Facebook ha sospeso i profili dei dirigenti di Casapound

Facebook ha sospeso i profili dei dirigenti di Casapound

09 Aprile 2019 16.03
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Casapound in crociata contro Facebook Italia. Il movimento neofascista ha denunciato la censura del social network reo a suo dire di avere «cancellato sistematicamente gli account personali dei maggiori esponenti di CasaPound Italia». La task force dei censori di Facebook avrebbe quindi colpito il movimento neofascista «a solo quattro giorni dall'annuncio che concorreremo alle elezioni europee del 26 maggio con una nostra lista presente in tutte le circoscrizioni elettorali». L'organizzazione di estrema destra ha riportato l'accaduto in un articolo pubblicato sul sito d'informazione del movimento, il Primato Nazionale, in cui ha spiegato che nel mirino di Facebook sarebbero finiti anche il presidente Gianluca Iannone e alcuni consiglieri comunali come Andrea Bonazza e Maurizio Ghizzi. Secondo Casapound, che come noto è un movimento neofascista, «l'aspetto certamente più grave, al di là di quello prettamente censorio», sarebbe «l'assenza di motivazioni alla base di queste mosse draconiane, oppure la totale pretestuosità delle stesse». Secondo CasaPound ci sarebbe «un disegno ben preciso che mira a cancellare le voci dissonanti rispetto alle narrazioni dominanti»

Mentre i profili pubblici sono ancora online, risultano inesistenti invece le pagine private di alcuni rappresentanti di spicco del movimento, compresi quelli di alcuni candidati, da Giorgio Ferretti (Ascoli Piceno) a Mario Eufemi (Nettuno). «Questi provvedimenti risultano ancora più inaccettabili perché in alcuni casi vanno ad inserirsi in campagne elettorali già attive – come ad esempio a Nettuno – e in altri casi colpisce consiglieri già eletti andando a ledere le libere scelte del corpo elettorale», è il reclamo dell'organizzazione. E proprio sul tema della censura, oggi il candidato di Fratelli d'Italia alle Europee, Caio Giulio Cesare Mussolini, ha annunciato di essere "tornato online", dopo alcuni giorni di sospensione, probabilmente a causa del cognome. «Facebook ha di fatto ammesso l'errore» dice annunciando un'azione legale nei confronti del social network «per discriminazione». È bene ricordare che oltre alle politiche proprie della piattaforma, secondo la legge italiana è sanzionabile «chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità» di riorganizzazione del disciolto partito fascista «oppure chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche».

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