Case occupate, i numeri del fenomeno in Italia

Carlo Terzano
25/08/2017

Non solo Roma. Nel Paese ci sono 48 mila alloggi detenuti illegalmente. Specialmente da extracomunitari. A Milano ne viene preso uno ogni due giorni. Racket, danno economico, rischio per i privati: i dati.

Case occupate, i numeri del fenomeno in Italia

Il giorno dopo la guerriglia urbana di Roma, rimangono a terra i segni degli scontri tra gli occupanti e la polizia. Sull'asfalto e nelle aiuole giacciono gli stracci con i quali i disperati avevano provato a costruire delle tende di fortuna, le assi di legno brandite per difendersi dalle cariche, resti di cibo. Sembra una periferia degradata, invece è piazza Indipendenza, a 300 metri dalla centralissima stazione Termini e ad altrettanti dal ministero dell'Economia.

VERSO UN AUTUNNO CALDO? E mentre ci si indigna per le frasi pronunciate da un agente, ci si chiede quanti altri palazzi di via Curtatone esistano in tutta Italia, quante altre battaglie per la casa saranno inscenate in autunno, quanti altri feriti finiranno in ospedale.

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1. Sgombero organizzato in fretta: forse sull'onda della paura

L'ex sede romana di Federconsorzi e Ispra di via Curtatone era occupata dal 2013. Il piano per lo sgombero è scattato sabato 19 agosto 2017, a stretto giro dagli attentati di giovedì 17 a Barcellona e Cambrils.

AZIONE D'IMPULSO SENZA UN PIANO. Il prefetto della capitale, Paola Basilone, la definisce «operazione di cleaning», ma resta il dubbio che i fatti spagnoli abbiano spinto le autorità romane ad agire quasi di impulso, senza prima predisporre altre strutture di accoglienza e rischiando che l'intera azione di polizia si risolvesse in quei tafferugli ripresi dalle telecamere.

LÌ A ROMA VIVEVANO 800 PERSONE. Nell'enorme palazzo grigio, in una situazione di assoluto degrado, vivevano 800 persone (dimezzate nelle ultime settimane, ma 40 di loro dovrebbero trovare una nuova sistemazione), quasi tutte eritree e somale. La situazione andava avanti da così tanto tempo che molti si erano iscritti alle Asl e i bambini dello stabile frequentavano normalmente la scuola del quartiere.

COME MAI COSÌ ALL'IMPROVVISO? Perché l'ordine di sgombero è arrivato all'improvviso? Perché, di colpo, si è avvertita l'urgenza di ripristinare la legalità? Se le autorità temono che in posti simili possa annidarsi il germe jihadista, quanti altri palazzi di via Curtatone esistono in tutta Italia?

2. Emergenza non finita: nella Capitale 15 palazzi da liberare con urgenza

Per l'ex sindaco Gianni Alemanno «a Roma c'è una situazione insostenibile, una bomba sociale che rischia di esplodere in qualsiasi momento: ci sono troppi immigrati che nessuno sa dove mettere e che stanno diventando sempre più incontrollabili e aggressivi». Il prefetto oggi minimizza, ma ammette dalle pagine del Corriere che nella capitale ci sono altri 15 palazzi da sgomberare con altrettanta urgenza (parla infatti di una «top list 15») su di un totale di 100, nella medesima situazione.

PERICOLO DI "TERRE DI NESSUNO". Gli occupanti, per la prefettura, sarebbero 4 mila. Il prefetto chiosa: «Mi fa una certa impressione [parlare di numeri tanto grandi, ndr] perché quando ero a Torino di palazzi occupati ce n'era uno solo». In realtà la situazione è cambiata anche a Torino. E la sensazione è che ora i prefetti delle più grandi città italiane lottino contro il tempo per evitare che interi quartieri diventino territori di nessuno, in cui possano germinare l'odio per la società occidentale o addirittura il jihad, come è accaduto nelle banlieue parigine.

Torino, il palazzo autogestito dai migranti

È ora di cena e da ognuna delle cucine disposte sui tre piani del palazzo proviene un profumo diverso. Mustafa ha messo sul fuoco il tajine, come da tradizione marocchina.

3. Dati Federcasa: 48 mila alloggi detenuti illegalmente nel Paese

Pare impossibile, eppure non esiste un “catasto delle abitazioni occupate”. Molte infatti appartengono all'edilizia pubblica, una minima parte sono invece di privati, e questo ha reso più difficile censirle. Ci si deve affidare ai singoli dati nelle mani dei vari enti.

L'81% PRESO CON LA FORZA. Nel 2016 Federcasa, in collaborazione con Vpsitex e Nomisma, ha promosso un’analisi sul tema delle occupazioni abusive delle case popolari in Italia: gli alloggi dell'Erp (Edilizia residenziale pubblica) occupati sono circa 48 mila, su di un totale di oltre 750 mila. Il 6,4% delle abitazioni gestite dagli Enti associati a Federcasa. Di queste 48 mila, 40 mila (l'81%) sarebbero state occupate con la forza, mentre 9 mila sarebbero detenute da soggetti cui è venuto meno il titolo (scadenza del contratto).

FENOMENO CRESCIUTO DEL 20,9%. Secondo i dati, il fenomeno è progressivamente aumentato negli ultimi anni: +20,9% tra il 2004 e il 2013. Le aree maggiormente interessate sono il Mezzogiorno (53,4%) e il Centro Italia (36,5%).

