Casini: Pdl indichi un nuovo premier

Redazione
05/12/2010

Sale lo scontro politico in vista del voto di fiducia del 14 dicembre. Schierati in campo Udc, che chiede al...

Sale lo scontro politico in vista del voto di fiducia del 14 dicembre. Schierati in campo Udc, che chiede al Pdl un nome per il premierato, i finiani che aprono all’ipotesi di un Berlusconi bis e l’Idv di Antonio Di Pietro che esclude qualsiasi scenario da Terzo polo.
«Nessuno pensa a un ribaltone», ma il Pdl dovrebbe abbandonare le parole «desolanti» di Verdini e «cominciare a pensare a un altro nome per Palazzo Chigi» altrimenti quel nome lo dovrà fare il Quirinale. Lo ha detto il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, secondo il quale potrebbero andare bene come premier non solo il sottosegretario Letta, ma anche Tremonti e Alfano o, in caso di tecnici, Draghi o Monti.
Apre, invece, a un Berlusconi bis il finiano D’Urso. Ma con una maggioranza allargata. L’ipotesi di un governo non capeggiato dall’attuale presidente del Consiglio è scartata dal ministro del Welfare Sacconi: «Nessuno si presterebbe». Sacconi propone così una maggioranza allargata e un unico partito con l’Udc.
Gli fa eco Pierluigi Bersani, il leader del Partito democratico. Il momento, secondo la guida dell’opposizione, è cruciale e «Berlusconi è sempre più pericoloso»: ed è in fasi come questa «he la nostra democrazia può subire degli strappi».
Da parte sua Di Pietro spazza via ogni ipotesi di Terzo polo. «Prima di tutto dobbiamo sfiduciare questo governo: è la priorità assoluta. E lo possiamo fare solamente votando insieme in Aula con tutti quelli che hanno fatto opposizione», ha detto il leader dell’Italia dei Valori, interpellato da “Il Fatto Quotidiano”. «Dopodiché» ha aggiunto «l’IdV è disposta a partecipare a un governo di transizione con una nuova maggioranza, che faccia una nuova legge elettorale nell’interesse del Paese. Per le prossime elezioni l’IdV si muoverà all’interno di un sistema bipolare. Noi non possiamo partecipare a un eventuale Terzo polo. E comunque non ci sarà mai una lista civica nazionale, una sorta di coalizione unica».