disposta la sospensione dell’attività produttiva. I militari hanno accertato che il datore di lavoro aveva imposto le sue volontà, rifiutando qualsiasi aumento di stipendio e approfittando dello stato di difficoltà della vittima, costretta ad accettare qualsiasi condizione pur di inviare quanto guadagnato a moglie e figli rimasti nel Paese di origine.

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20 EURO AL GIORNO, SENZA RIPOSO E TUTELE

Inoltre il pastore, che lavorava 11 ore al giorno in cambio di circa 20 euro, aveva un arretrato di stipendio di due mesi, quasi 1.200 euro. Al bengalese, privo di permesso di soggiorno e senza fissa dimora, non era mai stato riconosciuto il diritto del riposo e delle ferie e veniva impiegato senza aver mai conseguito la minima formazione sui rischi per la salute e sicurezza, né era stato sottoposto a visita medica per accertare le sue condizioni di salute in relazione al lavoro svolto. I controlli sono stati compiuti dalla task force dei carabinieri che stanno setacciando le campagne per contrastare qualsiasi forma di caporalato e di sfruttamento di lavoro. Le ispezioni continueranno nei prossimi giorni in altre masserie e aziende agricole.

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