Dopo Salvini alla destra resterà solo CasaPound

La sconfitta del capo della Lega, assai più vicina di quanto pensano analisti politici e sondaggisti, rischia di coincidere con il tracollo di tutta la fazione politica che vorrebbe rappresentare.

18 Luglio 2019 09.35
Like me!

Quando Silvio Berlusconi era sotto schiaffo per le note vicende giudiziarie, molti, anche del campo avverso, non seguirono il coro giustizialista. Adesso Matteo Salvini è appena all’inizio del suo calvario giudiziario e, tranne i suoi seguaci, che sono tanti, non trova una sola voce che si levi a suo favore o almeno sollevi il dubbio di innocenza.

È un errore perché finora Salvini non è sotto accusa e l’innocenza, quando non è provato il suo contrario, vale per tutti, anche per le persone che ci appaiono spregevoli.

L’UNICA QUALITÀ DI SALVINI È QUELLA DI DIVIDERE

Il dato su cui ragionare è, però, quello inziale. Berlusconi era un leader avvolgente pur al centro di una durissima campagna politica (del resto i suoi avversari furono bersagliati da lui in una campagna politica altrettanto dura), mentre Matteo Salvini è un leader respingente. Ora sono in tanti a votarlo (nei sondaggi!) ma dovrà riflettere sul fatto che oltre la metà degli italiani non lo sopporta e non lo stima.

Moltissimi italiani, anche di destra, sanno che la leadership di Salvini porterà gli italiani l’uno contro l’altro

La spiegazione di questo stato delle sue relazioni con una parte importante della pubblica opinione non va trovata solo nel suo linguaggio spesso ripugnante, nelle sue prese di posizione disumane, né nella guasconeria con cui tratta le cose del mondo. Il fatto è che lui è un leader divisivo, oltre la folla di quelli che lo seguono – oggi tanti domani chissà – non riesce ad andare. Moltissimi italiani, anche di destra, sanno che la leadership di Salvini porterà gli italiani l’uno contro l’altro.

DOPO IL CAPITANO LA DESTRA RISCHIA DI SCOMPARIRE

Le persone che gli stanno accanto dovrebbero rifletter sul fatto che le leadership hanno senso quando sono durevoli o danno l’idea di poterlo essere. Vincere una elezione e poi continuare a spaccare il Paese, a evocare mostri, a mettere gli uni contro gli altri, diventa un gioco insopportabile. Salvini ha solo questa qualità, ha solo questo talento: seminare zizzania, dare via libera a pensieri di odio, eccitare i poveri contro quelli più poveri. Il vittimismo dei giornali che lo appoggiano, sostanzialmente Libero e la Verità, e di alcuni editorialisti/e che lo ritraggono come eroe pugnace circondato da nemici feroci sta diventando stucchevole.

Matteo Salvini, vicepremier e ministro dell’Interno, con Luana Stefani, presidente dell’associazione Animal Welfare, durante la visita alla colonia felina del Verano, Roma, 17 luglio 2019 (foto di Riccardo Antimiani/Ansa)

Quando lo stesso vittimismo veniva recitato a sostegno di Berlusconi qualcosa questi signori e signore riuscivano a portare a casa. Con questo leader qui, nisba. Questo è il rischio mortale per la destra. Cioè il rischio che la sconfitta di Salvini, che per me è assai più vicina di quanto pensano analisti politici e sondaggisti, diventi la sconfitta campale di tutta la destra a cui resterà solo CasaPound avendo bruciato tutte le sue carte. E di tutto ciò dobbiamo ringraziare quelle menti geniali che hanno sostenuto i cinque stelle e hanno appoggiato il governo del cosiddetto cambiamento. Pensate un po’ che dicevano di essere di sinistra. «Te possino…» (cit. da Gabriella Ferri).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 1

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *