I casi di morbillo in Italia e nel mondo nel 2018

I casi di morbillo in Italia e nel mondo nel 2018

16 Dicembre 2018 08.00
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Lo scorso novembre il ministero della Salute polacco ha rivolto un accorato appello alla popolazione a vaccinarsi contro il morbillo. L'allarme è scattato dopo che 17 persone si erano ammalate a Varsavia, contagiate dai figli più piccoli che non erano stati vaccinati. L'appello delle autorità è arrivato negli stessi giorni in cui l'Organizzazione mondiale della sanità aveva lanciato ancora una volta l'allarme per decine di migliaia di casi di morbillo in tutta Europa.

IN ITALIA 2.295 CASI NEL 2018

L'aspetto paradossale è che i numeri della Polonia non sono quelli di un'epidemia. A ben vedere i Paesi che dovrebbero preoccuparsi sono altri, Italia in testa. Secondo i dati pubblicati nel bollettino mensile dell'Istituto Superiore di Sanità, nel nostro paese tra il primo gennaio e il 30 settembre 2018, sono stati registrati 2.295 casi di morbillo (44 solo a settembre). Da settembre 2017 ad agosto 2018, ha rilevato l'European Centre for Disease Prevention and Control, in Italia si sono verificati 2.718 contagi, cifre molto lontane dai 116 casi registrati in Polonia.

IL 91% DEI CONTAGIATI ITALIANI NON ERA VACCINATO

Sempre secondo il bollettino dell'ISS l'età media dei contagiati è di circa 25 anni, 440 casi (il 19,2% del totale) hanno riguardato bimbi con meno di cinque anni e 143 bambini con meno di un anno. Cento episodi hanno invece colpito operatori dei servizi sanitari. Nei primi nove mesi dell'anno sono stati anche registrati due decessi, a Trieste e nelle Marche. I contagi sono stati più o meno equivalenti tra uomini (52,7%) e donne (47,3%). Il dato che però può preoccupa è quello che riguarda la tipologia di persone colpite. Il 91,1% dei casi per cui è noto lo stato vaccinale era non-vaccinato, il 5,6% aveva effettuato una sola dose, l’1,4% aveva ricevuto due dosi e il 1,9% non ricorda il numero di dosi. L'altro elemento forse più inquietante è che tra i 100 operatori sanitari 83 non erano vaccinati.

MAGLIA NERA ALLA SICILIA: OLTRE 1.000 CASI IN NOVE MESI

In generale l'incidenza dei contagi è stata di 50,6 casi per milione di abitanti. A eccezione del Molise, tutte le regioni hanno segnalato episodi, ma l'88,2% dei casi si è concentrato solo in sette regioni. A livello territoriale la situazione più difficile è sicuramente quella della Sicilia. In nove mesi i casi registrati sono stati 1.117, il 48,6% del totale. Male anche Lazio (235), Campania (181), Calabria (177), Lombardia (149), Emilia-Romagna (89) e Toscana (76). Se consideriamo il rapporto con la poloazione l'incidenza più elevata spetta ancora alla Sicilia (296 casi per milione di abitanti), seguita dalla Calabria, con 120 casi per milione di abitanti.

I PICCHI DEL 2017 E 2018

Se si allarga lo spettro e si considerano gli ultimi anni, emerge chiaramente un dato: dall'inizio del 2013 i casi registrati sono stati oltre 12 mila, di quesi il 60% è concentrato tra il 2017 e 2018. In dettaglio nei due anni se ne sono contati 7.697. Un picco dopo la diminuzione del 2015 e del 2016.

IN UE MAGLIA NERA A ROMANIA, FRANCIA E GRECIA

Questi numeri diventano preoccupanti se confrontati con quello che succede al di là dei nostri confini. Stando ai dati dell'European Centre for Disease Prevention and Control peggio di noi hanno fatto solo Romania (5.088), Francia (2.702) e Grecia (2.289). Macabra posizione anche nella graduatoria dei decessi. Fuori dalla cornice Ue scenari apocalittici per l'Ucraina con oltre 31 mila casi e 14 morti e la Serbia con 5.741 espisodi e 15 decessi.

