Chi c'è dietro Altaforte, la casa editrice fascista al Salone del libro

Chi c’è dietro Altaforte, la casa editrice fascista al Salone del libro

Il direttore secondo cui «l'antifascismo è il vero male di questo Paese». Gli autori che scrivono di business dell'accoglienza, manipolazioni di massa, antifemminismo. Radiografia di una realtà nostalgica.

06 Maggio 2019 16.23

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Si chiama Altaforte ed è la casa editrice considerata vicino a CasaPound. Per aver ottenuto uno stand al Salone del Libro 2019 di Torino ha provocato le dimissioni di Christian Raimo dal gruppo dei consulenti e il ritiro dalla manifestazione del collettivo di scrittori Wu Ming, dello storico e saggista Carlo Ginzburg e di Zerocalcare, tra gli altri.

Sono fascista, sì. Lo dico senza problemi. Mussolini è stato sicuramente il miglior statista italiano

Direttore di Altaforte è Francesco Polacchi. «Sono un militante di CasaPound, anzi il coordinatore regionale della Lombardia. E sono fascista, sì. Lo dico senza problemi», si è presentato a La Zanzara. Secondo lui «Benito Mussolini è stato sicuramente il miglior statista italiano» perché «ha ricostruito una nazione che era uscita perdente e disastrata dalla Prima guerra mondiale». Difende la dittatura spiegando che «a volte servono le maniere forti».

«VOGLIONO VENIRE A TORINO A TIRARCI LE MOLOTOV»

Poi all'Ansa ha sparato ancora più in alto: «L'antifascismo è il vero male di questo Paese. Eravamo pronti alle polemiche, ma non a questo livello allucinante di cattiverie. C'è addirittura chi sui social ha scritto che verrà a Torino per tirarci le molotov… Noi ci saremo perché ora è anche una questione di principio».

L'ULTIMO DISCUSSO LIBRO È LA BIOGRAFIA DI SALVINI

«La mia casa editrice è una casa editrice sovranista», ha anche spiegato. «Sull'immigrazione ha fatto benissimo Matteo Salvini. E anche sui Rom. Ci sono poi delle sfumature diverse, però tutto sommato Salvini è uno che parla chiaro e tutto sommato mantiene le cose». Infatti l'ultimo suo libro edito è proprio Io sono Matteo Salvini, intervista allo specchio, a cura di Chiara Giannini, che tra gli autori esibiti in primo piano nel sito è la numero quattro. Classe 1974, inviata di guerra, scrive per il Giornale e per molte riviste specializzate in Forze armate e Difesa. Dalla sua bio: «Esperta in terrorismo e migrazioni, ha curato servizi e reportage da Afghanistan, dove è stata numerose volte, Libano, Tunisia, confine libico. Si è occupata di casi internazionali, come quello della nave Enrica Lexie e dei fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone».

L'AMICO DI CHARLIE HEBDO VICEDIRETTORE DE LA VERITÀ

Il numero uno tra gli autori è stato un amico dei giornalisti di Charlie Hebdo uccisi dai jihadisti: Francesco Borgonovo. Oggi vicedirettore de La Verità, autore Rai e La7, ha pubblicato libri con Bompiani, Bietti, Sperling & Kupfer e Lindau. Su Libero curò un supplemento satirico per il quale aveva avuto appunto la consulenza degli umoristi francesi assassinati, pur ammettendo una radicale diversità ideologica. Il suo ultimo libro per Altaforte è L'era delle streghe, un pamphlet antifemminista.

L'AUTRICE DI INFERNO SPA SUL BUSINESS DELL'ACCOGLIENZA

Poi c'è Francesca Totolo, «ricercatrice indipendente ed esperta in immigrazione e geopolitica, collaboratrice e autrice de Il Primato Nazionale e di diverse testate specializzate, italiane ed estere». Ha scritto Inferno Spa: «Prodotto di due anni di ricerca e analisi in merito al business dell’accoglienza, celato dai proclami dei sedicenti umanitari».

IL DIRETTORE DE IL PRIMATO NAZIONALE E L'EX AVVOCATO DI GELLI

Ilaria Bifarini è una laureata alla Bocconi che dopo aver scritto Neoliberismo e Manipolazione di massa. Storia di una bocconiana redenta firma ora I Coloni dell’Austerity Africa, neoliberismo e migrazioni di massa. Adriano Scianca, direttore del quotidiano online Il Primato Nazionale, firma La nazione fatidica. Elogio politico e metafisico dell'Italia. Infine Augusto Sinagra, dal 1965 al 1980 magistrato ordinario e poi dal 1980 al 2013 ordinario di diritto internazionale e diritto dell’Unione Europea a "La Sapienza” di Roma, è stato avvocato di Licio Gelli, oltre che di alcuni militari argentini accusati di crimini contro l’umanità compiuti sotto il regime militare di Jorge Videla e dello Stato turco al tempo della richiesta di estrazione di Ocalan. E il suo libro è appunto Ho difeso Licio Gelli.

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