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4. Milano ha un problema: occupato un appartamento ogni due giorni

Dopo l'emergenza del 2014, sembrava terminato il periodo degli sgomberi a Milano. Invece le occupazioni hanno ripreso ad aumentare. Secondo i dati di giugno, sono circa 3.500 gli appartamenti detenuti in modo illegale, su di un totale di 38 mila che fanno capo ad Aler. L'emergenza si è spostata dal quartiere Giambellino – che resta, assieme a Corvetto e Lorenteggio, uno dei fronti caldi – a San Siro.

TAM TAM FRA COMUNITÀ STRANIERE. Una omologa milanese della palazzina romana di via Curtatone si trova in via Civitali, a due passi dallo Stadio Meazza. Aler denuncia che è occupata quasi per intero da egiziani: una coincidenza un po' strana per non destare qualche sospetto, che rivela il tam tam tra le varie comunità, sopratutto nordafricane, che avviene quando si individua un possibile alloggio.

IL DANNO DEGLI AFFITTI NON PAGATI. Il danno economico è enorme: la sola morosità (ammontare degli affitti non pagati) nel quartiere di San Siro supera i 14 milioni di euro. A fine 2015 gli immobili occupati erano 3.010; a fine 2016 3.263: questo vuol dire che a Milano l'occupazione selvaggia procede al ritmo di oltre un appartamento ogni due giorni.

5. Ad agire sono soprattutto extracomunitari: un giro di bande criminali

Il 5 giugno 2017, durante una commissione consiliare congiunta Casa e Periferie, il presidente di Aler, Angelo Sala, ha spiegato: «Ad agire sono bande criminali, agenzie immobiliari gestite dal racket che fanno arrivare gente dall'estero perché a Milano troveranno la casa». Rispetto a qualche anno fa, si è infatti invertita la tendenza: «Oggi non c'è più l'occupazione d'urgenza dell'italiano, ma è un'occupazione degli immigrati, e difatti le richieste regolari per entrare in graduatoria da parte degli stranieri diminuiscono».

PRESO L'EX VILLAGGIO OLIMPICO. A Torino, dopo gli sgomberi dell'ex quartiere operaio Falchera, resta aperta la questione dell'ex villaggio olimpico, che versa in una situazione di totale abbandono ed è occupato da circa un migliaio di persone. Le quattro palazzine, che un tempo ospitavano atleti di tutto il mondo, sono detenute da 4 anni da extracomunitari, molti dei quali in Italia regolarmente.

SCELTA LA VIA DELL'INTEGRAZIONE. Nel 2017 sono state attaccate da un gruppo di ultras. Per evitare ciò che è successo a Roma, prima di procedere con lo sgombero, l’amministrazione ha scelto la via dell'integrazione: contratti di lavoro nei cantieri navali di Fincantieri in Liguria, Veneto e Friuli per chi collaborerà. Molti hanno già aderito e stanno lavorando.

6. Racket che fa gola alla mafia: "mediatori" e liste di inquilini

Visti i numeri, sarebbe sbagliato credere che chi occupa lo faccia con le sue sole forze e gratuitamente. Negli anni si è infatti sviluppato un racket che fornisce un servizio completo: forzare le porte, montare nuove serrature e provvedere agli allacci abusivi nel caso vengano disattivate le utenze. Si fanno chiamare “mediatori” e, come gli enti per l'edilizia popolare, stilano una lista di possibili inquilini.

PRIMA I PIÙ RICATTABILI. Come per gli enti che operano alla luce del sole, danno la precedenza ai più bisognosi: extracomunitari, famiglie con bambini o anziani disabili. Non per carità cristiana, ma perché si tratta di soggetti più facilmente ricattabili e le loro condizioni sono utili a rallentare la giustizia civile.

7. Può succedere anche ai privati: cosa fare in questi casi?

Il racket delle occupazioni non si ferma davanti a niente e da tempo ha preso di mira anche gli alloggi dei privati. Come difendersi dunque da una occupazione abusiva? A rispondere è l'avvocato Andrea Brunelli, del Foro di Genova: «Se al ritorno dalle ferie trovate la vostra abitazione occupata da sconosciuti è sconsigliabile risolvere la questione con la forza. Il rischio è una denuncia per esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose (art. 392 c.p.) o sulle persone (art. 393)».

«AZIONARE UN GIUDIZIO CIVILE». Quindi come comportarsi? «La strada maestra è quella di azionare un giudizio civile, chiedendo al giudice di tutelare il nostro “possesso” dell’immobile occupato con un’azione possessoria, più rapida della causa civile ordinaria. Il magistrato valuterà se l’immobile è nel legittimo possesso del ricorrente e ordinerà agli abusivi di lasciare l’edificio, disponendo l’uso della forza pubblica per procedere allo sgombero».

UNA BEFFA PER IL DANNEGGIATO. Quanto tempo occorre prima di rientrare in possesso dell'immobile? «Purtroppo le tempistiche, che variano da tribunale a tribunale a seconda del carico di lavoro da smaltire, e i costi – che verosimilmente rimarranno in capo a chi ha ragione, in quanto l’abusivo difficilmente avrà beni aggredibili – fanno sembrare tutto questo procedimento come una “beffa” per il danneggiato. Si può allora aggiungere anche una denuncia penale per “invasione di terreni o edifici” (art. 633 c.p.) e cercare almeno la soddisfazione, quasi esclusivamente di principio, di veder condannato penalmente l’abusivo».