IL RECORD NEGATIVO DELL'INDIA

Allargando ancora di più lo sguardo e andando a vedere fuori dall'Europa la situazione non migliora. Secondo i dati dell'Oms la maglia nera spetta all'India. Nel 2018 i contagi individuati sono stati oltre 48 mila. Mentre in altri Paesi molto popolosi come Usa, Brasile e Russia i contagi sono stati relativamente pochi, rispettivamente 137, 1.735 e 3.313. Nel rapporto di valutazione 2018 sul Piano d'azione globale sui vaccini, l'Oms ha scritto che l'eliminazione della malattia è fortemente minacciata con contagi in aumento in tutto il mondo, per una media di 19 a 25 casi per milione di persone.

L'ALLARME USA PER I VIAGGIATORI VERSO L'ITALIA

L'emergenza morbillo è diventata anche un caso diplomatico, soprattutto con l'America. In agosto il Messico aveva puntato il dito proprio contro l'Italia per una serie di casi registrati all'interno dell'ambasciata italiana a Città del Messico. All'inizio di novembre invece i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie degli Stati Uniti avevano messo in guardia i cittadini in caso di viaggi in Europa, in particolare in Italia. In una nota, l'agenzia governativa aveva informato che Inghilterra, Italia, Grecia, Francia, Romania, Serbia e Ucraina erano sotto osservazione, sia pure di livello 1, per quanto riguardava i rischi di contrarre la malattia infettiva. Gli esperti raccomandavano quindi di accertare la vaccinazione prima di partire.

PER L'OMS UN BIMBO SU 10 NON È MAI STATO VACCINATO

Nel suo rapporto l'Oms ha sottolineato che nel mondo un bambino su 10 non è mai stato vaccinato. Nella maggior parte dei casi si tratta di piccoli che vivono nelle aree più povere e remote del Pianeta. Oltre 116 milioni di bambini sono stati vaccinati contro le principali malattie nel 2017. Nel Mediterraneo orientale c'è la copertura per i vaccini di base per oltre l'80%, nonostante otto Paesi su 22 siano stati colpiti da emergenze umanitarie. Dal 2014, il numero di Paesi che denunciano esitazioni nei vaccini è costantemente aumentato, raggiungendo l'83% nel 2017.

MORTI IN CALO DELL'80% DAL 2000

Se si adotta una prospettiva storica la situazione appare però sotto una luce diversa. È quanto ha fatto la rivista online dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) che a inizio dicembre ha pubblicato il rapporto Progressi verso l'eliminazione del morbillo. Secondo il documento grazie la crescente diffusione del vaccino nel mondo, le morti causate sono diminuite dell'80% in 17 anni, da circa mezzo milione di decessi nel 2000 a 110 mila nel 2017. Secondo il documento, elaborato dal dipartimento Immunizzazioni dell'Oms, tra il 2000 e il 2017, la copertura stimata della prima dose di vaccino contro il morbillo è aumentata dal 72% all'85%. Grazie a questi progressi, l'incidenza annua di casi è diminuita dell'83% (passando da 145 a 25 casi per milione di abitanti). E la mortalità annuale diminuita dell'80%, da 545.174 decessi nel 2000 a 109.638 nel 2017 pari complessivamente a 21,1 milioni di morti evitate, soprattutto in Africa. Questi sforzi però hanno visto un rallentamento, soprattutto tra il 2016 e 2017. La copertura vaccinale dopo anni di crescita è tornata stagnante e dal 2016, l'incidenza del morbillo è aumentata globalmente e in cinque delle sei Regioni Oms, in particolare in America, Europa e Mediterraneo Orientale. Tanto che complessivamente dal 2016 al 2017, il numero dei contagi è aumentato del 31%. Inoltre, da luglio 2018, in Venezuela, è tornata la trasmissione endemica del virus, precedentemente debellata.

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